Archivio degli autori Fabrizio Fiorelli

24 Agosto 2023

Etichette ‘anticancro’ su boxer e reggiseni, oncologi: “un aiuto alla prevenzione”

Etichette sulla biancheria intima maschile e femminile con messaggi di prevenzione anticancro: dall’autopalpazione mammaria, da apporre sui reggiseni, alla raccomandazione, su boxer e slip, di controllare eventuali noduli o gonfiore ai testicoli. E’ il progetto lanciato dal Nhs, il servizio sanitario inglese, in collaborazione con una catena di negozi, che piace molto anche agli oncologi italiani: “E’ un’ottima iniziativa. Qualsiasi stimolo alla prevenzione primaria è benvoluto, perché se ne parla sempre ma in realtà l’autopalpazione non è così diffusa, soprattutto fra i maschi, per i quali è venuto meno anche l’importante controllo durante la visita militare con la leva obbligatoria”, dice all’Adnkronos Salute Saverio Cinieri, presidente Aiom, l’associazione degli oncologi italiani. Per questo “come Aiom siamo pronti a lanciare un’iniziativa analoga e ad accogliere aziende disposte a realizzarla sui loro capi intimi”.
“Le donne – sottolinea Cinieri – sono più sensibili e predisposte rispetto ai maschi al controllo e all’autopalpazione, mentre i ragazzi non vanno dal medico di famiglia, non si autopalpano, e oggi notiamo un incremento di tumori testicolari spesso dovuti a cause che potevano essere evitate. Purtroppo in tutti i paesi occidentali l’incremento dei tumori al seno e ai testicoli è sostanzialmente in aumento. E in Italia, soprattutto al Sud, il tasso di adesione ai programmi di screening sono molto bassi, dunque vanno quindi intensificati. E teniamo presente – osserva – che tutti i programmi di prevenzione oncologica ora contemplati nei Lea riguardano, guarda caso, l’apparato ‘contenuto’ negli slip”.
L’oncologo ricorda, poi che “in Italia un’azienda produttrice di reggiseni aveva fatto in passato una campagna pubblicitaria dedicata alle donne sottoposte a mastectomia, dedicando loro una linea di reggiseni, che aveva richiami pubblicitari sulla prevenzione”. In questo caso, con le etichette ‘anti-cancro’ “lanciamo un messaggio a tutti, maschi e femmine di ogni età, che leggendole verranno sollecitati a controllarsi”, conclude.

22 Agosto 2023

Tumori, la vitamina D potrebbe ridurre la mortalità del 15%

La vitamina D potrebbe ridurre del 15% la mortalità totale per 18 tra i tumori più comuni. Lo rivela uno studio pubblicato sull’European Journal of Cancer. I ricercatori hanno verificato l’esistenza di relazioni tra i livelli ematici di 25-idrossivitamina D e l’uso dell’integrazione di vitamina D con la mortalità dovuta a 18 tipi di cancro frequenti nella coorte della Biobanca del Regno Unito. Gli esperti hanno studiato i dati relativi a 411.436 partecipanti della UK Biobank, di età compresa tra 40 e 69 anni. I partecipanti sono stati valutati dal punto di vista medico (incluso il prelievo di campioni di sangue e urina), hanno partecipato a una breve intervista e hanno completato un questionario. I ricercatori hanno quindi condotto un monitoraggio delle loro condizioni di salute per un tempo medio di 12,7 anni. Durante questo periodo 12.947 persone sono morte di cancro. I risultati hanno rivelato che la carenza di vitamina D si collega a un aumento del rischio di mortalità per cancro, soprattutto per quanto riguarda il cancro del colon-retto, dello stomaco, della prostata e del polmone. I ricercatori hanno anche scoperto che la carenza di vitamina D aumenta la mortalità nel cancro del colon-retto e del polmone. Inoltre, i risultati hanno mostrato che gli utilizzatori di integratori di vitamina D avevano una mortalità totale per cancro inferiore del 15% e una mortalità per cancro ai polmoni inferiore del 25% rispetto ai non utilizzatori. “I nostri risultati hanno identificato una relazione statisticamente significativa tra carenza di vitamina D e aumento della mortalità tra diversi tumori – afferma l’autore principale dello studio, Ben Schöttker, del Centro tedesco per la ricerca sul cancro. In effetti altri studi hanno scoperto i meccanismi attraverso i quali la vitamina D inibisce la crescita e le metastasi del cancro”, conclude.

4 Agosto 2023

Fumo: in Canada avvertenze “dissuasive” su ogni singola sigaretta

4 agosto 2023 – A partire del 2014 in Canada si potrà leggere frasi come “Le sigarette causano il cancro” o “veleno ad ogni boccata” su ogni “bionda”. Il Paese americano sarà il primo al mondo ad apporre delle avvertenze direttamente sulle singole sigarette. Secondo la Health Canada i nuovi regolamenti “renderanno praticamente impossibile evitare gli avvertimenti sanitari” sui prodotti del tabacco. Una seconda serie di 6 frasi dovrebbe essere stampata sulle sigarette a partire dal 2026.

In Canada, secondo un sondaggio nazionale su tabacco e nicotina del 2021, il tasso di fumatori di età pari o superiore a 15 anni è di circa il 10%, ma l’uso di sigarette elettroniche è in aumento. Il governo mira a ridurre il consumo di tabacco a meno del 5% entro il 2035 e ha intenzione di introdurre altri messaggi dissuasivi, all’interno delle confezioni di sigarette e anche esternamente. Secondo Robert Schwartz dell’Università di Toronto, sentito dalla Bbc, “gli avvertimenti sulla salute sulle singole sigarette probabilmente spingeranno alcune persone che fumano a tentare di smettere e potrebbero impedire ad alcuni giovani di iniziare a fumare. Queste e altre sono misure necessarie se vogliamo seriamente ridurre il consumo di tabacco”. L’uso del tabacco provoca la morte di 48.000 canadesi ogni anno e “continua a essere uno dei problemi di salute pubblica più significativi del Canada e la principale causa prevenibile di malattia e morte prematura nel nostro Paese”, ha affermato in passato il ministro dei Servizi pubblici Jean-Yves Duclos. La Canadian Cancer Society, la Canada’s Heart and Stroke Foundation e la Canadian Lung Association hanno tutte elogiato le nuove etichette di avvertimento, affermando che potranno scoraggiare le persone, in particolare i giovani, dall’iniziare a fumare.

3 Agosto 2023

Diritto all’oblio oncologico: “L’ok della camera è il primo passo per tutelare un milione di cittadini sia approvato subito dal senato”

– “Plaudiamo all’approvazione del disegno di legge sul diritto all’oblio oncologico da parte della Camera dei Deputati. È il primo passo fondamentale per la tutela di oltre un milione di persone in Italia, che hanno superato il tumore ma continuano a essere considerate malate dalla società, con discriminazioni nell’accesso a servizi come la stipula di assicurazioni e di mutui, difficoltà nei processi di adozione e di assunzione sul lavoro. Ci auguriamo che quanto prima anche il Senato approvi la norma, perché si tratta di una battaglia di civiltà, che vede da molto tempo in prima linea pazienti, società scientifiche e Istituzioni”. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e Fondazione AIOM esprimono forte gratitudine nei confronti della Camera dei Deputati per l’approvazione del disegno di legge sul diritto all’oblio oncologico, giunto in Aula con il consenso unanime della Commissione Affari Sociali. “Questa norma può porre il nostro Paese all’avanguardia in Europa nella tutela delle persone colpite dal cancro che hanno superato la malattia – afferma Saverio Cinieri, Presidente AIOM -. A differenza dei provvedimenti adottati in altri Paesi, il disegno di legge approvato dalla Camera prevede specifiche disposizioni che riguardano non solo la possibilità di accedere a servizi finanziari come mutui e assicurazioni, ma anche i contratti di lavoro e le adozioni. Dopo l’approvazione definitiva da parte del Senato, i guariti dal cancro non saranno più discriminati nella vita sociale, professionale e familiare”.

“Oggi, grazie all’innovazione tecnologica e agli importanti risultati della ricerca scientifica, sono 3,6 milioni le persone che vivono in Italia dopo una diagnosi di tumore – spiega Giordano Beretta, Presidente di Fondazione AIOM –. Oltre un milione può essere considerato guarito. Per questo è indispensabile permettere ai pazienti di godere di una vita libera e completa dopo la fine delle cure. Negli ultimi due anni, Fondazione AIOM ha lanciato una campagna informativa importante ed efficace, #iononsonoilmiotumore, che ha visto la realizzazione della prima guida sul tema, un portale web (dirittoallobliotumori.org), due camminate a Pescara e Modena e una forte campagna social per promuovere una raccolta firme che ha superato le 107mila adesioni. Il costante dialogo con le Istituzioni sta finalmente portando a un importante risultato, cioè all’approvazione finale della legge. Dopo 10 anni dal termine delle cure per le neoplasie dell’adulto e dopo 5 per quelle dell’età pediatrica, i pazienti potranno essere ritenuti guariti non solo a livello clinico ma anche per la società”.

2 Agosto 2023

Protesi del seno, operativo il Registro nazionale degli impianti

2 agosto 2023 – È operativo, dal primo agosto, il Registro nazionale delle protesi del seno messo a disposizione dal Ministero della Salute dove le Regioni che hanno già sottoscritto il relativo accordo, ovvero Marche, Calabria, Valle d’Aosta e Campania, potranno iniziare la raccolta dei dati nei rispettivi registri regionali. L’Italia è il primo Paese al mondo che dispone di un registro ad alimentazione obbligatoria da parte dei chirurghi che impiantano o rimuovono protesi sul territorio nazionale. L’infrastruttura informatica, strumento unico per migliorare la sicurezza dei pazienti, sarà alimentata con i dati provenienti dai registri regionali e provinciali. Tutte le Regioni e Province autonome hanno aderito all’utilizzo della piattaforma, in accordo con il Regolamento sull’istituzione del registro nazionale approvato nel 2022 ed entrato in vigore a febbraio scorso.

Gli operatori sanitari che effettuano interventi di impianto o rimozione di una protesi mammaria nelle strutture sanitarie operanti nelle Regioni già attive sono tenuti a registrare le procedure chirurgiche eseguite. Prima di effettuare l’intervento chirurgico occorre somministrare al paziente la scheda informativa, il consenso informato e l’informativa privacy per i registri regionali e per il registro nazionale.

1 Agosto 2023

Tumori, ancora troppo basse le adesioni agli esami di screening

– Contrastare la bassa adesione agli screening oncologici, soprattutto nel Sud Italia, con nuovi progetti d’informazione. Questi devono essere promossi attraversi un’alleanza tra rappresentati dei parlamentari, clinici, pazienti e anche delle Istituzioni ecclesiastiche. Una lotta a 360 gradi per incentivare il più possibile esami salvavita ancora poco diffusi nel nostro Paese. Secondo gli ultimi dati in Italia il 56% delle donne si sottopone allo screening mammografico e solo quattro su dieci svolgono regolarmente il Pap o HPV test per il tumore alla cervice uterina. Per il carcinoma del colon-retto appena il 38%, degli uomini e donne over 50, esegue l’esame della ricerca del sangue occulto nelle feci. Numeri francamente bassi e preoccupanti e che impongono una riflessione a tutte le Istituzioni che si occupano di sanità e della salute dei cittadini. E’ quanto emerso da una seduta dell’Intergruppo Parlamentare “Oncologia: Prevenzione Ricerca e Innovazione” che ha sentito in audizione, nei giorni scorsi, Monsignor Vincenzo Paglia Presidente della Pontificia Accademia per la Vita. “La prevenzione oncologica è fondamentale anche perché in Italia vi è una popolazione over 65 anni in crescita – ha sottolineato Mons. Paglia -. Deve essere emanata a breve una nuova legge per la riorganizzazione dell’assistenza, cura e presa in carico degli anziani. Il Ministero della Salute e Palazzo Chigi sono ora chiamati a descrivere i disegni di legge attuativi che dovranno tenere conto anche della prevenzione oncologica. Ci sono poi altri aspetti importanti da considerare come, per esempio, la malnutrizione degli anziani. E’ un problema sottovalutato ma che determina spese sanitarie e gravi conseguenze anche per la salute degli over 65. È doveroso che quello che studia e poi propone la comunità scientifica ritorni sul piano legislativo sociale e sanitario. Il tutto deve essere poi accolto e messo in pratica dalle Regioni”.

“I dati sugli screening sono in leggero miglioramento rispetto a quelli registrati dopo le prime fasi della pandemia di Covid-19- ha aggiunto il prof. Saverio Cinieri, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) -. Ciò nonostante il numero degli esami svolti va implementato quanto prima e per farlo non è sufficiente solo una migliore organizzazione dei vari programmi di screening. C’è bisogno di maggiore consapevolezza da parte di tutti cittadini”. “I bassi tassi d’adesione riguardano tutta la Penisola seppur con delle differenze territoriali – ha concluso l’Onorevole Tilde Minasi, Presidente dell’Intergruppo -. In alcune Regioni del Sud si registrano i dati peggiori ed è proprio in quei territori che la prevenzione secondaria del cancro va maggiormente potenziata. e ringraziamo la Pontificia Accademia per la Vita per il sostegno che potrà dare a queste nostre nuove iniziative”.

1 Agosto 2023

OMS: solo 4 Paesi hanno adottato tutte le misure anti-tabacco

Negli ultimi 15 anni, nel mondo, sono stati compiuti progressi nella lotta contro il tabacco e il tasso di fumatori è sceso dal 22,8% nel 2007 al 17% nel 2021. Ma solo quattro paesi, ovvero Brasile, Turchia, Mauritius e Paesi Bassi, hanno adottato tutte le misure anti-tabacco raccomandate dall’Organizzazione mondiale della sanità. Lo indica un nuovo rapporto dell’Oms che sottolinea come ben 5,6 miliardi di persone, ovvero il 71% della popolazione mondiale, sono ora protette da almeno una misura di controllo del fumo, 5 volte di più rispetto al 2007. “Lentamente ma inesorabilmente, sempre più persone sono protette dagli effetti dannosi del tabacco”, afferma in una nota il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. L’Oms ha istituito il programma MPower nel 2008 per aiutare i paesi a ridurre la domanda di tabacco incentrato su alcuni punti cardine: proteggere la popolazione dal fumo di tabacco, aumentare le tasse, monitorare il consumo, offrire aiuto a chi vuole smettere, mettere in guardia dei pericoli e far rispettare il divieto di pubblicità del tabacco.

Ogni anno, circa 8,7 milioni di persone muoiono in tutto il mondo per malattie legate al tabacco, di cui 1,3 milioni sono vittime del fumo passivo. Quasi il 40% dei paesi ora prevede luoghi pubblici chiusi completamente privi di fumo e 25 paesi hanno reso illegale fumare in un’auto che trasporta bambini. Senza le misure adottate dai paesi, oggi nel mondo ci sarebbero 300 milioni di fumatori in più. Tuttavia, 2,3 miliardi di persone in 44 paesi non sono ancora protette da nessuna delle misure raccomandate dall’Oms e 53 Stati non hanno ancora imposto un divieto totale di fumo nelle strutture sanitarie. “Anche se i tassi di fumo sono diminuiti – afferma Michael R. Bloomberg, ambasciatore globale dell’Oms per le malattie non trasmissibili – il tabacco è ancora la principale causa di morte prevenibile nel mondo, in gran parte a causa delle incessanti campagne di marketing dell’industria. Aiutando più paesi ad attuare politiche intelligenti saremo in grado di salvare milioni di vite in più”.

31 Luglio 2023

Tumori: l’Italia al vertice nel mondo negli studi sulla biopsia liquida

È minimamente invasiva, ha tempi di refertazione molto rapidi ed è priva di complicanze, perché può essere effettuata con un semplice prelievo di sangue. La biopsia liquida è uno strumento sempre più importante nella sfida contro il cancro e presenta indubbi vantaggi rispetto all’approccio tradizionale costituito dall’analisi del tessuto tumorale. E oggi diventa ancora più precisa, grazie alla frammentonica, che consente di analizzare frammenti di DNA nel sangue, differenti in ogni neoplasia. Un approccio che, in prospettiva, potrà essere utile nella diagnosi precoce dei tumori, illustrato oggi all’Università degli Studi di Palermo nella lettura magistrale di Christian Rolfo, Presidente della Società Internazionale della Biopsia Liquida (International Society of Liquid Biopsy, ISLB), Direttore del Clinical Research Center of Thoracic Oncology al The Tisch Cancer Institute del Mount Sinai Health System (New York) e Deputy Chair dell’Education Committee dell’International Association for Study of Lung Cancer (IASLC).

“L’oncologia italiana e siciliana è leader anche Oltreoceano – afferma Antonio Russo, Professore Ordinario di Oncologia Medica, DICHIRONS – Università degli Studi di Palermo, Presidente COMU (Collegio Oncologi Medici Universitari) e Tesoriere AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) -. Il ponte della ricerca con gli Stati Uniti è consolidato, come testimonia l’inserimento del Prof. Rolfo tra gli esperti delle raccomandazioni AIOM sulla biopsia liquida. Vent’anni fa, nel 2003, le pubblicazioni che contenevano il termine ‘biopsia liquida’ in oncologia erano meno di 50, oggi sono più di 10.000, trasformandola in un vero e proprio ‘hot topic’. La biopsia tradizionale, cioè su tessuto tumorale, è in grado di scattare solo una fotografia istantanea della neoplasia, al momento della diagnosi. La biopsia liquida, invece, può essere ripetuta più volte e permette il monitoraggio continuo dell’evoluzione della neoplasia in tempo reale, come in un video. Ad oggi, ha un ruolo importante come fattore predittivo di risposta alla terapia nel tumore del polmone, ma non è ancora possibile effettuare una diagnosi di cancro sulla base di un prelievo di sangue, anche se gli sforzi della ricerca stanno andando proprio in questa direzione”.

“Il valore dei ricercatori italiani è riconosciuto a livello internazionale e gli studi sulla biopsia liquida condotti dall’Università di Palermo stanno aprendo nuove vie – sottolinea il Prof. Rolfo –. L’analisi del DNA tumorale circolante (ctDNA), che rappresenta una frazione del DNA libero circolante, isolato dal sangue periferico, rappresenta oggi il principale approccio di biopsia liquida impiegato nella pratica clinica. È possibile che, in futuro, altri derivati ottenuti dal sangue, quali le cellule tumorali circolanti, l’RNA tumorale circolante ed i microRNA, le piastrine, gli esosomi e altri fluidi biologici, quali le urine e la saliva, possano essere utilizzati nella pratica clinica per avere ulteriori informazioni. La frammentonica rappresenta uno sviluppo importante della biopsia liquida ed è molto promettente, perché potrebbe essere utile non solo per la diagnosi precoce ma anche per individuare l’organo colpito della neoplasia”.

“Stiamo vivendo un radicale cambio di paradigma nella cura del cancro – conclude Saverio Cinieri, Presidente AIOM –. Il tumore oggi si valuta in relazione alle mutazioni genetiche del singolo caso e non più solo in base all’organo colpito. L’utilizzo di trattamenti personalizzati offre nuove opportunità in un panorama in continua evoluzione, che include chemioterapia, immunoncologia e terapie mirate. La biopsia liquida, che sancisce in modo definitivo l’importanza della multidisciplinarietà, si colloca in questo nuovo scenario in cui i ricercatori italiani rivestono un ruolo di primo piano. Le applicazioni della biopsia liquida validate in pratica clinica riguardano il tumore del polmone non a piccole cellule in stadio avanzato, per la valutazione dello stato mutazionale del gene EGFR. Vi sono informazioni solide e riproducibili per quanto riguarda la caratterizzazione dei geni RAS e BRAF per il colon-retto, PIK3CA per il seno, BRAF e NRAS nel melanoma. È verosimile che l’analisi su plasma per questo tipo di alterazioni sarà a breve raccomandata in pratica clinica”.

28 Luglio 2023

Studio: contro i tumori servono pochi minuti d’attività fisica quotidiana

28 luglio 2023 – Piccole quantità di attività fisica vigorosa (da uno o due minuti ciascuna, ripetute 2-3 volte al giorno) potrebbero ridurre il rischio di cancro in individui altrimenti sedentari per scelta o perché hanno problemi di movimento. È quanto emerge dai risultati di uno studio su oltre 22.000 adulti che non erano fisicamente attivi. Condotto presso l’Università di Sidney, lo studio suggerisce che l’attività fisica quotidiana vigorosa e intermittente in uno stile di vita per lo più sedentario può essere un intervento promettente per la prevenzione del cancro.

“Scatti di 1-2 minuti di camminata veloce (ad esempio per prendere l’autobus o il tram), salire le scale, portare la spesa pesante, lavori domestici vigorosi come passare l’aspirapolvere, giardinaggio intenso, giocare energicamente con i bambini, scatti in camminata veloce in salita o camminata durante il trasporto di uno zaino sono esempi di attività che possono aiutare a ridurre il rischio di cancro”, spiega all’ANSA Emmanuel Stamatakis, l’autore principale del lavoro. Il campione dello studio comprendeva 22.398 partecipanti (età media 62 anni; 10 122 [45,2%] uomini e 12 276 [54,8%] donne). Lo stato di salute dei partecipanti è stato seguito per un tempo medio di 6,7 anni e nel corso del periodo si sono verificati 2356 casi di tumore. Lo svolgimento di attività fisica breve e intensa è stato associato a minor rischio di tumore, con dosi crescenti di attività associate a rischi via via più bassi. La dose minima efficace di attività fisica intensa era di circa 3 minuti e mezzo al giorno complessivi, anche divisi in tre scatti da un minuto ciascuno. Lo studio dimostra la potenzialità di questo tipo di attività fisica per persone altrimenti sedentarie per scelta o perché impossibilitati a muoversi.

 

 

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