Archivio degli autori Fabrizio Fiorelli

31 Ottobre 2022

Schillaci: nel post-Covid salita la soglia di rischio tumori

31 ottobre 2022 – “Occorre innanzitutto osservare che questa giornata si svolge in un momento particolare in quanto cade in una fase in cui, dopo la drammatica battaglia contro il Covid-19, è quanto mai opportuno guardarsi intorno per fare un bilancio complessivo della situazione. Ed è un bilancio particolarmente preoccupante per gli effetti collaterali di questa battaglia”.

E’ quanto ha affermato, nei giorni scorsi, dal ministro della Salute Orazio Schillaci nel corso di una cerimonia AIRC al Quirinale. “Questo – ha aggiunto il ministro – ha fatto salire la soglia di rischio per i tumori. Proprio quella soglia che negli anni si era riusciti progressivamente ad abbassare in maniera importante, con una riduzione del tasso di mortalità del 10% nei maschi e dell’8% nelle donne rispetto al 2015. È urgente quindi ripristinare tempestivamente tutte quelle attività di ricerca, informazione e prevenzione che negli scorsi anni hanno consentito di ottenere risultati importanti nella lotta al cancro”. Schillaci ha poi ricordato che la battaglia al Covid ha avuto fra i suoi effetti “collaterali” quello di “aver costretto la maggior parte delle strutture ospedaliere a concentrarsi sul contrasto al contagio con la conseguenza di un forte rallentamento o addirittura della sospensione delle altre attività sanitarie per cui ne sono risultate largamente compromesse le iniziative di prevenzione, soprattutto in ambito oncologico. Infatti in molti casi non è stato possibile dare attuazione ai programmi di screening e molte visite diagnostiche sono state rinviate così come persino le terapie”, ha concluso.

27 Ottobre 2022

Tumori: da 9 molecole nuovi dati sul controllo della risposta immunitaria

27 novembre 2022 – Da nove molecole coinvolte nel controllo della risposta immunitaria arrivano nuovi ed interessanti dati sulla cura di alcuni tumori, come il melanoma. È quanto emerge da uno studio condotto dall’ Istituto Dermopatico dell’Immacolata IDI-IRCCS di Roma, l’Università Sapienza di Roma (Dipartimento di Scienze Anatomiche, Istologiche, Medico-Legali e dell’Apparato Locomotore) e la Mediterranean Task force for Cancer Control (MTCC), pubblicato sul Journal of Translational Medicine. L’immunoterapia rappresenta una nuova arma nella cura del cancro dopo la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia. Sfrutta complessi meccanismi molecolari attivi nelle cellule T del sistema immunitario e sulle cellule tumorali. “Lo studio – sottolinea Antonio Facchiano, oncologo e ricercatore dell’Idi Ircss- mostra che i livelli di espressione di alcuni fattori coinvolti nella risposta immunitaria, sono associati a una migliore sopravvivenza in molti tumori trattati con diverse modalità di immunoterapia. Per la prima volta si è osservato che i valori di espressione di molte di queste molecole si associano con una maggiore sopravvivenza di pazienti affetti da tumori come il glioma, tumori del rene, del retto, dell’utero e della ghiandola surrenale. Particolarmente interessanti i dati osservati in pazienti con melanoma, tumore del testicolo e tumore del timo, nei quali tutti e nove i marcatori studiati mostrano una forte associazione con la sopravvivenza dei pazienti”. “Questo studio, pur con limiti metodologici legati alla valutazione in database pubblici – conclude il direttore scientifico dell’Idi-Irccs, il professor Paolo Marchetti- rappresenta un importante progresso nel percorso di approfondimento dei meccanismi di risposta e di resistenza alla immunoterapia. Troppo spesso lo studio di questa nuova risorsa terapeutica si limita all’identificazione di fattori predittivi di risposta, cioè di caratteristiche volte a selezionare meglio i pazienti da sottoporre ad una terapia immunologica. I nuovi obiettivi della ricerca sono invece rappresentati dalla individuazione dei fattori di resistenza ai trattamenti immunologici, con l’obiettivo di favorire la risposta in un sempre maggiore numero di pazienti”.

26 Ottobre 2022

EMA: nuova ondata Covid in arrivo nelle prossime settimane

26 ottobre 2022 – “Nelle prossime settimane è prevista una nuova ondata” di casi Covid “legata a nuove sottovarianti di Omicron. La pandemia non è ancora finita”. Lo ha detto il responsabile della strategia vaccinale dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema), Marco Cavaleri. “La scorsa settimana – ha sottolineato – la variante di Omicron BQ1 è stata identificata in almeno 5 Paesi” in Europa e “l’Ecdc prevede che la variante BQ1 e la sua sottovariante BQ1.1 diventeranno i ceppi dominanti da metà novembre all’inizio di dicembre”. “Non si sa ancora se sarà più trasmissibile o causerà una malattia più grave rispetto alle varianti BA4 e BA5, ma quello che si sa è che ha una maggiore capacità di sfuggire all’immunità conferita dalla vaccinazione, dall’aver contratto il Covid o dagli anticorpi monoclonali disponibili”, ha spiegato. Infine, per quanto riguarda i vaccini per i bambini, “l’Ema – ha concluso Cavaleri – raccomanda di vaccinare principalmente i piccoli con malattie di base per proteggerli dal ricovero e dalla morte”, ma “la decisione sulla vaccinazione dei bambini spetta agli Stati membri dell’Ue”.

25 Ottobre 2022

Tumore del seno: in Lombardia nel 2022 eseguiti 1.500 test genomici

Milano, 25 ottobre 2022 – La Regione Lombardia si conferma all’avanguardia in Italia per l’utilizzo dei test genomici per il tumore del seno. Per tutto il 2022 si stima ne saranno eseguiti 1.500 sui 1.800 potenzialmente rimborsabili, pari all’oltre l’80% mentre in Italia la percentuale si ferma al 40%. Un risultato importante determinato soprattutto dalla decisione della Regione di rendere gratuiti per tutte le pazienti i test fin dal 2019. E’ quanto emerso durante il convegno Oncotype DX Test: un punto fermo nell’evoluzione del sistema sanitario che si è tenuto ieri a Milano nel palazzo della Regione. All’evento hanno partecipato rappresentanti dei clinici e delle associazioni di pazienti. “I dati relativi alla prima Regione d’Italia per popolazione sono davvero molto interessanti – afferma Giancarlo Pruneri, Direttore del Dipartimento di Patologia – Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. La scelta di una terapia adiuvante appropriata, per il trattamento e la curadel carcinoma mammario HR positivo in stadio precoce e a rischio intermedio, è una sfida particolarmente difficile. Noi anatomo-patologi con il nostro contributo possiamo aiutare il team multidisciplinare a scegliere la cura migliore possibile e che presenta minori effetti collaterali. I tradizionali parametri clinico-patologici non sempre si rilevano adeguati per identificare quelle donne che possono realmente beneficiare della chemioterapia. Adesso grazie ai test genomici abbiamo in nostro possesso uno strumento di lavoro efficace, affidabile e che presenta grandi benefici per tutti”. “La Lombardia è stata la prima Regione del nostro Paese che ha rimborsato i test genomici ben prima della creazione del fondo nazionale istituto a fine 2020 – afferma il prof. Daniele Generali, Direttore Sc Multidisciplinare di Patologia Mammaria e Ricerca Traslazionale ASST Cremona -. Si tratta di un esempio virtuoso di welfare regionale che va ad impattare positivamente sulla vita di migliaia di donne e famiglie. I test genomici sono, infatti, in grado di meglio selezionare le cure da somministrare, dopo un primo intervento chirurgico. I farmaci vanno scelti in base alla garanzia che possano evitare una ricomparsa della malattia. La chemioterapia non è sempre necessaria, esiste una categoria di pazienti con tumore a rischio intermedio che possono ricorrere solo all’ormonoterapia”. “Ottimizzare e personalizzare i trattamenti anti-cancro devono essere due delle nostre priorità – prosegue Alberto Zambelli, professore associato di Oncologia medica all’Humanitas University -. Con i test genomici possiamo ridurre fino al 75% il ricorso alla chemioterapia adiuvante limitando così tossicità alle malate e costi per le terapie ai vari sistemi sanitari regionali. Nonostante questi dati importanti l’utilizzo degli esami è ancora basso soprattutto in alcune Regioni italiane. In totale sono oltre 10mila le pazienti in tutta la Penisola che potrebbero usufruire dei test mentre attualmente ne sono stati svolti poco più di 4.000. Bisogna ricordare che il nostro sistema sanitario nazionale è arrivato in grande ritardo all’uso dei test genomici. Sono stati introdotti, in diversi Paesi occidentali, da oltre dieci anni. E’ arrivato il momento di incrementarne l’utilizzo anche in Italia, sempre nell’ambito della gestione multidisciplinare del tumore del seno. In quest’ottica bisogna ottimizzare l’utilizzo dei test per evitare un’attesa troppo lunga alle donne. Per far arrivare tempestivamente l’esito dell’esame è possibile ricorrere a soluzioni e procedure in grado di accelerare i tempi di attesa. E’ il caso della richiesta standardizzata, o reflex, del test genomico che va svolta quando ne ricorrono le indicazioni e in accordo al giudizio multidisciplinare”.

24 Ottobre 2022

AIOM: “Buon lavoro al ministro della salute Orazio Schillaci”

24 ottobre 2022 – “Auguriamo buon lavoro al nuovo Ministro della Salute, Orazio Schillaci. I pazienti oncologici rappresentano un vero e proprio esercito di persone, sono circa 3 milioni e 600 mila in Italia. Il sistema sanitario deve saper rispondere ai nuovi bisogni di questi cittadini. Serve una strategia unitaria per combattere il cancro. Il Prof. Schillaci è un medico nucleare e conosce bene i problemi dell’oncologia. Chiediamo al nuovo Ministro della Salute di inserire in agenda, tra i primi obiettivi da realizzare, un reale potenziamento dell’oncologia, con un’attenzione a 360 gradi, dalla prevenzione all’assistenza domiciliare, alle terapie, alla riabilitazione, all’accompagnamento di fine vita, fino alla ricerca clinica, in grado così di incidere a 360 gradi sull’impatto di questa patologia nel nostro Paese”. È questo il commento di Saverio Cinieri, Presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), alla presentazione del nuovo Governo da parte del Presidente del Consiglio incaricato, Giorgia Meloni. “I tumori – afferma Saverio Cinieri – stanno diventando sempre più malattie croniche grazie ad armi efficaci come l’immunoncologia e le terapie mirate, che si aggiungono a chirurgia, chemioterapia, ormonoterapia e radioterapia. Però devono essere abbreviati i tempi di accesso alle nuove terapie, oggi troppo lunghi. Senza dimenticare la prevenzione, visto che il 40% dei casi e il 50% delle morti oncologiche possono essere evitati agendo su fattori di rischio prevenibili, in particolare sugli stili di vita. Serve un vero e proprio ‘piano di recupero’ dell’oncologia, per colmare i ritardi nell’assistenza ai pazienti oncologici accumulati durante la pandemia che parta dagli stili di vita sani: no al fumo, dieta corretta e attività fisica costante. Inoltre, a causa della pandemia, gli screening per il tumore della mammella, della cervice uterina e del colon retto hanno registrato una netta riduzione. Siamo pronti a collaborare con il nuovo Ministro della Salute per definire questo progetto”.

21 Ottobre 2022

Diritto all’oblio oncologico: arriva a Modena l’evento conclusivo della campagna #IONONSONOILMIOTUMORE

Modena, 21 ottobre 2022 – Prenderà il via domenica 23, a Modena, la camminata conclusiva della campagna #iononsonoilmiotumore per l’ottenimento di una legge per il Diritto all’oblio oncologico. Con oltre 200 iscritti sul sito dirittoallobliotumori.org e altrettanti previsti all’arco di partenza, l’iniziativa promossa da Fondazione AIOM riconferma gli straordinari risultati ottenuti durante tutta la campagna e in occasione del primo evento di Pescara, con il grande coinvolgimento di istituzioni, pazienti, ex pazienti, familiari e caregiver. La marcia si svolgerà completamente immersa nel verde, all’interno del Parco della Resistenza, con ritrovo alle ore 9 nell’area antistante il circolo SEFTA per la partenza e il rientro.
Promossa da Fondazione AIOM, la campagna di comunicazione ha come obiettivo il raggiungimento di 100mila firme (ormai ampiamente superato), da portare al nuovo Presidente del Consiglio e al Presidente Mattarella per richiedere una norma che permetta agli ex pazienti di non subire discriminazioni a causa della malattia. Oggi, infatti, sono oltre un milione le persone guarite da un tumore in Italia: per molti di loro, però, la guarigione figura solo in cartella clinica, mentre a livello burocratico continuano a venire considerati malati, con discriminazioni nell’accesso a servizi come la stipula di assicurazioni e di mutui, difficoltà nei processi di adozione e di assunzione sul lavoro. La norma richiesta permetterebbe all’Italia di seguire l’esempio virtuoso di Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda, Portogallo e Romania, che già tutelano i propri cittadini con una legge dedicata. La campagna di comunicazione, che ha visto la nascita del portale per la raccolta firme, intense attività social con il lancio di una challenge, l’hashtag #iononsonoiolmiotumore e la diffusione di opuscoli, si è arricchita di un primo grande evento a Pescara, la prima camminata non competitiva per il Diritto all’oblio oncologico, a cui hanno partecipato più di 400 persone. Domenica 23 l’iniziativa si ripeterà a Modena, con il patrocinio comunale e la partecipazione, accanto ai pazienti e ai loro familiari e amici, di associazioni di volontariato, istituzioni, medici e ricercatori. Un’occasione unica di incontro per celebrare l’incredibile risultato raggiunto.
“Siamo davvero soddisfatti del risultato ottenuto – sottolinea Giordano Beretta, presidente di Fondazione AIOM –. Oggi, grazie all’innovazione tecnologica e alla ricerca scientifica, sono 3,6 milioni le persone che vivono dopo una diagnosi di tumore. Per questo è diventato indispensabile permettere ai pazienti, soprattutto ai più giovani, di godere di una vita libera e completa dopo la fine delle cure. Molti di loro hanno subìto importanti discriminazioni nonostante siano trascorsi molti anni dal termine delle cure. Ci hanno contattati per raccontarci in forma anonima le loro storie, i problemi ad accendere un mutuo per via dell’assicurazione sulla vita, le possibili difficoltà nei percorsi di adozione, molti sogni imprenditoriali abbandonati. Abbiamo lanciato l’iniziativa a gennaio e avere addirittura superato l’obiettivo 100mila firme ci riconferma l’interesse verso questa campagna di civiltà. Ora non ci resta che consegnare le firme alle Istituzioni e richiedere una legge ad hoc. La prima camminata di Pescara ci ha permesso di portare la nostra mission tra le persone, con un importante aumento della consapevolezza di pazienti, amici e caregiver. Celebrare il risultato raggiunto a Modena, città che ospita un’importante membro del nostro consiglio di amministrazione, ricercatrice all’Università, ha un forte valore simbolico. L’appuntamento è aperto a tutti, vi aspettiamo per marciare insieme per un diritto a cui non possiamo più rinunciare.”
“L’entusiasmo di chi si è adoperato per partecipare alla campagna e, ora, alla camminata conclusiva, è contagioso – aggiunge Angela Toss, ricercatrice presso l’Unità di Genetica Oncologica dell’Università di Modena e membro del consiglio di amministrazione di Fondazione AIOM –. Modena è una città incredibile, in grado di trasmettere vicinanza e supporto: in poche settimane il desiderio di realizzare qui l’evento si è trasformato in realtà, grazie all’incredibile macchina organizzativa comunale, alla voglia di contribuire delle associazioni, al calore dei cittadini e degli ex pazienti. Da gennaio a oggi abbiamo visto la partecipazione di tantissime persone, molte delle quali sono state coinvolte dalla campagna social e ci hanno ‘messo la faccia’, condividendo una loro foto con il cartello #iononsonoilmiotumore o #tunonseiltuotumore. Domenica, attraverso la camminata, torneremo a guardare in volto i nostri sostenitori, a stringerci per celebrare l’obiettivo e ricordare che ora la palla passa alle Istituzioni: non possono negarci un diritto così importante.”

“Siamo molto felici di ospitare un’iniziativa con un valore così grande – conclude Grazia Baracchi, assessora allo Sport del Comune di Modena –. Crediamo fortemente che sia diritto di tutti vivere una vita libera ed è doloroso pensare che chi ha già vissuto una situazione difficile come una malattia oncologica debba trovarsi a scalare altre montagne. Come Comune abbiamo dato il nostro pieno appoggio all’evento, che si svolgerà in uno dei nostri parchi più belli. Sarà una piacevole occasione di scambio e supporto tra istituzioni, cittadini e associazioni.”

È possibile iscriversi a questo link: https://dirittoallobliotumori.org/camminata-non-competitiva-iononsonoilmiotumore/, oppure in loco prima della partenza.

20 Ottobre 2022

Ministero della Salute: tra gli under 75, il 63% dei decessi è evitabile

0 ottobre 2022 – L’Italia è tra i Paesi europei con i più bassi tassi di ‘mortalità evitabile’, ovvero contrastabili con stili di vita più salutari, con la riduzione di rischi ambientali o con diagnosi e cura veloci. Nel 2019, infatti, sono decedute per ‘cause prevenibili’ o ‘trattabili’ 96.400 persone, pari al 63% di tutti i decessi sotto i 75 anni. Ma forte è il gap tra uomini e donne, a svantaggio dei primi, così come tra Nord e Sud del Paese.

E’ A riportarlo è la Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2017-2021, pubblicata sul portale del Ministero della Salute e inviata al Parlamento. Dall’informativa emerge che nel 2019 sono deceduti per cause evitabili 60.987 uomini e 35.413 donne, disuguaglianze spiegabili soprattutto con la ‘componente prevenibile’, ossia legata agli stili di vita (abuso di alcol, fumo, alimentazione scorretta) e ai comportamenti più a rischio (incidenti di auto o sul lavoro): negli uomini i decessi legati a queste cause sono quasi il triplo rispetto alle donne (14,9 per 10.000 abitanti contro 5,6 per 10.000 abitanti). Negli uomini, la principale causa di morte è il tumore al polmone, malattia prevenibile che ha causato 10.713 decessi, mentre nelle donne il tumore al seno, malattia trattabile se diagnosticata tempestivamente, che ha provocato 5.958 decessi. Rispetto alle morti ‘evitabili’, a livello Europeo l’Italia va molto meglio di altri Paesi ed è preceduta solo dall’Islanda, dal Liechtenstein e dalla Svizzera, mentre all’estremo opposto ci sono i Paesi dell’Europa dell’est. Ma, se al Nord e al Centro si presentano i tassi più bassi della media nazionale, al Sud e nelle Isole si confermano quelli più alti. La situazione più critica è in Campania, quella più favorevole nella Provincia Autonoma di Trento.

19 Ottobre 2022

OMS: “A causa della sedentarietà entro il 2030 avremo 500 milioni di malati”

19 ottobre 2022 – Entro il 2030 quasi 500 milioni di persone si ammaleranno a causa della sedentarietà e i costi sfioreranno i 300 miliardi di dollari (pari a 27 miliardi all’anno). E’ questa la previsione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che esorta i governi a mettere in campo misure urgenti per incoraggiare i cittadini a cambiare vita. L’OMS ha stilato il primo rapporto sull’impatto sull’inattività fisica in termini di salute globale. “Patologie cardiache, obesità, diabete e altre malattie non trasmissibili colpiranno mezzo miliardo di cittadini del pianeta” avverte l’Organizzazione. “Meno della metà delle nazioni analizzate – emerge dal report – si è dotata di un piano nazionale sull’attività fisica, che dove esiste è operativo in meno del 40% dei casi e nel 28% risulta non finanziato o non attuato. Solo il 30% dei Paesi, inoltre, ha definito linee guida nazionali sull’esercizio fisico per tutte le fasce d’età. Mentre quasi tutti riferiscono di avere attivato un sistema per il monitoraggio dell’attività fisica negli adulti, il 75% degli Stati monitora l’attività fisica tra gli adolescenti e meno del 30% quella nei bimbi minori di 5 anni. Ancora, poco più del 40% delle nazioni dispone di standard di progettazione stradale pensati per rendere più sicuri gli spostamenti a piedi e in bicicletta”. “Un quadro peggiorato dalla pandemia di Covid-19, che non solo ha bloccato le iniziative di promozione dello sport – spiega l’OMS – ma ne ha anche influenzato l’attuazione, amplificando le disuguaglianze nell’accesso all’esercizio fisico”.

“E’ necessario che un numero maggiore di Stati implementi politiche volte a incoraggiare i cittadini ad aumentare l’attività fisica, camminando, pedalando o facendo altri sport – ammonisce il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus -. I benefici sono enormi non solo per la salute fisica e mentale delle persone, ma anche per la comunità, per l’ambiente e l’economia. Ci auguriamo che Paesi e partner tengano conto di questo rapporto per costruire società più attive, più sane e più giuste per tutti”. “Lo sport “fa bene alla salute pubblica – rimarca Ruediger Krech, direttore del Dipartimento OMS per la promozione della salute -. Anche dal punto di vista economico ha senso promuovere una maggiore attività fisica per tutti. Dobbiamo facilitare programmi inclusivi per l’esercizio fisico e garantire che le persone vi accedano più facilmente”.

18 Ottobre 2022

ISS: 7 italiani su 10 dichiarano un “buono stato di salute”

18 ottobre 2022 – La maggioranza degli italiani percepisce bene il proprio stato di salute e si registra un trend in costante crescita. In particolare l’incremento ammonta ad oltre 10 punti percentuali. E’ quanto sostengono gli ultimi dati del sistema PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che evidenziamo il passaggio dal 65,5% di giudizi positivi del 2008 al 75,8% del 2021.

Fermandosi all’ultimo biennio in esame, il 2020-2021, risulta infatti che la gran parte della popolazione adulta italiana (quasi 76 persone su 100) lo giudica positivo dichiarando di sentirsi bene o molto bene. Una piccola percentuale (meno del 3%) riferisce di sentirsi male o molto male; la restante parte degli intervistati dichiara di sentirsi “discretamente”. I più soddisfatti della propria salute sono i giovani (il 91% dei 18-34enni riferisce di star bene; mentre questa quota scende a 63% fra i 50-69enni), gli uomini (79% vs 73% nelle donne), le persone con un livello socio-economico più elevato, per istruzione o condizioni economiche, i cittadini stranieri rispetto agli italiani e chi è libero da condizioni patologiche croniche fra quelle indagate da PASSI (82% vs 48% fra chi ha una diagnosi di patologia cronica). Il gradiente geografico è poco ampio e non significativo, ma al Nord le P.A. di Trento e Bolzano si distinguono per la più alta prevalenza di persone soddisfatte del proprio stato di salute e nel Meridione si distingue la Puglia con la più alta prevalenza di persone che si dichiara soddisfatta della propria salute. Nel biennio 2020-2021 ogni intervistato ha dichiarato di aver vissuto in media poco più di 4 giorni in cattiva salute (unhealthy days) nel mese precedente l’intervista, 2 giorni in cattive condizioni di salute fisica per malattie e/o incidenti e 2,6 giorni vissuti in cattive condizioni di salute psicologica per problemi emotivi, ansia, depressione o stress.

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