Schillaci: “Oggi solo 5% Fns va a prevenzione, vogliamo aumentarlo”
17 giugno 2025 – “Scegliere la prevenzione significa scegliere il futuro. La salute è l’unico diritto che la nostra Costituzione definisce fondamentale e l’Italia vanta un sistema sanitario tra i più solidi e solidali del mondo. Un patrimonio che siamo impegnati a conservare e a rafforzare per le generazioni di oggi e di domani. Ma ciò richiede un nuovo approccio che valorizzi maggiormente la prevenzione per vivere più a lungo in buona salute e per assicurare sostenibilità al nostro sistema sanitario, in un’ottica di modernità, mantenendo saldi i principi di universalità, equità e uguaglianza. Dobbiamo investire di più. Oggi solo il 5% del Fondo sanitario nazionale è destinato alle attività di prevenzione. Vogliamo aumentare questa percentuale e in questa direzione va anche il lavoro che stiamo portando avanti con il Mef, grazie alle nuove regole di bilancio europee, affinché la spesa per la prevenzione sia considerata a tutti gli effetti un investimento”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo intervento ieri mattina all’apertura degli Stati generali della prevenzione a Napoli. “E’ evidente che fare leva sulla prevenzione significa, nel lungo termine, ridurre i costi dell’assistenza, liberando risorse da investire in innovazione e ricerca che, grazie agli enormi progressi compiuti, permette di curare malattie un tempo ritenute incurabili”, ha aggiunto.
Gli Stati generali della prevenzione a Napoli per dare un messaggio forte e chiaro: la prevenzione è un investimento e non una spesa. Vogliamo meno cittadini malati per poter curare tutti meglio e in tempi più rapidi”. Ha aggiunto Schillaci a margine dell’inizio degli Stati generali della prevenzione. “C’è un problema culturale e dobbiamo far capire alla popolazione quanto sia importante avere la propria salute nella giusta considerazione, adottare dei corretti stili di vita, aderire agli screening che il Ssn mette gratuitamente a disposizione – ha aggiunto – ci vuole n cambio di passo e dobbiamo farlo tutti insieme”. “Il Sud nell’adesione agli screening ha un differenziale inaccettabile con il Nord, ecco perché siamo qui a Napoli oggi. Noi vogliamo che tutti i cittadini abbiano le stesse possibilità di cura”.
“Abbiamo chiesto all’Istituto Piepoli di sondare un campione rappresentativo di popolazione interessata dai programmi di screening. Il primo dato che mi ha colpito è che 1 su 5, soprattutto al Sud, non sa che sono gratuiti. Tra chi ha ricevuto l’invito, una quota importante di persone ha deciso di non fare il test: circa 1 su 5. E sceglie di non farlo soprattutto perché non ha avuto tempo o ritiene di stare bene e, in assenza di disturbi, preferisce non sottoporsi allo screening. In tanti, indicano esplicitamente un po’ di pigrizia. E’ qui che dobbiamo moltiplicare gli sforzi e aumentare la consapevolezza nei cittadini che bisogna prendersi cura di sé anche quando si è in salute. Anche sul fronte degli stili di vita si può e si deve fare di più”, ha aggiunto.
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