Archivio degli autori Fabrizio Fiorelli

1 Marzo 2024

ISS: variante Covid JN.1 in calo ma resta dominante al 71,7%

“La variante Covid JN.1, d’interesse secondo gli organismi internazionali, si conferma predominante, con una prevalenza nazionale stimata pari al 71,7% (77% nella precedente indagine di gennaio 2024)”. E’ quanto compare nella flash survey dell’Istituto superiore di sanità sulle varianti Covid. “A livello internazionale, JN.1 risulta prevalente e la sua diffusione è ancora in crescita. In base alle evidenze disponibili, JN.1 non sembra porre rischi addizionali per la salute pubblica rispetto agli altri lignaggi co-circolanti.

Contestualmente, si continua a osservare una co-circolazione di ceppi virali riconducibili a XBB, ed in particolare alle varianti XBB.1.5 e EG.5”. Inoltre “nell’attuale scenario è necessario continuare a monitorare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali e con le indicazioni ministeriali, la diffusione delle varianti virali, e in particolare di quelle a maggiore trasmissibilità e/o con mutazioni correlate a potenziale evasione della risposta immunitaria”

1 Marzo 2024

Sette fake sulla sessualità, i più colpiti sono gli uomini

Sono sette le principali fake news su amore e sessualità diffuse nel web. Lo conferma l’osservatorio “Vera Salute” della Croce Rossa Italiana in collaborazione con l’agenzia The Fool. Dati alla mano, tra il 2019 e il 2024 nel web ci sono state oltre 76mila menzioni a notizie false sul tema della sessualità, veicolate principalmente attraverso due social network, Facebook e Twitter. La disinformazione al riguardo è un fenomeno che interessa principalmente gli uomini (62%) piuttosto che le donne (38%), con un picco maggiore nella fascia di età compresa tra 35 e 44 anni (33% del campione). Tra le notizie false più diffuse sul web, la convinzione che la pillola anticoncezionale possa proteggere dalle malattie sessualmente trasmissibili o il coito interrotto come metodo contraccettivo efficace. Non è affatto vero, inoltre, che l’alcol sia una sostanza stimolante. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, gli alcolici riducono le inibizioni e, se usati in dose elevate, possono causare disfunzione erettile e eiaculazione precoce. Sui social, anche l’opinione secondo cui le visite andrologiche non siano necessarie in determinate fasce di età. Tuttavia, secondo i dati del Ministero della Salute sulle malattie dell’apparato riproduttivo, l’infertilità riguarda il 15% delle coppie e il 27% dei soggetti di sesso maschile in età pediatrica presenta problematiche riproduttive. C’è poi chi sostiene che il sesso in età adulta può causare l’infarto. In realtà, non c’è una correlazione diretta tra questi due elementi. Una ricerca della St. George University di Londra, lo conferma: appena lo 0,2% delle morti causate da infarto si sarebbero verificate durante un rapporto sessuale. Molti utenti del web credono infine erroneamente che il papilloma virus (HPV) possa infettare solo le donne. Non è così: anche gli uomini possono contrarre questa infezione. C’è poi chi sostiene che i vaccini contro il Covid-19 causino impotenza. Non c’è alcuna correlazione diretta tra la somministrazione dei vaccini e la fertilità maschile. Al contrario, è il SARS-CoV-2, il virus che causa Covid-19, che può rappresentare un rischio di infertilità come sottolineato in diversi studi.

 

29 Febbraio 2024

Da snack a bibite, cibi industriali legati a problemi salute

Dagli snack confezionati alle bibite, passando per zuppe pronte e preparati di carne come i wursterl, i cibi industriali o ultraprocessati si associano a oltre 30 rischi per la salute, tra cui cancro, gravi condizioni cardiache e polmonari, disturbi della salute mentale e morte precoce. Lo rivela una ricerca pubblicata sul British Medical Journal secondo cui diete ricche di cibi ultraprocessati possono essere dannose a più livelli. Lo studio è stato condotto presso la Deakin University, a Victoria.

I cibi ultraprocessati, tra cui prodotti da forno confezionati, snack, bevande gassate, cereali zuccherati in vendita per la prima colazione, prodotti pronti o da scaldare, subiscono molteplici processi industriali e spesso contengono coloranti, emulsionanti, aromi e altri additivi. Questi prodotti tendono anche ad essere ricchi di zucchero aggiunto, grassi e sale, ma poveri di vitamine e fibre, in sintesi poco nutrienti. Possono andare a costituire fino al 58% delle calorie giornaliere in alcuni paesi ad alto reddito e negli ultimi decenni il loro consumo è rapidamente aumentato in molti paesi a basso e medio reddito. I ricercatori hanno condotto una revisione di alto livello di 45 meta-analisi su cibi ultraprocessati e salute, tutti lavori pubblicati negli ultimi tre anni che hanno coinvolto quasi 10 milioni di persone. E’ emerso che una maggiore esposizione ai cibi ultraprocessati si associa costantemente a un aumento del rischio di 32 esiti avversi per la salute. Un maggiore consumo di cibi ultraprocessati si associa a un aumento del 50% del rischio di morte per malattie cardiovascolari, un rischio aumentato del 48-53% di ansia e disturbi mentali comuni e un aumento del 12% del rischio di diabete di tipo 2. Inoltre, un maggiore consumo di cibi ultraprocessati si associa a un aumento del 21% del rischio di morte per qualsiasi causa, un aumento del rischio del 40-66% di morte per malattie cardiache, obesità, diabete di tipo 2 e problemi di sonno e un aumento del 22% del rischio di depressione. “Questi risultati – concludono i ricercatori – supportano la necessità di ricerca urgente e di azioni di salute pubblica volte a ridurne il consumo”. I cibi ultraprocessati danneggiano la salute e accorciano la vita, si legge in un editoriale. Le agenzie delle Nazioni Unite, insieme agli Stati membri, sviluppino e attuino una convenzione quadro su questi cibi simile a quella sul tabacco”.

28 Febbraio 2024

Fatigue, colpiti fino all’80% dei pazienti oncologici

E’ un senso di sfinimento sia fisico che psichico, anche senza la comparsa di altri disturbi, è senz’altro l’effetto collaterale più frequente della chemioterapia. In molti casi ha inizio durante la somministrazione dei farmaci oppure subito dopo. Può essere particolarmente intensa nelle 36-48 ore che seguono la seduta di chemioterapia. La fatigue può essere considerata parte integrante della sintomatologia causata dal tumore, come effetto collaterale delle terapie oncologiche e non oncologiche, oppure come espressione di uno stato depressivo. Si calcola che colpisca fino all’80% dei malati di cancro.

Molte sono le cause che provocano la fatigue nei malati di cancro. Alla base possono esserci anemia, disordini del metabolismo e infezioni, cui si sovrappongono fattori psicologici quali le inevitabili paure che la diagnosi di cancro porta con sé. Possono provocare la fatigue anche i trattamenti oncologici, dolori di varia natura e problemi alimentari (difficoltà a nutrirsi, diarrea, vomito, perdita di peso, anoressia), disturbi del sonno. Gli interventi farmacologici possono in qualche caso giovare (anche se purtroppo non esiste una terapia farmacologica efficace nel prevenire o nell’eliminare la fatigue), ma i migliori risultati si ottengono dalla combinazione delle terapie con un adeguato sostegno psicologico. Lo spazio per un intervento psicologico è un momento delicato e fonda la sua ragione d’essere nell’attenzione e nel rispetto dei bisogni della persona. L’obiettivo di un intervento strutturato di supporto psicologico, rivolto al benessere globale e alla riabilitazione individuale e sociale, è di accompagnare la persona aiutandola ad affrontare i momenti più difficili e ad organizzare la propria vita quotidiana, gestendo meglio i disagi causati dalla fatigue.

27 Febbraio 2024

Ricerca, tassare bevande zuccherate riduce impatto dell’obesità

La tassazione a livello nazionale delle bevande gassate e zuccherate “ha un effetto di decelerazione dei crescenti tassi di prevalenza nella popolazione pediatrica dell’obesità e del sovrappeso”. E’ la conclusione a cui è giunta una ricerca italiana pubblicata su ‘The American Journal of Clinical Nutrition’. Tra gli autori anche Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica di Roma. “Da tempo si parlava dell’efficacia delle misure di tassazione delle bevande ricche di zucchero o gassate, ora questo è il primo lavoro al mondo di revisione dei dati pubblicati su questo tema – spiega Ricciardi – Abbiamo verificato che le misure hanno un forte impatto sull’obesità, le malattie croniche e il diabete. Lo studio fornisce l’evidenza scientifica alle istituzioni, sulla validità di misure di tassazione su queste bevande che – vista l’alta incidenza in Europa delle malattie croniche – sarebbero auspicabili”.

Ma quali nazioni sono più virtuose su questo fronte? “Ci sono diversi approcci. L’Asia e l’America del Sud, soprattutto il Cile, hanno esperienze positive”, precisa Ricciardi. Ma l’Europa è pronta ad invertire la tendenza? “Oserei dire – risponde – che in Europa stanno vincendo le lobby alimentari che sono molto forti. Ma l’Ue, con il 5% della popolazione, ha il 40% di prevalenza di malattie croniche a livello mondiale”.

23 Febbraio 2024

Confusione mentale post-Covid legata ad anomalie vasi cervello

23, febbraio 2024 – Scoperta la causa della cosiddetta nebbia cognitiva post-covid, uno stato di confusione mentale e deficit di memoria spesso annoverato tra i sintomi dei pazienti che soffrono di Long Covid. Scienziati del Trinity College di Dublino hanno usato la risonanza magnetica confrontando le immagini del cervello di pazienti long Covid con o senza nebbia cognitiva e hanno scoperto un’alterazione dell’integrità dei vasi sanguigni solo nel cervello dei pazienti con long Covid e nebbia cerebrale. Questa “lassità” dei vasi sanguigni è stata in grado di distinguere con precisione i pazienti con nebbia cerebrale e declino cognitivo rispetto ai pazienti long Covid senza tali sintomi. Lo studio è stato pubblicato su Nature Neuroscience.

Il long Covid, che si stima colpisca fino al 10% dei pazienti infettati dal virus Sars-Cov2, conta circa 200 sintomi segnalati ad oggi, ma in generale i pazienti riferiscono sintomi persistenti come affaticamento, mancanza di respiro, problemi di memoria e di pensiero, e dolori articolari/muscolari. Di tutti i pazienti con Long-Covid, poco meno del 50% segnala qualche forma di disturbo neurologico persistente come declino cognitivo, affaticamento e “nebbia cognitiva”. Per la prima volta dal confronto di pazienti long Covid emerge chiaramente una caratteristica anatomico-funzionale dei vasi sanguigni del cervello associata alla confusione cognitiva. Lo studio è potenzialmente importante a livello diagnostico e terapeutico, concludono gli esperti.

22 Febbraio 2024

Le polveri sottili sono un rischio anche per la fertilità

I dati diffusi sull’inquinamento a Milano “sono allarmanti, perché le polveri sottili rappresentano una delle cause principali dell’infertilità sia maschile sia femminile, in un Paese come l’Italia caratterizzato tra l’altro da una forte denatalità”. Lo afferma Ermanno Greco, Presidente della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.), commentando i dati diffusi da IQAir che indicano la città tra le più inquinate al mondo, con una concentrazione di PM2.5 di 29,7 volte il valore guida annuale fissato dall’Oms e una qualità dell’aria molto scarsa su tutta la Pianura Padana.

“La lotta all’inquinamento è fondamentale se vogliamo garantire alle prossime generazioni nuove prospettive di crescita e una vita sana e prospera – prosegue Greco – essenziale seguire un’attenta prevenzione, considerato che l’inquinamento determina anche altre disfunzioni, con danni all’apparato cardiovascolare, patologie dell’apparato respiratorio e a livello andrologico”.   Per quanto riguarda la fertilità, “non esiste più alcuna prevenzione per gli uomini e spesso gli accertamenti sulla riserva ovarica femminile non sono la routine, ma vengono effettuati solo quando la coppia ha problemi – precisa-. Le tecniche di Procreazione medicalmente assistita (Pma) – osserva Greco al riguardo – oggi sono molto efficaci, soprattutto se associate alla diagnosi genetica preimpianto. Attualmente, in Italia la fecondazione in vitro contribuisce al 3% circa delle nascite, vale a dire circa 11mila nati, mentre nel mondo sono nati più di 5 milioni di bambini. Le Pma sono passate da 90mila a 110mila, come emerge dalla Relazione al Parlamento sulla PMA 2023 sull’attuazione della Legge 40 del 2004. Migliorare la qualità dell’ambiente in cui viviamo, pertanto, è un primo importante passo per tutelare la nostra salute”, conclude Greco.

21 Febbraio 2024

TUMORE AL SENO: IN 12 ANNI EVITATI PIU’ DI 10.000 DECESSI (-6%) IN FRIULI VENEZIA GIULIA L’89% DELLE PAZIENTI SUPERA LA MALATTIA

In Italia, grazie a progressi significativi nella diagnosi precoce e nei trattamenti personalizzati, sono state evitate 10.223 morti legate al tumore del seno tra il 2007 e il 2019 (-6%). Anche i tassi di sopravvivenza e guarigione risultano in costante aumento. È quanto emerso oggi alla vigilia di Focus sul Carcinoma Mammario, il convegno scientifico che da oltre 20 anni riunisce in Friuli i più importanti esperti nazionali ed internazionali. Sono più di 500 i partecipanti che si ritrovano a Udine per un evento dedicato alla patologia tumorale più diffusa nel nostro Paese. Anche quest’anno il convegno si apre con una sessione aperta al pubblico, Focus dalla parte delle donne, dedicata alla comunicazione e indirizzata a pazienti, parenti e caregiver. “In campo oncologico, la comunicazione efficace è cruciale da ogni angolazione – afferma Fabio Puglisi, professore ordinario di Oncologia Medica dell’Università di Udine, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica presso l’IRCCS CRO di Aviano e Responsabile Scientifico del Convegno -. È essenziale evitare i facili trionfalismi sia verso i malati e i loro caregiver che verso i media e, di conseguenza, l’opinione pubblica. Tuttavia, è altrettanto importante condividere in modo trasparente i risultati positivi raggiunti. Ad esempio, in Friuli-Venezia Giulia, nel periodo compreso tra il 1995-1999 e il 2015-2019, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi del tumore mammario è aumentata del 10%, attestandosi ora all’89%, in linea con la media nazionale, che è dell’88%”.

“Esiste poi da anni il problema delle fake news ricorrenti sulle principali forme di cancro – aggiunge il dott. Mauro Boldrini, Direttore della Comunicazione dell’Associazione Italiana d’Oncologia Medica -. Queste riguardano la prevenzione, l’alimentazione, la patogenesi e anche certe presunte cure miracolose. È compito degli specialisti oncologi e degli esperti di comunicazione, controllare e veicolare il flusso di notizie verso l’intera popolazione su un tema estremamente delicato come il cancro”.

A partire da domani il Focus di Udine avrà al centro le ultime novità scientifiche sulla malattia. “I trattamenti possono essere “personalizzati” anche per le forme più gravi ed avanzate di carcinoma mammario – prosegue Michelino De Laurentiis, Direttore Oncologia Clinica Sperimentale di Senologia, IRCCS, “Fondazione Giovanni Pascale” di Napoli -. Esistono test che ci permettono di identificare le mutazioni presenti nel tumore e tra questi vi è la cosiddetta “biopsia liquida”. Attraverso un semplice ed indolore prelievo del sangue possiamo meglio conoscere una malattia che si caratterizza per un elevato livello di eterogeneità. Tra i vari sottotipi, quello con l’espressione dei recettori ormonali e negativo per la proteina HER2 è la forma più diffusa, rappresentando il 78% delle neoplasie mammarie, per un totale, in Italia, di circa 37mila casi ogni anno. In questi casi, la terapia endocrina assume un ruolo fondamentale ma, talvolta, le cellule del tumore diventano resistenti al trattamento”. “Questo può essere dovuto a specifiche mutazioni nei geni che caratterizzano il DNA tumorale – spiega Lucia Del Mastro, Professore Ordinario e Direttore della Clinica di Oncologia Medica dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Università di Genova -. Ed è proprio il DNA del tumore, presente nel sangue, che viene ricercato attraverso la biopsia liquida ed analizzato per la caratterizzazione molecolare.  In tal modo, la selezione delle terapie a disposizione può essere fatta in modo più preciso, offrendo maggiori probabilità di efficacia. Sempre per questo tipo di neoplasie mammarie sono oggi disponibili i test genomici, usualmente proposti a pazienti con rischio intermedio di recidiva, al fine di stabilire se, dopo la chirurgia, sia effettivamente necessaria l’aggiunta della chemioterapia al trattamento endocrino”.

Il carcinoma mammario in Italia fa registrare ogni anno 55.900 nuove diagnosi (1.300 in Friuli-Venezia Giulia pari al 31% di tutti i tumori diagnosticati nelle donne). “Nella nostra Regione rappresenta ancora la più frequente causa di morte oncologica tra la popolazione femminile – prosegue il dott. Samuele Massarut, Direttore dell’Oncologia Chirurgica Senologica del CRO di Aviano -. Ai grandi progressi della ricerca medico-scientifica si associa un aumento costante dell’incidenza in tutta Italia e, più in generale, nei Paesi Occidentali. Assicurare diagnosi quanto più precoci possibili è un nostro obiettivo primario e può essere raggiunto soprattutto attraverso i programmi di screening. In Friuli-Venezia Giulia, lo screening mammografico è proposto a tutte le donne d’età compresa tra i 45 e i 74 anni. La copertura totale raggiunta è del 75%, con percentuali superiori rispetto alla media nazionale che si ferma al 70%. Individuare precocemente un cancro consente di aumentare sensibilmente le probabilità di guarigione, oltre a favorire un approccio chirurgico più conservativo”.

20 Febbraio 2024

SIMA: in Italia 80mila morti l’anno per inquinamento atmosferico

L’Italia è il primo paese in Europa per morti attribuibili all’inquinamento atmosferico con circa 80mila decessi prematuri all’anno: “per combattere efficacemente lo smog che attanaglia le città occorre modificare le abitudini quotidiane della popolazione, partendo proprio dagli edifici privati”. Lo afferma in una nota la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), commentando i dati sullo smog registrati a Milano e in tutta la pianura padana.

“Gli effetti diretti dell’inquinamento sulla salute umana interessano diversi apparati ed organi – spiega il presidente Sima, Alessandro Miani -. Le patologie dell’apparato cardiovascolare rappresentano la prima causa di morte in Italia (eventi coronarici e infarto miocardico acuto, 9.000 casi/anno – ictus cerebrali, 12.000 casi/anno), seguiti dalle patologie dell’apparato respiratorio (7.000 decessi prematuri/anno). Le polveri sottili e gli ossidi di azoto sono in grado di peggiorare lo stress ossidativo e innescare una risposta infiammatoria sistemica a livello dell’apparato vascolare, causando aterosclerosi e disfunzione endoteliale, una maggior aggregabilità delle piastrine esitando così in cardiopatia ischemica. Ma gli effetti infiammatori del particolato si esplicano anche sul polmone e sui neuroni per inalazione e attraversamento della barriera emato encefalica”. Per questo, “è imprescindibile e non più rimandabile agire in fretta per ridurre drasticamente le principali sorgenti emissive dell’inquinamento atmosferico – prosegue Miani -. Una delle principali cause di smog nel nostro Paese è rappresentata non dal comparto industriale o dalle autovetture private, ma dagli edifici privati, a partire dai riscaldamenti delle abitazioni: serve quindi modificare le abitudini quotidiane razionalizzando i consumi energetici, limitando gli orari di accensione degli impianti e abbassando le temperature in casa. Come Sima abbiamo proposto al Governo di mitigare gli effetti nocivi dello smog partendo dagli edifici urbani, attraverso incentivi volti a facilitare interventi di rivestimento di superfici murarie e vetrate con un coating fotocatalitico che ha dimostrato in studi scientifici di essere attivato da luce naturale a svolgere un’azione di scomposizione e riduzione degli inquinanti atmosferici”.