Archivio degli autori Fabrizio Fiorelli

17 Ottobre 2022

OMS Europa: Covid e influenza, “Somministrare insieme i due vaccini”

17 ottobre 2022 – Quando possibile, somministrare insieme i due vaccini per “tenere a bada Covid-19 e l’influenza questo autunno/inverno”. E’ il messaggio della Campagna Flu Awareness Campaign lanciata dall’Organizzazione mondiale della Sanità Regione Europea per “Preparare, prevenire, proteggere”. L’influenza è generalmente lieve e la maggior parte delle persone guarisce rapidamente. Tuttavia, alcune persone, come anziani, donne incinte, bambini piccoli e le persone con condizioni di salute preesistenti, “sono a maggior rischio di gravi complicanze influenzali”, spiega l’Oms. “Il modo migliore per prevenire l’influenza è vaccinarsi e poiché i virus dell’influenza cambiano, ogni anno è necessario un vaccino antinfluenzale per stare al passo con i virus circolanti”. L’Oms Europa aveva lanciato per la prima volta l’iniziativa “Campagna di sensibilizzazione sull’influenza” nel 2013 come estensione della Settimana europea di immunizzazione. La campagna, anche quest’anno, invita i paesi della regione europea dell’Oms a rilanciare gli sforzi di mitigazione ed essere pronti a rispondere a un onere crescente sui loro sistemi sanitari in mezzo alle preoccupazioni per un’ondata autunnale e invernale di Covid-19 e influenza. Come parte di questo, “esorta i paesi a somministrare un vaccino antinfluenzale insieme a un vaccino Covid-19 ogni volta che è possibile”.

13 Ottobre 2022

Mancano 4.300 chirurghi in reparti,sale operatorie,emergenza

13 ottobre 2022 – In tutto il Paese mancano circa 4.300 medici chirurghi, “nei pronto soccorso, nei reparti e nelle sale operatorie”. I piani di rientro economici degli ultimi anni “hanno determinato una progressiva riduzione delle risorse strutturali e umane” che si è sommata a una profonda “crisi di vocazione”. Questo l’allarme lanciato nel corso del 124esimo Congresso Nazionale della Società italiana di Chirurgia (Sic), concluso ieri a Roma. “Rispetto alle risorse strutturali – spiega il professor Massimo Carlini, presidente della Società Italiana di Chirurgia – nel decennio 2010-2020 abbiamo assistito alla chiusura di circa 110 ospedali e di oltre 110 pronto soccorso, con una riduzione di 37mila posti letto. Nelle strutture ospedaliere sopravvissute ai tagli mancano 29mila unità lavorative: di queste, 4.300 sono chirurghi. Nel 2020 si è registrata una contrazione di 2 milioni e mezzo di ricoveri ordinari e di un milione e 700mila ricoveri di day surgery e day hospital. Parallelamente, sono diminuite anche le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali. Tutto questo si traduce in un incremento della mortalità, che nel 2020 è stato pari all’85%”. E’ fondamentale, aggiunge Carlini, direttore del Dipartimento di Chirurgia dell’Ospedale S. Eugenio di Roma, “contrastare la dilagante crisi di vocazione: sempre meno giovani scelgono di fare il chirurgo, perché hanno di fronte un percorso lungo, costoso e faticoso, al termine del quale non accedono a una professione riconosciuta dalla società, adeguatamente remunerata e tutelata da un punto di vista giuridico-medico-legale”.

12 Ottobre 2022

SIAPEC: e’ allarme, in 5 anni calati del 25% gli anatomo-patologi

Padova, 12 ottobre 2022 – Gli anatomo-patologici sono sempre più importanti nella gestione di gravi e diffuse malattie ma rischiano di ridursi fortemente come categoria. In cinque anni, infatti, il numero di questi professionisti è calato dell’oltre 25% passando in Italia da 1.500 a 1.100 specialisti e le prospettive per il futuro non sono rosee. A livello universitario, negli ultimi anni, la metà dei posti di specializzazione è rimasto vacante. Una crisi che rientra in quella più generale della medicina italiana, ma che pare colpire pesantemente alcune branche specialistiche come l’anatomia patologia. L’allarme viene lanciato oggi in occasione della prima giornata del 9° Congresso Triennale della SIAPeC-IAP (Società Italiana di Anatomia Patologica e Citopatologia Diagnostica). L’evento vede riuniti nei prossimi quattro giorni a Padova oltre 600 specialisti da tutta Italia. “L’anatomia patologica rappresenta ormai la pietra angolare di qualunque percorso diagnostico-terapeutico – sottolinea la prof.ssa Anna Sapino, Presidente SIAPeC-IAP -. Il caso più evidente di questa evoluzione è senza dubbio l’oncologia dove il patologo da molti anni è presente e parte attiva dei team multidisciplinari. Possiamo garantire una migliore pianificazione e selezione terapeutica perché la diagnostica molecolare applicata all’anatomia patologica rappresenta il cardine per la realizzazione della medicina di precisione. Quest’ultima è ormai una realtà nel contrasto a diverse forme di tumore e vede il passaggio verso la “personalizzazione” dei trattamenti in base alle caratteristiche biologiche e molecolari della singola neoplasia. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale e il ricorso alla così detta “Patologia Digitale” sono due chiari esempi di un ulteriore passo verso la personalizzazione dei percorsi terapeutici”. Gli Anatomo Patologi hanno un ruolo imprescindibile e inderogabile e perciò è necessario garantire personale formato e competente. Quest’anno abbiamo attivato una stretta collaborazione con il Ministero della Salute per definire i dataset nazionali di diagnosi che potranno entPrare nel Fascicolo Sanitario Elettronico. Questo implica un passaggio fondamentale verso la digitalizzazione delle strutture di anatomia patologica in modo uniforme”. “Sarà possibile postare le diagnosi di anatomia patologica direttamente sul Fascicolo Sanitario Elettronico del singolo paziente – aggiunge il dott. Filippo Fraggetta, Presidente Eletto SIAPeC-IAP -. Attualmente i laboratori di anatomia patologica completamente digitali in Italia si contano sulle dita di una mano. Entro un anno però auspichiamo che almeno il 20% di queste strutture sanitarie possano diventare completamente digitali. Ciò significa che avremo un flusso di dati totalmente tracciato con opportunità di utilizzare vetrini “virtuali”. Una digitalizzazione resa possibile grazie ad alcuni fondi ad hoc previsti dal PNRR insieme ad altre risorse finanziare erogate dalle Regioni”. “Come SIAPEC siamo convinti delle potenzialità della anatomia patologica 4.0 e la stiamo promuovendo in tutto il territorio nazionale – prosegue la prof.ssa Sapino -. La digitalizzazione dei nostri laboratori deve essere pianificata e per farla è disponibile un apposito documento della ESDIP (European Society for Digital and Integrative Pathology). Descrive in che modo le anatomie patologiche devono organizzare il flusso digitale dei dati e quali sono le sicurezze da garantire al paziente, anche in termini di privacy. Inoltre, un anno fa abbiamo prodotto insieme all’Istituto Superiore di Sanità un documento per stabilire i requisiti minimi standard che deve avere un laboratorio digitale”. “Non bisogna però eccedere con i facili trionfalismi – aggiunge il prof. Angelo Paolo Dei Tos, Presidente del Comitato Organizzatore del Congresso di Padova -. Le tecnologie digitali presentano grandi potenzialità ma il computer non può l’unica soluzione alle criticità emergenti. Esiste una “crisi di vocazione” della nostra disciplina a cui è urgente dare risposte efficaci. Riscontriamo forti discrepanze nei vari territori legate a carenze di risorse umane e tecnologiche che devono essere colmate. Anche lo sfruttamento della digitalizzazione dell’anatomia patologica richiederà risorse umane necessarie a garantire il funzionamento delle reti”. “E’ evidente che dobbiamo rivedere in parte anche la tipologia d’insegnamento che attualmente offriamo – sottolinea la Presidente Sapino -. La carenza di personale rischia di essere un problema sempre più drammatico e per contrastarlo bisogna meglio promuovere la nostra disciplina, sfruttando anche il fascino che l’evoluzione tecnologica in atto può avere tra i giovani studenti”.

La SIAPeC è nata nel 1995 e si pone l’obiettivo principale di promuovere l’avanzamento delle conoscenze e lo sviluppo delle tecnologie diagnostiche nel campo dell’anatomia e istologia patologica e di citologia diagnostica. Vanta al proprio interno 22 diversi gruppi di studio e i suoi rappresentati partecipano regolarmente alla stesura di Linee Guida. “Siamo impegnati e in costante dialogo con altre Società scientifiche e con gli organismi di programmazione sanitaria nazionali e regionali – conclude Fraggetta -. Il nostro impegno nei prossimi anni dovrà però essere rivolto anche alle associazioni di pazienti e di volontariato con le quali già collaboriamo. Vogliamo presentarci ai cittadini attraverso apposite campagne di informazione per far conoscere a tutti la nostra disciplina e le incredibili potenzialità che possiede”.
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11 Ottobre 2022

Sofferenza mentale raddoppia mortalità per tumori e infarto

11 ottobre 2022 – La mortalità per tumore e infarto è 2,6 volte più alta tra i pazienti con problemi di salute mentale; lo stigma verso le malattie mentali e le persone che ne soffrono apporta un contributo determinante a questo eccesso di decessi. È quanto sottolinea la Società Italiana di Psichiatria (Sip) in coincidenza a un report pubblicato su The Lancet dedicato all’impatto dello stigma sulle malattie mentali. Il dato citato dalla Sip si riferisce a uno studio condotto in Emilia Romagna e pubblicato sulla rivista Psychiatry Research. Nella ricerca, che ha confrontato un campione di pazienti psichiatrici con la popolazione generale, “il numero di decessi dei pazienti psichiatrici è risultato due volte più alto rispetto a quello della popolazione generale. Questo significa che avere un disturbo psichiatrico comporta un rischio di morte superiore a più del doppio di quello atteso nella popolazione generale”, commentano Massimo di Giannantonio ed Enrico Zanalda, co-presidenti della società scientifica, che si riunirà a congresso dal 12 al 15 ottobre a Genova. “I dati emersi indicano che lo stigma pesa anche sui ritardi negli accessi alle cure e sulle difficoltà di adesione a programmi di prevenzione e screening”, affermano i due specialisti che invitano ad adottare “azioni radicali e urgenti, a livello globale a partire da corsi di formazione obbligatori per tutto il personale sanitario e socio assistenziale, sui diritti e i bisogni delle persone con disturbi psichici”. Per la Sip occorre fare di più anche sul fronte degli investimenti nei servizi di salute mentale: “In Italia si investe nei servizi di salute mentale il 2,9% del Fondo Sanitario Nazionale. Troppo poco per rispondere adeguatamente ai bisogni di oltre 4 milioni di italiani con un disturbo della salute mentale, un numero costantemente in crescita”, concludono di Giannantonio e Zanalda.

10 Ottobre 2022

Tumori, con la profilazione estesa vantaggi per il 40% dei pazienti

Roma, 10 ottobre 2022 – La profilazione estesa può cambiare la lotta al cancro. Un solo test è in grado di ricercare e analizzare oltre 340 mutazioni, con vantaggi diretti per almeno il 40% dei pazienti. Nel dettaglio, il 56% dei pazienti che hanno effettuato la profilazione molecolare estesa della loro neoplasia è stato al centro della discussione da parte di un gruppo multidisciplinare. Di questi, oltre la metà ha avuto la possibilità di ricevere immediatamente o, dopo una terapia scelta dal Centro di riferimento, farmaci a bersaglio molecolare o immunoterapia. Inoltre, nel 18% dei casi il test ha fornito indicazioni utili a correggere la chemioterapia, identificata come la migliore prima di conoscere il risultato della profilazione estesa, e il 12% ha avuto la possibilità di accedere ad altri studi presenti nel nostro Paese. In conclusione, circa il 40% dei pazienti ha ottenuto opportunità terapeutiche aggiuntive dalla profilazione genomica estesa, rispetto alla valutazione delle sole mutazioni note per la possibile associazione con farmaci a bersaglio molecolare. Inoltre, nel 16% dei casi, è stata identificata un’alterazione della cellula tumorale presente nell’intero organismo e che predispone all’insorgenza del cancro. Quest’ultimo è il punto di partenza per eseguire, a cascata, una consulenza oncogenetica per ricercare questa mutazione anche tra gli altri familiari e, quindi, aprire un ombrello protettivo su tutta la famiglia.

Sono questi i principali risultati emersi dallo studio “Rome Trial”, promosso dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Università di Roma La Sapienza e dalla Fondazione per la Medicina Personalizzata. I dati sono stati presentati all’ultimo Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO). “Nell’oncologia di precisione deve essere superato l’assioma mutazione/farmaco – afferma il Prof. Paolo Marchetti, Direttore Scientifico IDI di Roma, Ordinario di Oncologia all’Università La Sapienza di Roma e Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata -. È necessario studiare nell’insieme quante più alterazioni possibili per comprendere non solo il possibile bersaglio, ma anche le sue vie di interazione. Con il nostro studio abbiamo analizzato oltre 780 pazienti di diversi centri della Penisola. Abbiamo dimostrato che un’ampia profilazione genomica all’interno di uno specifico Molecular Tumor Board (MTB), cioè un gruppo multidisciplinare, determina vantaggi importanti per quei malati che possono ricorrere a farmaci a bersaglio molecolare o all’immunoterapia, indipendentemente dalla sede iniziale della neoplasia e dalla disponibilità di studi preliminari di attività”.

7 Ottobre 2022

Salute: 4 ragazzi su 10 non distinguono l’affidabilità delle notizie on line

7 ottobre 2022 – Il 41% dei ragazzi non è in grado di distinguere tra messaggi di salute online, quelli veri dai falsi.

E’ quanto rilevato da uno studio dell’Università Comenio di Bratislava, pubblicata sulla rivista Frontiers in Psychology. Gli studiosi sottolineano che gli adolescenti sono un gruppo spesso trascurato che corre però un rischio maggiore di incontrare notizie false sulla salute. In quanto cosiddetti “nativi digitali”, sono il gruppo più connesso al mondo, con il 71% dei giovani a livello globale che utilizza Internet. Per lo studio sono stati presentati a 300 studenti delle scuole secondarie (di età compresa tra i 16 ei 19 anni) sette brevi messaggi sugli effetti salutari di diversi tipi di frutta e verdura. I messaggi avevano diversi livelli: messaggio falso, messaggio vero neutro e messaggio vero con elementi editoriali (superlativi, clickbait, errori grammaticali, appello all’autorità e carattere tipografico in grassetto). Ai partecipanti è stato quindi chiesto di valutare l’affidabilità del messaggio. E’ emerso che solo il 48% si fidava di messaggi sanitari accurati (senza elementi editoriali) più di quelli falsi. Allo stesso tempo, il 41% considerava i messaggi falsi e neutri ugualmente affidabili e l’11% valutava i messaggi di salute neutri veri meno affidabili di quelli falsi. L’unica modalità ritenuta significativamente meno affidabile nei messaggi sulla salute era relativa all’utilizzo del clickbait. Gli autori suggeriscono di concentrarsi sull’alfabetizzazione sanitaria e sulla formazione all’alfabetizzazione mediatica nei ragazzi, così come su abilità come il pensiero analitico e il ragionamento scientifico.

6 Ottobre 2022

Cucina e solidarietà: 60 ricette dello chef Oldani per Coop e IEO

Sessanta ricette per supportare le attività dell’Istituto Europeo di Oncologia: è questa l’iniziativa che vede in partnership Coop e IEO, con il coinvolgimento dello chef Davide Oldani, autore della raccolta gastronomica Insieme – salute e stagioni.

Il libro, presentato oggi presso il punto vendita di via Arona a Milano, alla presenza dell’Ing. Mauro Melis, Amministratore Delegato IEO, e del Professor Paolo Veronesi, Direttore del Programma Senologia IEO, sarà distribuito attraverso la catena di supermercati e tutto il ricavato verrà devoluto alle attività dell’importante centro di cura e ricerca oncologica.

“Mangiare bene significa anche vivere bene – afferma Davide Oldani, chef e autore del libro –. Sono per una cucina etica e sostenibile, accessibile a tutti e con un occhio all’ambiente: la stagionalità deve essere un punto fermo. La raccolta che oggi dono a Coop contiene sessanta ricette gustose, da preparare tutti i giorni o per dedicarsi un buon piatto in un’occasione speciale. È un grande onore per me poter contribuire, attraverso il mio lavoro, alle importanti raccolte fondi per IEO: sono da sempre vicino a chi vive situazioni di difficoltà e le occasioni di collaborazione con l’Istituto, anche in passato, non sono mancate. Oggi sono felice di poter offrire un piccolo aiuto a chi ogni giorno si impegna per stare meglio.”

“Siamo molto soddisfatti della buona riuscita di questa collaborazione – commenta Alfredo de Bellis, Vicepresidente di Coop Lombardia – Come Coop siamo da sempre in prima linea per offrire ai nostri soci e consumatori alimenti di qualità, che riducano l’impatto dei trasporti sul territorio e a un prezzo sostenibile, perché tutti possano nutrirsi nel modo migliore. L’alimentazione sana non deve essere un privilegio di pochi, ma la quotidianità di tutti. La sensibilità dello chef Davide Oldani è di grande esempio: ha messo gratuitamente a disposizione il suo patrimonio culinario per portare fondi allo IEO. Il nostro rapporto con l’Istituto Europeo di Oncologia è consolidato e ci permette di supportare i pazienti attraverso campagne charity e la devoluzione di contributi derivanti dalla vendita di prodotti sani. Essere qui oggi ci ricorda ancora una volta l’importanza del lavoro di squadra: quando l’obiettivo è comune e di grande valore, i risultati non possono che renderci orgogliosi.”

“Siamo grati a Coop Lombardia per la partnership solida e proficua che ci lega da diversi anni e a Davide Oldani, che una volta di più dimostra la sua fiducia nello IEO – dichiara Mauro Melis, Amministratore Delegato dell’Istituto Europeo di Oncologia –. Iniziative come queste, che si inseriscono nella quotidianità delle persone, oltre a dare un sostegno concreto a specifici progetti, sono importanti per sensibilizzare al tema della ricerca contro il cancro e alla solidarietà per chi ogni giorno combatte contro la malattia. Sono inoltre preziosi strumenti di educazione alla prevenzione, che è uno dei pilastri della lotta ai tumori e uno degli impegni fondamentali della missione del nostro Istituto”

“Ringrazio l’amico Davide Oldani per la sensibilità e il coraggio – conclude Paolo Veronesi, Direttore Senologia IEO –. Parlo di coraggio perché, anche se si dice che oggi il cancro non è più un tabù, non è del tutto scontato decidere di mettere la propria fama di chef e la propria popolarità personale a disposizione della lotta a questa malattia.  Tutti noi colleghiamo Davide alla simpatia e alla piacevolezza del cibo ed è molto bello collegarlo sempre più anche all’impegno sociale per una malattia che ancora crea molto buio intorno a sé. Grazie quindi a Davide anche perché ci aiuta a portare più luce sulla lotta al cancro.”

5 Ottobre 2022

AIOM: “Cure domiciliari solo nel 68% delle oncologie”

Roma, 5 ottobre 2022 – In Italia meno del 70% (68,7%) delle Oncologie può contare sull’assistenza domiciliare e più della metà delle strutture (52%) è priva dei coordinatori di ricerca clinica, figure essenziali per condurre le sperimentazioni. La ‘fotografia’ dello stato dell’Oncologia nel nostro Paese vede anche progressi importanti rispetto al passato. I servizi di supporto psicologico sono presenti in quasi il 90% dei centri (87,3%), anche se solo la metà è dotata di uno psicologo “dedicato” ai pazienti oncologici. Il 95% ha l’anatomia patologica, l’81% una nutrizione clinica di riferimento e il 70% un laboratorio di biologia molecolare di riferimento. Sono significativi i passi in avanti nella definizione dei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali (PDTA), essenziali per garantire un’assistenza multidisciplinare: sono stati deliberati dalle reti oncologiche ben 1.240 documenti. I dati emergono dalla “Carta dei servizi dell’oncologia italiana – Libro Bianco 2022”, presentato in conferenza stampa al XXIV Congresso Nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), che si è svolto la scorsa settimana a Roma.

Nel nostro Paese sono attive 323 Oncologie. L’88% è dotato di Day Hospital, il 65% dell’Ambulatorio, il 58% del reparto di Degenza ordinaria. “L’oncologia è un cardine del Servizio Sanitario Nazionale, ma deve essere sostenuta con misure strutturali – afferma Saverio Cinieri, Presidente AIOM -. Chiediamo al Governo, che entrerà in carica nelle prossime settimane, e al nuovo Ministro della Salute di inserire in agenda, tra i primi obiettivi da realizzare, un reale potenziamento dell’oncologia, con un’attenzione a 360 gradi, dall’assistenza domiciliare alla ricerca clinica. Senza dimenticare la prevenzione, visto che il 40% dei casi e il 50% delle morti oncologiche possono essere evitati agendo su fattori di rischio prevenibili, in particolare sugli stili di vita. Gli oncologi, da tempo, hanno sviluppato una particolare sensibilità verso le tematiche di governo della spesa e di appropriatezza. L’utilizzo dei farmaci biosimilari in oncologia può determinare risparmi di circa il 20%, permettendo di riallocare risorse a sostegno dell’accesso a terapie innovative”. “Ogni anno, in Italia, sono 377.000 le nuove diagnosi di cancro – continua il Presidente Cinieri -. La sopravvivenza a un quinquennio si attesta al 65% nelle donne e al 59% negli uomini, rispetto al 63% e al 54% della rilevazione precedente aggiornata al 2015. Terapie innovative, come i farmaci a bersaglio molecolare e l’immunoncologia, permettono in molti casi di cronicizzare la malattia in fase avanzata o di ottenere la guarigione, con consistenti risparmi in altre voci di spesa, sanitaria e sociale. Ma la qualità e la sostenibilità del sistema si garantiscono soprattutto con politiche di sostegno alla ricerca, che permette di sviluppare farmaci innovativi. Ogni anno circa 35mila pazienti in Italia sono arruolati in studi clinici. La metà, cioè 17.500 cittadini, sono colpiti dal cancro. L’oncologia del nostro Paese, se adeguatamente supportata dalle Istituzioni, può affermarsi come un motore di sviluppo in ambito non solo scientifico, ma anche economico e sociale. Offriamo questi temi di discussione al prossimo Governo, perché il confronto non è più rinviabile”.

4 Ottobre 2022

Europa Donna Italia promuove la campagna “Una voce per tutte”

Milano, 4 ottobre 2022- Europa Donna Italia presenta oggi la nuova campagna pubblicitaria “UNA VOCE PER TUTTE”, dedicata alla sensibilizzazione su un tema ancora poco noto ma che riguarda la salute di oltre 45.000 donne in Italia: il tumore al seno metastatico. L’occasione è l’imminente Giornata Nazionale dedicata a questo stadio tumorale, giunta alla sua seconda edizione e che cade il 13 ottobre.

Una ricerca realizzata da IQVIA per Europa Donna Italia, che evidenzia il livello di conoscenza e informazione degli italiani: solo l’11% della popolazione si ritiene ben informato su di esso. Un dato sconcertante, che ha fatto riflettere l’associazione, spingendola a ideare una vera e propria campagna pubblicitaria multimedia per sensibilizzare su questa tematica e, soprattutto, per rendere concrete le richieste che le donne che convivono con questa patologia chiedono per migliorare la loro qualità di vita, allungare l’aspettativa di vita e garantire i loro diritti attraverso l’elaborazione di un manifesto in cinque punti.

I DATI DELLA RICERCA

Solo un italiano su 10 si ritiene ben informato sul tumore al seno metastatico, e oltre la metà non ne sa quasi nulla. Sono meno informati gli italiani over 54, gli uomini e chi non ha mai avuto esperienze prossimali in famiglia o persone vicine. Anche chi ha avuto esperienza della malattia, nel 37% dei casi dichiara di non saperne molto.

Questi i risultati dell’indagine realizzata da IQVIA su un campione di 800 persone, rappresentativo della popolazione italiana adulta, finalizzata a fare il punto sullo stato delle conoscenze sul tumore al seno metastatico in Italia. L’indagine è stata arricchita attraverso un’analisi delle conversazioni sul web, per comprendere in profondità i temi di discussione e i bisogni dei pazienti e dei loro familiari.

Ancora più bassa la conoscenza su familiarità e fattori predisponenti: solo il 20% degli italiani ha sentito parlare della mutazione genetica BRCA, fattore di rischio che aumenta la possibilità di contrarre la malattia.

Tutto questo malgrado il fatto che il 40% degli italiani ha avuto in famiglia, o fra le persone vicine, un’esperienza di tumore al seno e metà di queste un’esperienza di tumore al seno metastatico.

Dichiara Isabella Cecchini, Senior Principal di IQVIA, responsabile del progetto: “Nonostante il tumore al seno sia un’esperienza molto vicina alle persone, se ne sa ancora troppo poco. È fondamentale aumentare la conoscenza della malattia e delle possibilità di cura per rafforzare la prevenzione. Inoltre, è importante che le persone che affrontano con coraggio tutti i giorni la malattia siano sempre più consapevoli delle nuove possibilità di cura e possano sentirsi più ascoltate e meno sole. Sarebbe anche indispensabile che l’accesso alle visite e agli esami fosse più semplice e celere ed è fondamentale garantire supporto e servizi ai pazienti e ai caregiver”.

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