Tumore del seno: in Italia cala la mortalità. A Udine la prima consensus conference nazionale
«Sono numeri – prosegue Puglisi – che testimoniano l’efficacia di percorsi di cura sempre più integrati. Proprio per questo è fondamentale rafforzare la collaborazione tra i diversi specialisti coinvolti nella gestione della paziente».
Le novità terapeutiche
Il convegno affronta le principali innovazioni emerse nell’ultimo anno.
«Nel tumore della mammella in fase precoce – sottolinea Lucia Del Mastro, Professore Ordinario e Direttrice della Clinica di Oncologia Medica dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino – Università di Genova – si è consolidato il ruolo degli inibitori CDK4/6 in associazione alla terapia endocrina, con una significativa riduzione del rischio di recidiva e un beneficio anche in termini di sopravvivenza. Parallelamente, si osserva un affinamento sempre maggiore nell’individuazione dei casi in cui è possibile evitare la chemioterapia dopo l’intervento chirurgico. Il ricorso ai test genomici è ormai una realtà consolidata nella pratica clinica quotidiana».
Ampio spazio è dedicato anche alla qualità di vita.
«Affrontiamo inoltre – aggiunge Del Mastro – la gestione dei sintomi legati alla deprivazione estrogenica. Problemi come le vampate di calore o la secchezza vaginale hanno spesso un impatto rilevante sulla qualità di vita e sull’aderenza ai trattamenti».
Nel setting metastatico, «le principali innovazioni registrate negli ultimi mesi – aggiunge Fabio Puglisi – riguardano il crescente impiego dei coniugati farmaco-anticorpo (ADC), che stanno ampliando in modo significativo le opzioni terapeutiche disponibili. Nell’ambito delle terapie endocrine, le novità derivano dall’integrazione di farmaci biologici selezionati sulla base di specifiche alterazioni molecolari, oggi spesso identificabili attraverso la biopsia liquida».
«Ulteriori informazioni fondamentali – prosegue Puglisi – provengono dalle analisi condotte direttamente sul tessuto tumorale mediante Next Generation Sequencing, una tecnologia che consente di indirizzare la scelta terapeutica verso trattamenti sempre più mirati e personalizzati».
Chirurgia sempre più personalizzata
«Anche il trattamento chirurgico – sottolinea Samuele Massarut, Direttore dell’Oncologia Chirurgica Senologica del CRO di Aviano e Coordinatore della Rete Senologica del Friuli Venezia Giulia – è diventato nel tempo sempre più personalizzato e meno invasivo. Oggi le decisioni chirurgiche tengono conto di diversi fattori, tra cui l’età della paziente, lo stadio della malattia e le terapie sistemiche previste. Nelle forme in stadio I–II, la chirurgia conservativa associata alla radioterapia rappresenta l’approccio più frequente».
«Anche la gestione dell’ascella è profondamente cambiata – prosegue Massarut –: in un numero crescente di casi, dopo la biopsia del linfonodo sentinella, non è più necessario ricorrere alla linfadenectomia ascellare, con un chiaro beneficio in termini di riduzione delle complicanze e di qualità di vita. La mastectomia radicale rimane oggi riservata a situazioni selezionate ed è sempre il risultato di una decisione condivisa con la donna».
La prospettiva europea
Sempre a Udine, nella giornata di venerdì, è prevista la lectio magistralis di Giuseppe Curigliano, Presidente Eletto della European Society for Medical Oncology (ESMO).
«In Europa il tumore della mammella è una delle patologie oncologiche più diffuse – afferma Curigliano – con oltre 374.000 nuove diagnosi ogni anno e più di 95.000 decessi. Non si tratta esclusivamente di una patologia femminile: seppur rara, colpisce anche circa 4.400 uomini l’anno nel continente europeo. Per questo è fondamentale continuare a investire nella ricerca clinica, sviluppando nuovi strumenti diagnostico-terapeutici e ottimizzando quelli già disponibili».
«L’Italia – conclude Curigliano – fornisce da anni un contributo rilevante alla ricerca oncologica internazionale e si colloca stabilmente ai primi posti per numero e qualità degli studi presentati ai principali congressi scientifici internazionali».
