1 Giugno 2026

Ebola, oncologi “Preoccupano le infezioni nel mondo globalizzato”

1 giugno 2026 – Il virus Ebola, pur in presenza di un rischio di contagio definito ‘basso’ per i paesi occidentali, preoccupa gli oncologi a livello internazionale, che vedono nei virus emergenti una minaccia generale in un mondo globalizzato, tanto più per una popolazione fragile come quella dei pazienti oncologici. Lo sottolinea Massimo di Maio, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), a Chicago per partecipare al congresso della Società americana di oncologia (ASCO), il maggior appuntamento mondiale del settore.

“In generale siamo preoccupati per i rischi sanitari che, data la globalizzazione attuale, possono diffondersi in maniera molto veloce da una parte all’altra del mondo. In particolare, poi, l’allerta aumenta per i pazienti oncologici che, in quanto soggetti fragili, risentono maggiormente della esposizione ad agenti patogeni”, afferma. La comunità scientifica, sottolinea Di Maio, “è preoccupata per i problemi sanitari crescenti nelle zone del focolaio di Ebola in Africa, dove guerre e difficoltà sociali rendono difficili le cure per la popolazione ed in particolare per i malati oncologici”.

Un problema di cui si sta discutendo in questi giorni anche al congresso Asco, che alla cura del cancro in tempo di crisi e di spostamenti di massa ha dedicato varie sessioni dei lavori. E’ bene, commenta Di Maio, che “ci siano segnali di attenzione globale: in un momento della storia del mondo in cui c’è tanto egoismo da parte delle singole nazioni, ed in cui l’interesse dei singoli paesi prevale sulla solidarietà internazionale, è importante che almeno la comunità scientifica mantenga questo interesse globale”. Ormai la preoccupazione “non può essere più indirizzata solo ad un singolo paese, perchè con la globalizzazione ad un virus bastano 24 ore per raggiungere qualunque parte del globo. E’ giusto quindi che le autorità sanitarie siano attente e previdenti, pur – conclude – senza fare allarmismi”.

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