Archivio degli autori Fabrizio Fiorelli

15 Maggio 2023

Covid: l’obesità riduce in fretta l’efficacia dei vaccini

15 maggio 2023 – La protezione offerta dai vaccini contro il covid declina piu’ rapidamente nelle persone obese, che restano cosi’ a piu’ alto rischio di sviluppare una malattia grave e di mortalita’. E’ la conclusione di un vasto studio condotto su 3.5 milioni di cittadini scozzesi, tutti vaccinati, ma contagiati con il virus durante la pandemia: tra questi, le persone con decisa obesita’ (ossia un indice di massa corporea da 40 in su’) hanno evidenziato rischi di soffrire di malattia grave più alti del 76% rispetto ai malati di peso normale. Un aumento dei rischi e’ stato rilevato in generale tra gli obesi di ogni grado. Inoltre le infezioni ‘breakthrough’, ossia dopo la seconda dose di vaccinazione, hanno indotto piu’ frequentemente la necessita’ di ricoveri, o hanno addirittura causato decessi tra gli obesi. Secondo gli scienziati dell’universita’ di Edimburgo che hanno pubblicato lo studio su ‘Nature Medicine’ i dati emersi suggeriscono la necessita’ di piu’ booster dei vaccini per le persone obese.

12 Maggio 2023

SIRU: “Dopo i 35 anni meno qualità spermatozoi per smog e stili vita”

L’emergenza denatalità è una crisi sociale ma anche biologica. L’inquinamento atmosferico e quello elettromagnetico, uniti a stili di vita poco sani, stanno danneggiando irreparabilmente il patrimonio genetico degli spermatozoi, compromettendo le probabilità di concepimento dell’uomo e rendendolo più suscettibile alle malattie. Con danni che aumentano nel tempo. Così già dai 35 anni in su, i danni accumulati possono impedire il concepimento o aumentare le probabilità di trasmettere ai figli difetti genetici ed epigenetici che favoriscono patologie nell’infanzia, nell’età adulta e addirittura alle successive generazioni. A tracciare il quadro Luigi Montano, Uroandrologo della Asl di Salerno e past president della Società italiana di riproduzione umana (Siru)

Considerando questi dati “annunci come quello fatto di recente dall’attore Robert De Niro, diventato padre a 79 anni possono essere ingannevoli e fuorvianti”, dice Montano. “Oggi è riduttivo pensare che solo misure economiche possano contrastare l’attuale emergenza denatalità”, sottolinea. “La nostra società è in crisi perché è la nostra stessa biologia a esserlo. Siamo arrivati a un punto critico, tanto che nel 2070 se il trend del numero e soprattutto della qualità spermatica continua ad avere la pericolosa discesa rilevata da diversi studi l’ipotesi dell’estinzione della nostra specie per infertilità maschile irreversibile non è affatto da scartare”. Le cause sono molteplici, ma l’effetto è unico: “l’uomo diventa progressivamente incapace di concepire, tanto che stando all’ultima metanalisi del novembre 2022 pubblicata su Human Reproduction Update negli ultimi 46 anni, dal 1973 al 2018, la concentrazione degli spermatozoi a livello globale è più che dimezzata (51.6%), con un’accelerazione della perdita di spermatozoi per anno raddoppiata dal 2000 al 2018 rispetto al periodo 1973-2000. Ciò che più preoccupa è il calo rapido che è avvenuto e sta avvenendo in paesi una volta ritenuti ad alta fecondità, come Africa, Brasile, India, Cina, tutti paesi che negli ultimi due-tre decenni stanno registrando importanti tassi di inquinamento ambientale e importanti modifiche degli stili di vita della popolazione residente”, si legge in una nota.

11 Maggio 2023

OMS: in Europa 1 bambino su 3 è in sovrappeso (o obeso)

11 maggio 2023 – In Europa un bambino in età scolare su tre convive con l’obesità o il sovrappeso. Questo numero è destinato solo ad aumentare ulteriormente nei prossimi anni. E’ questo l’allarme lanciato oggi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sui livelli di obesità nel Vecchio Continente. L’Organizzazione cita il World Obesity Atlas 2023 redatto dalla World Obesity Federation. Secondo il report tra il 2020 e il 2035 ci saranno un aumento rispettivamente del 61% del numero di ragazzi che vivono con l’obesità. Per le ragazze invece l’incremento sarà addirittura del 75%. L’Atlante stima inoltre un totale di 17 milioni di ragazzi e 11 milioni di ragazze, di età compresa tra 5 e 19 anni, che vivrà con l’obesità nella regione nel 2035. Per allora, si prevede che il sovrappeso e l’obesità in tutte le fasce d’età costeranno alla regione 800 miliardi di dollari all’anno.

Numeri che hanno portato i coniugi di 16 leader europei e capi di stato a riunirsi nella capitale croata, sotto gli auspici della First Lady of Croatia Dr Sanja Musić Milanović, per lanciare la prima rete di coniugi di leader europei sulla prevenzione dell’obesità infantile nella Regione Europea dell’Oms. Al termine del vertice è stata adottata all’unanimità la Dichiarazione di Zagabria, esponendo il loro impegno politico per affrontare l’obesità infantile nei loro paesi e sollecitando altri paesi a fare lo stesso. L’OMS Europa ha individuato tre azioni specifiche per contrastare le proiezioni attuali e aiutare a prevenire il peggioramento di questa silenziosa epidemia. Sono: enfatizzare la prevenzione, regolamentare l’industria alimentare e delle bevande e promuovere l’attività fisica. “I nostri bambini crescono sempre più in ambienti che rendono molto difficile per loro mangiare bene ed essere attivi. Questa è una delle cause principali dell’epidemia di obesità”, ha affermato Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa. “Come società e paesi, finora non siamo riusciti a invertire i crescenti tassi di obesità infantile, ed è per questo che l’Oms/Europa è qui in Croazia, su invito della dott.ssa Milanović, moglie del presidente, per galvanizzare il sostegno politico a questo vero insidiosa crisi di salute pubblica prima che diventi ancora più difficile da affrontare”.

10 Maggio 2023

Farmaci: nel 2023 la spesa ospedaliera sale a +6%

Schizza la spesa farmaceutica ospedaliera in Italia. In base ai consumi di farmaci nei primi mesi del 2023 rilevati da Iqvia, la spesa farmaceutica per acquisti diretti (ospedaliera) nel 2023 oltrepasserà nuovamente il tetto programmato per legge, arrivando – secondo le stime – a circa 13 miliardi di euro, +6% rispetto al 2022. A fronte di un tetto stimato pari a circa 9,7 miliardi di euro (il 7,65% del Fondo sanitario nazionale, come nel 2021 e 2022), quest’aumento porterà a un disavanzo di circa 3,3 miliardi di euro, in crescita del 20% rispetto al 2022. Di questi la metà, ossia circa 1,6 miliardi, dovrà essere ripianata dalle aziende farmaceutiche – ricorda Iqvia – con il sistema del payback. La restante parte sarà pagata dalle singole Regioni in base al loro superamento del budget assegnato. A partire dal 2022, tuttavia, le aziende che hanno già adempiuto al pagamento integrale dell’onere di ripiano per gli anni 2019 e 2020 godranno di una riduzione della quota da pagare, rideterminando il valore del ripiano come se il tetto fosse dell’8% nel 2022 e dell’8,15% nel 2023. Il payback per tali aziende sarà quindi calcolato come se il ripiano complessivo per il 2023 risultasse di circa 1,4 miliardi di euro. Sono esclusi da questi calcoli i farmaci innovativi e gli innovativi oncologici che rientrano in un unico fondo separato del valore di 1,2 miliardi di euro nel 2023. In questo caso, Iqvia non prevede alcuno sforamento, ma anzi un avanzo di circa 300 milioni di euro che, tuttavia, non va a compensare la spesa per acquisti diretti. La spesa convenzionata (ricetta rossa) è prevista in crescita di circa l’1,5% rispetto al 2022, arrivando a circa 8,1 miliardi di euro. Si manterrà all’interno del tetto programmato, generando un avanzo di risorse in aumento rispetto al 2022 (intorno agli 800 milioni, rispetto ai 728 verificati da Aifa per il 2022).

8 Maggio 2023

L’influenza stagionale sfiora i 14 milioni di casi in Italia

8 maggio 2023 – Nel nostro Paese l’influenza stagionale è arrivata alla soglia dei 14 milioni di casi. Nello specifico nella diciassettesima settimana del 2023 (quella dal 24 al 3 aprile), i casi stimati di sindrome simil-influenzale, rapportati all’intera popolazione italiana, sono stati circa 204.000, per un totale di circa 13.963.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza.

E’ quanto ha reso noto il report settimanale redatto dall’Istituto Superiore di Sanità. Nella diciassettesima settimana del 2023 in 14 Regioni e province autonome, tra quelle che hanno attivato la sorveglianza, il livello di incidenza delle sindromi simil-influenzali è tornato ai livelli basali (sotto la soglia di 3,16 casi per mille assistiti). In Piemonte, Lombardia, Toscana, Abruzzo Sicilia e Sardegna l’incidenza è ancora lievemente sopra soglia e si mantiene nella fascia di intensità media. La popolazione degli assistiti in sorveglianza è mediamente pari a 1.829.585 assistiti per settimana pari al 3,1% dell’intera popolazione italiana.

6 Maggio 2023

Tumore ovarico: solo 4 donne su 10 riescono a sconfiggere la malattia

Il tumore dell’ovaio colpisce ogni anno in Italia oltre 5.200 donne per un totale di quasi 50mila casi. Rimane uno dei big killer tra le neoplasie ginecologiche e la sopravvivenza a cinque anni risulta ancora bassa. Solo il 43% delle pazienti riesce a sconfiggere la malattia. Per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica nella notte tra il 7 e l’8 maggio Palazzo Chigi verrà illuminato di azzurro tiffany, colore che identifica la patologia. L’iniziativa è organizzata dall’ associazione no profit Loto ODV e rientra nelle celebrazioni per la Giornata Mondiale del Tumore Ovarico che si svolge come ogni anno l’8 maggio. Lo slogan dell’evento internazionale per l’edizione 2023 è No Woman Left Behind. “In questa forma di cancro femminile riscontriamo ancora un’elevata mortalità – afferma la prof.ssa Rossana Berardi, Presidente del Comitato Scientifico di Loto e Membro del Direttivo Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM).  -. Il motivo è da ricercare soprattutto nei sintomi che sono generici e aspecifici e spesso vengono confusi con quelli di altre malattie molto meno gravi. Non viene in alcun modo favorita una diagnosi precoce e i trattamenti risultano così più difficili e anche meno efficaci. Inoltre a differenza del carcinoma mammario o di quello alla cervice uterina non sono possibili dei programmi di screening. L’unica forma di prevenzione è legata alle alterazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 che costituiscono un importante fattore di rischio”. “E’ fondamentale perciò riuscire ad aumentare la consapevolezza e il livello d’informazione sulla malattia – prosegue Sandra Balboni, Presidente Loto Odv -. La nostra Associazione ha fatto proprio, fin dalla sua nascita, il motto “nessuna donna rimanga indietro” che è particolarmente indicato per il tumore ovarico. E’, infatti, uno dei più insidiosi e difficili da gestire e c’è bisogno di un maggiore impegno da parte di tutti. A partire proprio dalle istituzioni e per questo abbiamo chiesto di illuminare il principale palazzo del Governo per dare un segnale forte e chiaro. Abbiamo inoltre avviato altre iniziative divulgative e di sensibilizzazione in varie località del nostro Paese ove sono ubicate le sedi di Loto”.

Sempre per la Giornata Mondiale Loto ha organizzato una raccolta fondi a teatro a Udine e collaborato ad un convegno presso l’Hotel Carlton di Bologna. A Parma, presso la Galleria Steccata, l’8 Maggio si terrà una nuova presentazione del libro Donne a colori edito da Soncini. Sarà proiettato sulle reti Mediaset uno spot TV con la testimonial dell’Associazione, l’attrice Serena Autieri. Anche quest’anno grande rilievo è stato dato allo sport e nello specifico al Nordic walking. Si terranno due giornate dedicate al benessere delle pazienti. L’appuntamento è il 7 Maggio sulla spiaggia di Palombina (AN) e il 13 Maggio a Pinarella di Cervia (RA). Gli eventi si svolgeranno in riva al mare alla presenza di istruttrici professioniste e delle volontarie Loto.

Infine l’8 maggio insieme ad AIOM è organizzato un webinar per i pazienti (la diretta sarà sulla web tv della Società Scientifica alle ore 18). “La neoplasia ovarica presenta un’elevata eterogeneità biologica e si stima che ne esistano più di 30 diversi tipi – conclude il prof. Saverio Cinieri, Presidente Nazionale AIOM -. C’è anche una variazione molto ampia per le diverse forme sia in termini di incidenza che nelle prospettive di cura e sopravvivenza. Fino 10 anni avevamo poche opzioni terapeutiche contro il tumore e la chemioterapia era di fatto l’unica arma disponibile. Di recente abbiamo assistito all’introduzione di nuovi trattamenti e farmaci mirati che hanno aumentato sensibilmente le chances dei malati. Restano tuttavia ancora molti bisogni insoddisfatti e quindi la ricerca deve proseguire sfruttando anche le nuove tecnologie che consentono delle diagnosi più precise”.

5 Maggio 2023

Tumori: l’obesità riduce l’efficacia dell’immunoncologia. Nei pazienti diabetici peggiora la sopravvivenza

Palermo, 5 maggio 2023 – I pazienti diabetici colpiti dal cancro rispondono meno ai trattamenti immunoncologici. In particolare, in queste persone la malattia metabolica è associata a una sopravvivenza peggiore e il rischio di progressione del tumore aumenta del 20% rispetto ai pazienti oncologici non diabetici. Lo dimostra uno studio, coordinato dall’Imperial College di Londra e dalla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, che ha coinvolto circa 1400 persone affette da tumori solidi avanzati e trattati con farmaci immunoncologici in 21 centri. I risultati della ricerca (“Type 2 diabetes mellitus and efficacy outcomes from immune checkpoint blockade in patients with cancer”), pubblicata su “Clinical Cancer Research”, rivista scientifica dell’Associazione americana per lo studio del cancro (AACR), sono illustrati nel convegno “Cancer research: from Orlando to Palermo news from AACR Annual Meeting”, organizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), in corso fino a domani a Palermo.

“In passato alcune ricerche avevano evidenziato il cosiddetto ‘paradosso dell’obesità’, perché sembrava che il fatto di essere in sovrappeso potesse favorire l’efficacia delle terapie che stimolano il sistema immunitario contro le cellule cancerose – afferma Saverio Cinieri, Presidente AIOM -. Questo studio, per la prima volta al mondo, evidenzia come i pazienti diabetici, che sono spesso in sovrappeso o obesi, rappresentino invece un sottogruppo che beneficia meno dei trattamenti immunoncologici, con una sopravvivenza ridotta”.

“Abbiamo ricostruito la diagnosi concomitante di diabete mellito di tipo 2, che interessava il 16% della popolazione dello studio – sottolinea Alessio Cortellini, oncologo ricercatore clinico della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma e primo autore dello studio -. Abbiamo dimostrato con un approccio bio-statistico complesso ed affidabile che i pazienti diabetici, trattati con molecole immunoncologiche, ottengono risultati di efficacia e sopravvivenza ridotti rispetto alla popolazione generale. E abbiamo visto come i livelli di glicemia nel sangue correlassero con indici di infiammazione sistemica in questi pazienti, fra cui il neutrophil-to-lymphocyte ratio, fattore prognostico molto conosciuto in oncologia”. “L’obesità può includere diverse condizioni specifiche, tra cui rientra il diabete – continua il Presidente Cinieri -. Lo studio ha evidenziato che il microambiente tumorale delle persone diabetiche ha caratteristiche di maggiore ‘esaurimento immunitario’ e immunodepressione”.

“L’obesità è un grave fattore di rischio oncologico, che induce uno stato di infiammazione cronica sistemica, con riduzione dell’attività del sistema immunitario – spiega Antonio Russo, Tesoriere AIOM e Professore Ordinario di Oncologia Medica, DICHIRONS – Università degli Studi di Palermo -. Va ricordato che l’immunoterapia agisce sugli stessi meccanismi che inducono la condizione di infiammazione cronica. Servono più studi che indaghino il complesso rapporto fra metabolismo, composizione corporea, sistema immunitario e tumori, con particolare attenzione ai pazienti oncologici con una concomitante diagnosi di diabete, che devono iniziare un trattamento immunoterapico. I modelli di laboratorio, in particolare quelli sui topi, probabilmente non sono del tutto adeguati a descrivere la complessità che caratterizza la sindrome metabolica, che include obesità, ipercolesterolemia e iperglicemia, di un individuo che si ammala di tumore. L’indice di massa corporea è un parametro approssimativo, poiché non considera il tipo di costituzione fisica, la localizzazione dell’adipe e delle masse muscolari. Va quindi compiuto uno sforzo, in particolare da parte della ricerca indipendente e accademica, per studiare il paziente neoplastico da molteplici prospettive nello stesso momento, cioè dal punto di vista metabolico, endocrinologico, nutrizionale e oncologico”.

Nel 2022, in Italia, sono state stimate 390.700 nuove diagnosi di cancro, in costante crescita anche per la diffusione di stili di vita scorretti. L’eccesso di peso rappresenta un importante fattore di rischio cardiovascolare e oncologico e, nel nostro Paese, questa condizione riguarda 4 adulti su 10: il 33% dei cittadini è in sovrappeso e il 10% è obeso. “Secondo stime del World Cancer Research Fund, circa un quinto dei casi di cancro è attribuibile a un bilancio energetico troppo ricco – conclude Saverio Cinieri -. Il grasso è un deposito naturale di sostanze che favoriscono l’infiammazione sistemica e produce ormoni, come gli estrogeni, coinvolti in vari tipi di neoplasie. Ricerche scientifiche hanno collegato obesità e sovrappeso a ben 13 diversi tipi di tumore e sono state esaminate anche le possibili relazioni genetiche tra obesità, cancro e sindrome metabolica. Il tessuto adiposo è composto non solo da cellule grasse ma anche da cellule del sistema immunitario che permettono che si bruci al momento giusto la nostra energia. Negli individui in sovrappeso o obesi, queste cellule sono ‘disorientate’ e inviano messaggi sbagliati all’organismo. Da qui il maggior rischio di sviluppare il cancro. È importante che tutti i cittadini siano sensibilizzati sull’importanza di adottare stili di vita sani, con una dieta corretta e attività fisica costante”.

4 Maggio 2023

AIOM: “Plaudiamo al bando AIFA per la ricerca clinica indipendente servono studi di sequenza terapeutica per migliorare le cure”

“Plaudiamo alla decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco di pubblicare il bando per il finanziamento di tre studi in oncologia, per un ammontare pari a 7 milioni e 500mila euro. Questa iniziativa rappresenta un segnale di particolare attenzione delle Istituzioni per la ricerca clinica indipendente, che va sostenuta e incentivata. Il bando vuole supportare in particolare studi di sequenza terapeutica nell’epatocarcinoma, nel tumore del polmone non a piccole cellule e nel carcinoma renale. I risultati dei trial clinici randomizzati, condotti a fini registrativi, sono paragonabili a ‘istantanee’, che mettono a fuoco il singolo farmaco. Permettono cioè di definire l’efficacia e la sicurezza di una molecola, ma non forniscono sempre informazioni esaustive sul suo posizionamento nell’intero percorso di cura. Al paziente infatti, in seguito alla mancata efficacia di una terapia, deve essere proposta un’alternativa. Ecco perché servono studi di sequenza terapeutica”. È il commento di Saverio Cinieri, Presidente AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), alla pubblicazione del bando di AIFA sulla ricerca clinica indipendente. “Gli studi di sequenza terapeutica – spiega Francesco Perrone, Presidente eletto AIOM – possono permettere di ottimizzare l’efficacia delle opzioni terapeutiche disponibili. I limiti intrinseci agli studi registrativi infatti non consentono di ottimizzare l’uso di una terapia nella pratica clinica. In questo modo diventa difficile definire il posizionamento ottimale del farmaco nell’intero percorso terapeutico del paziente. Il trattamento di alcune neoplasie, come l’epatocarcinoma, il tumore del polmone e il carcinoma renale, rappresenta un caso esemplare di come i limiti della ricerca si traducano in incertezze nella pratica clinica”. “È necessario riorganizzare i trial, creando protocolli adattativi, che si aggiornino con l’evoluzione degli scenari diagnostici e terapeutici e che guardino a ogni singolo snodo decisionale, rendendo esplicita ogni tappa del percorso di cura – conclude il Prof. Perrone -. In questo senso un ruolo decisivo può essere svolto dalla ricerca clinica indipendente ma oggi, in Italia, solo un quinto degli studi sulle nuove molecole è no profit. La ricerca indipendente dovrebbe focalizzarsi sul trattamento complessivo dei pazienti piuttosto che sul singolo farmaco, superando il dualismo tra la ‘real word evidence’ e i trial clinici randomizzati”.

Il tetto massimo finanziabile per ciascun protocollo di studio sostenuto dal bando AIFA è pari a due milioni e cinquecentomila euro e la presentazione dei protocolli deve avvenire entro il 22 giugno 2023.

3 Maggio 2023

Parte la stagione delle diete: Sima, “Occhio al fai da te”

3 maggio 2023  – Dopo le festività di Pasqua, e al termine dei ponti del 25 aprile e maggio circa 16 milioni di italiani si metteranno a dieta per migliorare il proprio aspetto fisico ed arrivare pronti al periodo estivo, generando un business da oltre 14 miliardi di euro. E’ quanto afferma la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) che fornisce i numeri sul fenomeno e lancia l’allarme sulle diete “fai da te”.

Secondo l’Italian Barometer Obesity Report, in Italia le persone in eccesso di peso sono più di 25 milioni, e circa 6 milioni di individui, pari al 12% della popolazione, sono a tutti gli effetti obesi, con una incidenza maggiore al Sud (14%) rispetto al 10,5% del Nord-Ovest e del Centro. In base alle stime della Società Italiana di Medicina Ambientale, saranno circa 16 milioni (il 27,2% dei residenti) gli italiani che, al termine dei ponti del 25 aprile e 1 maggio, decideranno di iniziare una dieta, generando un business che supera i 14 miliardi di euro. Tanto vale infatti in Italia il mercato del cibo dietetico, ossia quei prodotti presentati al pubblico come a basso contenuto calorico, con pochi zuccheri o privi di zuccheri aggiunti, senza grassi, ecc. Solo per gli integratori alimentari, la spesa nel nostro paese ha raggiunto i 4 miliardi di euro – aggiunge Sima – Al tempo stesso si impenna la vendita dei farmaci per la perdita del peso che, a livello globale e secondo i numeri ufficiali, registrano un aumento del +25% solo nel primo trimestre del 2023.  “Il 75% di coloro che inizieranno una dieta alimentare ricorrerà tuttavia al “fai da te”, reperendo informazioni sul web e modificando le proprie abitudini a tavola senza rivolgersi ad un professionista del settore – afferma il presidente Sima, Alessandro Miani – Un rischio sul fronte della salute, considerato che una dieta sbagliata e sbilanciata può avere sul nostro organismo ripercussioni serie, che vanno dal semplice affaticamento e mal di testa ai disturbi del sonno, crampi o perdita di massa muscolare, fino a poter causare problemi renali (nel caso delle diete iper-proteiche sbilanciate) e malnutrizione. E non è certo un caso se, in base ai numeri ufficiali, solo in Europa 950mila persone perdono ogni anno la vita a causa di diete alimentari sbagliate e malsane”.

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