Archivio degli autori Fabrizio Fiorelli

13 Marzo 2023

Influenza: 450mila casi in ultima settimana ma la curva scende

13 marzo 2023 – Dopo 5 settimane di stallo, la curva dell’influenza ha ripreso a scendere. Secondo la rilevazione settimanale della rete di sorveglianza InfluNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella settimana tra il 27 febbraio e il 5 marzo, sono stati 453mila gli italiani messi a letto da sindromi simil-influenzali, quasi 30mila in meno rispetto alla settimana precedente. In leggero calo anche la circolazione dei virus influenzali. Dall’inizio della stagione sono oltre 11,5 milioni gli italiani infettati. Secondo il rapporto InfluNet, nella scorsa settimana, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali è stata di 7,68 casi ogni mille abitanti, circa mezzo punto in meno rispetto agli 8,2 casi per mille della settimana precedente. I tassi maggiori continuano a essere osservati nei bambini tra 0 e 4 anni, fascia in cui si registra un’incidenza pari a 21,52 casi per mille; nella fascia 5-14 anni l’incidenza è a 10,59 casi per mille, in quella 15-64 anni è 7,25, mentre negli over-65 è pari a 3,37 casi per mille. Tra le regioni, soltanto Toscana, Marche e Abruzzo superano la soglia di 9,37 casi per mille abitanti oltre la quale si considera un livello di intensità dell’influenza media. Durante la scorsa settimana, dopo un lieve rialzo nei sette giorni precedenti, riprende a scendere la circolazione dei virus influenzali: degli 882 campioni analizzati dai laboratori influenzali afferenti alla rete di sorveglianza InfluNet, 146 (il 16,5%) sono risultati positivi al virus influenzale, con una netta prevalenza di quelli di tipo B che hanno rappresentato circa l’80% di tutti i campioni positivi a virus influenzali.

9 Marzo 2023

AIOM: “In Italia Pap test e vaccini Hpv in calo, lontani da obiettivi UE”

9 marzo 2023 – La pandemia ha contribuito a ridurre i tassi di adesione al pap test e all’Hpv test, così come la copertura vaccinale contro il Papillomavirus. Lo hanno evidenziato gli esperti che hanno preso parte oggi ad una conferenza stampa a Roma. “Tra il 2019 e il 2021 siamo passati dal 39% al 23% di tasso d’adesione al Pap o Hpv test”, dichiara Saverio Cinieri, presidente nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). “Per recuperare questo gap, e più in generale arrivare alla soglia del 90%, vanno individuati nuovi modelli organizzativi dei programmi di screening regionali e vanno implementati i sistemi informatici di supporto. Anche per le vaccinazioni – continua – siamo passati dal 66% al 32% nelle undicenni e dal 54% al 26% negli undicenni. E’ necessario recuperare velocemente per non rischiare di avere un incremento di casi nel prossimo futuro”.

Secondo l’Europe’s Beating Cancer Plan, entro il 2025 il 90% degli Stati membri dovrà proteggere il 90% delle ragazze e incrementare significativamente l’immunizzazione nei ragazzi. “Lo screening cervicale – precisa Cinieri – dovrà essere offerto al 90% delle donne eleggibili e sempre il 90% delle pazienti con forme invasive dovrà ricevere trattamenti e follow-up tempestivi presso centri di alta specializzazione. In Italia abbiamo una sanità che ha tutte le potenzialità per rispondere in maniera coordinata a questa triplice sfida. Sviluppare percorsi sinergici e integrati di presa in carico della patologia nel suo complesso, che vadano dalla prevenzione primaria (vaccinazione, promozione di comportamenti volti a ridurre il rischio di contrarre l’infezione da Hpv) alla prevenzione secondaria (screening e diagnosi precoce), fino alla riduzione delle perdite al follow up e al miglioramento della qualità della vita delle persone colpite dalla neoplasia”.

8 Marzo 2023

“DONNE A COLORI”, ECCO IL LIBRO DELL’ASSOCIAZIONE LOTO

Sei storie di donne colpite da un tumore, i loro dubbi, le loro perplessità, le loro paure. Sei racconti accomunati dall’esperienza della malattia dai quali emergono temi come il cambiamento, l’accettazione, il controllo, la fragilità, il senso di colpa, il rapporto con gli altri, il riconoscimento di sé stessi. Un modo per condividere queste storie e sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sui bisogni e le necessità delle pazienti colpite da tumori femminili. Questo è l’obiettivo del libro “Donne a colori” scritto da Angela Suprani e promosso dall’Associazione Loto Odv.
Il volume è stato presentato oggi a Bologna, nella prestigiosa sede della Fondazione Mast dove hanno partecipato fra gli altri l’autrice Angela Suprani, la Presidente di Loto Odv, Sandra Balboni, la Vicepresidente del Comitato Scientifico, Myriam Perrone e parte del team dell’Oncologia Medica diretto dal Dott. Claudio Zamagni (rappresentato dalle Dott.sse Bernardi, Cacciari e Rubino).
Da Bologna partirà un tour itinerante di presentazione del volume che continuerà nei prossimi mesi in tutta la penisola. Il libro sarà, infatti, distribuito in Italia e i ricavi saranno devoluti al progetto di Loto Curate e Coccolate dedicato alle pazienti in cura oncologica.
“Il tumore del seno nel nostro Paese rappresenta la principale neoplasia, ogni anno si registrano 55mila nuove diagnosi. Questo tumore può beneficiare dello screening, infatti, grazie alla mammografia è possibile diagnosticare precocemente la malattia. Invece per il tumore ovarico non esistono efficaci strumenti di screening e ogni anno, in Italia, sono 5200 le nuove diagnosi – afferma Rossana Berardi, Presidente Comitato Scientifico Loto OdV e membro del Direttivo Nazionale di AIOM – È fondamentale, pertanto, per le donne mettere in agenda la mammografia come previsto dallo screening, la visita dal ginecologico una volta all’anno e seguire corretti stili di vita.”
“La ricerca oncologica ha raggiunto risultanti straordinari, la sopravvivenza al tumore alla mammella, il più frequente in Italia, è dell’88% a cinque anni dalla diagnosi, la percentuale di abbassa al 43% per il tumore ovarico, anche perché troppe donne, circa l’80%, scoprono la malattia in fase avanzata. – afferma Myriam Perrone, Vicepresidente Comitato Scientifico Loto OdV – Le pazienti desiderano sempre di più tornare ad una vita normale anche quando i trattamenti presentano potenziali effetti collaterali, ed è fondamentale ascoltare i loro i bisogni e le loro necessità.”
“Siamo orgogliose di supportare questo progetto, per noi è fondamentale promuovere cultura su questi temi. – afferma Sandra Balboni, Presidente di Loto Odv – Come Associazione siamo in prima linea e ci facciamo portavoce attive delle esigenze e dei bisogni delle pazienti e vogliamo contribuire a sostenere il dialogo con le Istituzioni, la popolazione e tutti gli stakeholder convolti. Attraverso la medicina narrativa è possibile parlare della malattia in tutti i suoi aspetti e rendere questi temi sempre meno un tabù. Le pazienti si mostrano sempre più attive e coinvolte e le ringraziamo per aver messo a disposizione le loro esperienze a servizio dell’intera comunità.”
“Donne a colori racconta il percorso oncologico attraverso lo sguardo di donne diversissime fra loro accomunate dall’esperienza della malattia. – conclude Angela Suprani, autrice del libro – attraverso la narrazione è stato possibile dar voce a tutte le loro emozioni. Sono felice di aver contribuito a questo progetto, è stato un onore per me poter ascoltare queste esperienze, i dubbi, le paure, le aspirazioni. Questo volume non è solo per le pazienti ma anche per l’intera popolazione per aumentare la cultura e la consapevolezza su questi temi.”

7 Marzo 2023

OCSE: 4 su 10 con malattie terminali senza cure fine vita

7 marzo 2023 – Nei paesi dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, resta basso l’accesso tempestivo a cure di fine vita per alleviare i sintomi di malattie terminali come dolore, dispnea e angoscia: meno del 40% di coloro che ne hanno bisogno le ricevono. E’ quanto emerge da un rapporto Ocse, che evidenzia come la fornitura di adeguate cure palliative sia “ostacolata da carenze di finanziamento e la copertura pubblica è spesso parziale”. Nel 2019 quasi 7 milioni di persone avevano bisogno di cure di fine vita nell’Ocse, ma questo numero aumenterà a 10 milioni entro il 2050. “Nonostante si preferisca morire a casa – evidenzia il rapporto – attualmente la metà dei decessi avviene in ospedale, spesso a causa della mancanza di supporto a domicilio e da parte della comunità”. La fornitura di cure palliative spesso avviene in una fase avanzata di malattia perché i meccanismi per garantire un accesso tempestivo sono scarsi. Meno di un terzo dei paesi Ocse dispone di programmi nazionali per monitorare i tempi di arrivo di cure palliative dal momento della richiesta.

La qualità dell’assistenza è ancora troppo spesso scarsa per le persone in fin di vita. Non sempre ricevono un adeguato sollievo dai sintomi, dal 10% al 25% di quelle decedute dopo i 65 anni ricevono troppo pochi antidolorifici o aiuto nella respirazione o contro l’ansia. A scarseggiare è anche la misurazione: più di un paese Ocse su 4 non dispone di programmi di audit e valutazione per monitorare la qualità del fine della vita. L’assistenza soffre anche di carenze di finanziamento e quando le risorse ci sono, sono spesso limitate alle cure ricevute in ospedale. Anche la ricerca sulle cure di fine vita è insufficiente così come la formazione di personale sanitario. In generale, conclude il rapporto, “la priorità politica attribuita alle cure di fine vita è troppo bassa rispetto al suo impatto sulla società”.

6 Marzo 2023

AIOM: “Positiva la nuova stretta conto il fumo”

6 marzo 2023 – La stretta contro il fumo con divieti estesi all’aperto anche alle e-cig ed ai prodotti del tabacco riscaldato “rappresenta una scelta positiva, perchè è scientificamente provato che il fumo di tabacco favorisce l’insorgenza di moltissimi tipi di tumore. Rispetto alle e-cig, mancano studi a lungo termine sul loro effetto, ma vediamo comunque un rischio di assuefazione da nicotina”.

E’ quanto afferma il presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM), Saverio Cinieri, in merito ai nuovi divieti che sarebbero previsti in una bozza di provvedimento del ministero della Salute. Il fumo, rileva, “è correlato anche a patologie cardiovascolari e neurologiche, pertanto l’estensione dei divieti, già annunciata dal Ministero della Salute, è senza dubbio condivisibile”. E’ infatti “essenziale sensibilizzare la popolazione e rimarcare la correlazione tra fumo e insorgenza di varie patologie”. Cinieri si dice d’accordo anche rispetto all’estensione dei divieti per le e-cig: “Non abbiamo studi sul lungo periodo relativi ai loro effetti, ma senza dubbio le e-cig, sempre più di moda tra i giovanissimi, stanno diventando un veicolo verso l’assuefazione da nicotina proprio nei ragazzi che credono, erroneamente, che questa tipologia di sigaretta non determini dipendenza”. Questa “stretta generale sul fumo – conclude il presidente Aiom – è dunque positiva e va accompagnata da una forte opera di sensibilizzazione delle nuove generazioni”.

2 Marzo 2023

Tumori, per 8 pazienti su 10 effetti collaterali su pelle e unghie

Oltre l’80% dei pazienti oncologici subiscono a causa delle cure danni importanti a pelle, unghie e altri annessi cutanei. Il trattamento di questi effetti secondari non può essere lasciato all’inesperienza e all’improvvisazione ma è indispensabile attenersi a protocolli estetici clinicamente testati, validati e pubblicati su riviste scientifiche recensite. E’ quanto sostiene l’Associazione Professionale di Estetica Oncologica (APEO) che stamattina ha organizzato al Senato il Convegno Nazionale Servizi di estetica per pazienti oncologici: presentazione prassi di riferimento per lo Specialista di Estetica Oncologica. L’evento è realizzato in collaborazione con la Senatrice Ylenia Zambito, della Commissione Affari Sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale. Per l’occasione sono presentate le Prassi di Riferimento UNI/PdR 130:2022: Servizi di estetica per pazienti oncologici – Specialista di Estetica Oncologica. Si tratta di uno strumento, che definisce le linee guida dei servizi di estetica oncologica e i requisiti che la Specialista in Estetica Oncologica deve avere per poter operare nel suo settore. Le Prassi di Riferimento sono state elaborate da APEO e AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) in un accordo di collaborazione con UNI e con il prezioso e appassionato contributo di CEPAS, FAVO, Confartigianato e CNA. “E’ un traguardo fondamentale che in Italia segna un vero e proprio prima e un dopo nell’ambito dell’estetica oncologica – sottolinea la dott.ssa Ambra Carolina Redaelli, Presidente di APEO -. La nuova pubblicazione è, infatti, sinonimo di credibilità, di affidabilità, di scientificità e di mani esperte al servizio dei pazienti oncologici. Al tempo stesso rappresenta un importantissimo strumento per le Specialiste in Estetica Oncologica, in quanto fornisce indicazioni precise e dettagliate per l’erogazione dei servizi di estetica ai pazienti oncologici, al fine di preservare la loro dignità e il loro benessere psico-fisico. Vogliamo ringraziare per il prezioso supporto anche la Senatrice Ylenia Zambito che ne ha fortemente promosso la divulgazione e ci ha permesso di arrivare a presentarla ufficialmente al Senato”.

Il convegno vede la partecipazione di CEPAS (Società del Gruppo Bureau Veritas, dedicata alla Certificazione di Competenze), UNI, AIOM, Confartigianato, CNA e FAVO. “Le linee guida per le Specialiste in Estetica Oncologica hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da patologica oncologica ed ematologica – sostiene Valter Andreazza, Segretario Generale APEO e Project Leader -. Per queste persone problematiche ungueali, gonfiori, cicatrici, perdita di funzionalità fisiologiche, infiammazioni e macchie sono una triste realtà. APEO vuole aiutare concretamente le persone in terapia oncologica con i suoi protocolli. Al tempo stesso anche creare una coscienza del ruolo sociale dell’estetista che è fondamentale in un’oncologia che deve sempre più sconfiggere la malattia ma anche prendersi cura della persona. Questa figura professionale deve accrescere le sue capacità per affrontare problematiche complesse e di interfacciarsi con la professione medica. In questo senso, il percorso APEO rappresenta un primo passo verso nuove sinergie e collaborazioni fra i due ambiti professionali”.

 

 

 

 

 

1 Marzo 2023

Con 11 minuti camminata veloce al giorno si può prevenire una morte prematura su 10

Sono sufficienti 11 minuti al giorno di camminata veloce per prevenire una morte prematura su dieci. La scoperta è contenuta in un recente studio britannico pubblicato sul ‘British Journal of Sports Medicine’. L’effetto si potrebbe ottenere se tutti gestissero almeno la metà del livello raccomandato di attività fisica. Il team, guidato da ricercatori dell’University of Cambridge, calcola come capaci di effetto protettivo 75 minuti a settimana – 11 giornalieri – di attività fisica di moderata intensità, come appunto una camminata veloce, ma non solo. Per gli esperti sarebbero sufficienti per abbassare il rischio di patologie come malattie cardiache, ictus e una serie di tumori.

I ricercatori dell’Unità di epidemiologia del Medical Research Council (Mrc) dell’Università di Cambridge hanno effettuato una revisione sistematica e una metanalisi. In totale, hanno esaminato i risultati riportati in 196 articoli sottoposti a revisione paritaria, che coprono più di 30 milioni di partecipanti provenienti da 94 ampie coorti di studio, per produrre la più ampia analisi fino ad oggi dell’associazione tra livelli di attività fisica e rischio di malattie cardiache, cancro e morte prematura. Gli scienziati hanno scoperto che, al di fuori dell’attività fisica correlata al lavoro, due persone su tre hanno riportato livelli di attività inferiori a 150 minuti a settimana di attività di intensità moderata e meno di uno su 10 ha gestito più di 300 minuti a settimana. In generale, gli autori hanno scoperto che oltre i 150 minuti a settimana di attività di intensità moderata i benefici aggiuntivi in ​​termini di riduzione del rischio di malattia o morte prematura erano marginali. E che anche la metà di questo importo ha portato benefici significativi: accumulare 75 minuti a settimana di attività di intensità moderata ha comportato un rischio inferiore del 23% di morte prematura.

“Se trovate scoraggiante l’idea di 150 minuti di attività fisica moderata a settimana – osserva Soren Brage dell’unità di epidemiologia del Mrc – i nostri risultati dovrebbero essere una buona notizia. Fare un po’ di attività fisica è meglio che non farne nessuna. E’ anche un buon punto di partenza: se ritenete gestibili 75 minuti a settimana di attività fisica, potreste provare ad aumentarli gradualmente fino all’intero importo raccomandato”.

28 Febbraio 2023

Obesità: farmaci poco usati, prescritti da 2 medici su 5

28 febbraio 2023 – Solo due specialisti su cinque prescrivono ai propri pazienti con obesità, anche di grado elevato, farmaci approvati per tale patologia in associazione a diete e stili di vita. E’ quanto emerge da una ricerca condotta dall’Associazione Medici Endocrinologi (Ame), pubblicata sulla rivista Frontiers in Endocrinology. In particolare, la metformina, farmaco non approvato in Italia per il trattamento dell’obesità, è utilizzata in media nel 30% dei pazienti, i farmaci approvati per la terapia dell’obesità in misura minore, liraglutide solo nel 10% dei casi e ancora più raramente orlistat e naltrexone buproprione. In occasione della Giornata mondiale dell’obesità, il 4 marzo, gli specialisti dell’Ame presentano la prima Linea Guida sulla terapia del sovrappeso e dell’obesità resistenti al trattamento comportamentale nella popolazione adulta con comorbilità metaboliche. Se applicate potrebbero, attraverso il controllo e la prevenzione delle complicanze legate all’obesità, generare un risparmio di circa 16 miliardi di euro in 5 anni per l’intero Sistema Sanitario Nazionale. “La tendenza alla sottoprescrizione dei farmaci – spiega Renato Cozzi presidente di Ame – dimostra che l’assioma ‘il paziente obeso, è obeso perché mangia’, è ancora molto diffuso, anche tra i medici specialisti. In realtà, l’obesità non è mancata volontà o solo cattive abitudini, è una vera e propria patologia cronica che va curata valutando tutte le opzioni terapeutiche, farmaci e chirurgia compresi”. Per raggiungere l’obiettivo di una maggiore appropriatezza terapeutica è stata pubblicata la prima Linea Guida ‘Terapia del sovrappeso e dell’obesità resistenti al trattamento comportamentale nella popolazione adulta con comorbilità metaboliche’. Approvata dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), questa Linea Guida è stata redatte dall’Ame, in collaborazione con Adi (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), Sio (Società Italiana dell’Obesità), Sicob (Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche) e Sige (Società Italiana Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva). “Utilizzando una rigorosa metodologia in grado di garantire la più obiettiva revisione sistematica della letteratura scientifica, la Linea Guida rappresenta un nuovo punto di riferimento per tutti medici che si occupano di obesità – spiega Marco Chianelli, coordinatore della Commissione Obesità e Metabolismo di Ame.

27 Febbraio 2023

Studio: depressione, esercizio fisico più efficace dei farmaci

227 febbraio 2023 – L’esercizio fisico si dimostra la terapia più efficace per gestire condizioni di salute mentale, a partire dalla depressione. Secondo una nuova ricerca australiana, l’attività fisica ha un’efficacia 1,5 volte maggiore nel mitigare la depressione, rispetto all’assistenza psicologica e ai farmaci. Ricercatori dell’Università del South Australia, guidati dal ricercatore capo Ben Singh specializzato in fisiologia dell’esercizio fisico, hanno condotto la più comprensiva analisi statistica su salute mentale ed esercizio, elaborando dati di 1039 sperimentazioni cliniche con oltre 128.000 partecipanti in tutto il mondo. La ricerca, pubblicata sul sito dell’università stessa, indica che tutte le forme di attività fisica, da aerobica e esercizi di resistenza, a yoga ed esercizi in modalità mista, conferivano benefici positivi di salute mentale per i partecipanti. E gli esercizi di alta intensità si dimostravano più efficaci di quelli a bassa intensità. Sollevare pesi ed esercizi di rafforzamento sono risultati i più efficaci nel gestire la depressione, mentre yoga e pilates dimostravano maggior beneficio per l’ansia. Lo studio è stato avviato in risposta ai crescenti tassi di depressione, ansia e angoscia osservati durante la pandemia, facendo seguito a studi esistenti che suggeriscono come un australiano su due subirebbe almeno una volta un’esperienza di disturbo di salute mentale – scrive Ben Singh. “L’esercizio e l’attività fisica sono ormai quanto mai accessibili… In gran parte delle evidenze che abbiamo esaminato, alcune delle attività consistevano semplicemente in una camminata di 15-20 minuti nel vicinato”, aggiunge lo studioso.

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