Archivio degli autori Fabrizio Fiorelli

12 Maggio 2025

Tumori: “In Campania record di tabagisti, fuma il 29% dei cittadini. La rete oncologica regionale esempio virtuoso di cura”

Napoli, 12 maggio 2025 – La Campania è la Regione con la più alta percentuale di fumatori, che rappresentano il 29% degli adulti 18-69enni (la media italiana è pari al 24,5%). Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio oncologico: nove diagnosi di tumore del polmone su 10 sono causate proprio da questa abitudine. La Campania è in cima anche alla classifica delle Regioni più sedentarie: quasi la metà della popolazione (48,2%) non svolge nessuna attività fisica (seguono la Calabria con il 44,5% e la Puglia con il 41,2%). Alla mancanza di movimento si associa la condizione di eccesso ponderale che interessa il 50,2% dei cittadini della Campania: il 38,8% è in sovrappeso e l’11,4% obeso. Dall’altro lato, nella Regione è operativa la Rete Oncologica Campana (ROC), esempio virtuoso in grado di garantire percorsi di cura uniformi su tutto il territorio.

Per sensibilizzare i campani sul ruolo degli stili di vita sani, la prevenzione contro il cancro “naviga” insieme al “Tour Mediterraneo Vespucci”. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), Fondazione AIRC, Fondazione AIOM e la Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM) saranno infatti presenti dal 13 al 16 maggio a Napoli al “Villaggio IN Italia” (Stazione Marittima – Molo Beverello) nella tappa del “Tour Mediterraneo” del veliero più bello del mondo, un vero e proprio orgoglio italiano. Gli oncologi per quattro giorni forniranno consigli ai cittadini e i volontari distribuiranno materiale informativo legato alla prevenzione.

“Siamo orgogliosi di essere al fianco del ‘Tour Mediterraneo Vespucci’ e delle Istituzioni in questo progetto – spiega Francesco Perrone, Presidente Nazionale AIOM -. La Campania detiene il record poco invidiabile del maggior numero di tabagisti e di sedentari. A livello nazionale, fra il 2008 e il 2023, la percentuale di fumatori è scesa dal 30% al 24,5%. Non così in Campania, dove questa abitudine interessa ancora il 29% dei cittadini. Il fumo di sigaretta non causa solo il carcinoma polmonare, ma anche le neoplasie del cavo orale, gola, esofago, pancreas, colon, vescica, prostata e rene. Più in generale, sono almeno 27 le malattie fumo-correlate, tra cui rientrano le patologie respiratorie non neoplastiche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Il fumo è anche uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare: un tabagista ha un rischio di mortalità, a causa di una coronaropatia, superiore da 3 a 5 volte rispetto a un individuo che non ha mai fumato. Per ogni settimana di fumo si perde un giorno di vita”. “Per questo – continua Massimo Di Maio, Presidente eletto AIOM -, promuoviamo la campagna #SOStenereSSN. La proposta è aumentare di 5 euro il prezzo di ogni pacchetto di sigarette per recuperare risorse finanziarie, da trasferire subito al Servizio Sanitario Nazionale. Va inoltre evidenziato che i danni aumentano se alle sigarette si associano altri fattori di rischio, come la sedentarietà e l’eccesso ponderale, particolarmente diffusi in Campania”.

Ogni anno, nella Regione, si stimano più di 33mila casi di tumore (33.236 nel 2022, ultimo dato disponibile). I 5 più frequenti sono quelli del colon-retto (4.124), polmone (4.115), mammella (4.018), vescica (2.873) e prostata (2.770).

“La ROC, cioè la Rete Oncologica Campana istituita nel 2016 e coordinata dall’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli – afferma Sandro Pignata, Responsabile Scientifico della ROC -, rappresenta un esempio virtuoso al servizio del paziente, a tutto vantaggio anche di oncologi, medici di famiglia e caregiver. Sono stati creati i GOM, Gruppi Oncologici Multidisciplinari, in cui avviene la presa in carico del paziente, garantendo la multidisciplinarietà nelle decisioni diagnostiche e terapeutiche. Per regolare e gestire i flussi della Rete, è stata sviluppata una piattaforma web che include tutte le strutture presenti sul territorio e competenti, a vario titolo, per la prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione del cancro. In questo modo, tutti i Centri che fanno parte della piattaforma contribuiscono alla piena attuazione di un percorso assistenziale organizzato ed efficiente, assicurando una gestione della malattia multidisciplinare integrata, aderente alle linee guida e alle best practice, secondo principi di appropriatezza ed equità di accesso alle cure”.

La Rete Oncologica Campana ha istituito i GOM anche per i tumori eredo familiari. “La piattaforma ROC – continua Francesco Perrone -, è lo strumento operativo per la segnalazione, la gestione clinica e il monitoraggio di pazienti e familiari con tumori di origine ereditaria del colon, mammella, ovaio, prostata e pancreas. Si stima che l’8% dei malati oncologici sia portatore di una variante patogenetica, molto spesso senza esserne a conoscenza. Un tumore viene definito ereditario quando la sua insorgenza è dovuta a una mutazione genetica trasmessa dai genitori. È importante che gli individui portatori di una mutazione genetica, che predispone a una specifica neoplasia, aderiscano ad adeguati protocolli di prevenzione”. Da alcuni anni sono disponibili test genetici per diverse forme di tumori ereditari. Grazie a esami poco invasivi, è possibile mettere a punto percorsi di prevenzione primaria molto efficaci. Proprio per sensibilizzare i cittadini campani sull’esistenza di questi strumenti, martedì 13 maggio alle 12.30 a Napoli, all’interno del “Villaggio IN Italia” si svolgerà un convegno sui tumori eredo familiari.

“In Campania va migliorata anche l’adesione ai programmi organizzati di screening, previsti nei Livelli Essenziali di Assistenza – sottolinea Massimo Di Maio -. Solo il 20,3% dei cittadini esegue il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per l’individuazione precoce del cancro del colon-retto, il 27,8% delle donne aderisce allo screening per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero e il 33,6% la mammografia per il carcinoma del seno. Individuare precocemente un tumore o i suoi precursori permette di intervenire tempestivamente sulla patologia, con trattamenti più efficaci, meno invasivi e con minori rischi di complicanze”.

Ad oggi lo screening per il tumore del polmone non è inserito nei programmi pubblici, ma vi è una forte raccomandazione positiva nelle Linee Guida AIOM. “Circa l’80% dei casi di carcinoma polmonare è diagnosticato in fase avanzata, con ridotte probabilità di guarigione e con costi elevati a livello individuale e sociale – afferma Luca Brunese, Presidente eletto SIRM -. Studi clinici hanno dimostrato che la tomografia computerizzata del torace a basso dosaggio riduce del 20% la mortalità nei forti fumatori. Con questo approccio è possibile aumentare il numero delle diagnosi in fase precoce, consentendo di candidare i pazienti a un intervento chirurgico meno invasivo e al trattamento con farmaci innovativi, aumentando le probabilità di guarigione. La TAC a basso dosaggio è lo strumento più idoneo per la diagnosi precoce di questa neoplasia: è efficace nell’individuazione di lesioni di piccole dimensioni, è di facile e rapida esecuzione, non è invasiva e non richiede l’utilizzo del mezzo di contrasto”.

“Da sessant’anni Fondazione AIRC sostiene la migliore ricerca oncologica indipendente e parallelamente è impegnata a diffondere l’informazione scientifica, promuovere la cultura della salute e della prevenzione nelle scuole, nelle piazze, nelle aziende e attraverso i mezzi di comunicazione, rappresentando un punto di riferimento per la collettività e una fonte autorevole su questi temi – sottolinea Roberta Buccino Grimaldi, Presidente Comitato Campania Fondazione AIRC –. La nostra partecipazione al ‘Tour Mediterraneo Vespucci’ insieme ad AIOM, Fondazione AIOM e SIRM vuole proprio sensibilizzare i cittadini sull’importanza di adottare comportamenti salutari. Si tratta di un ulteriore appuntamento del ricco calendario di iniziative che il Comitato Campania organizza nella nostra Regione lungo tutto l’anno. I più recenti studi scientifici ci dicono che il 40% dei tumori potrebbe essere evitato con uno stile di vita sano che si traduce in alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e stop al fumo. Ugualmente importante è ricordare di partecipare ai programmi di screening oncologici gratuiti per la diagnosi precoce perché individuare un tumore in fase iniziale aumenta notevolmente le possibilità di cura e sopravvivenza”.

L’iniziativa Tour Mediterraneo Vespucci con il Villaggio IN Italia nasce da un’idea del Ministro della Difesa Guido Crosetto ed è sostenuta dalla Difesa e da 12 Ministeri, per raccontare e condividere l’esperienza internazionale del “Tour Mondiale” che per 20 mesi ha portato in 30 Paesi all’estero la cultura, la storia, l’innovazione, la gastronomia, la scienza, la ricerca, la tecnologia e l’industria che fanno dell’Italia un Paese universalmente apprezzato. Il progetto è una produzione in partenariato pubblico-privato di Difesa Servizi spa e Ninetynine.

9 Maggio 2025

Pronte nuove molecole anti-cancro, uccidono le cellule più forti

9 maggio 2025 – Una nuova classe di molecole anti-cancro in grado di uccidere proprio quelle più resistenti ai trattamenti e che spesso danno poi origine alle metastasi: ci riescono sfruttando il ferro, che le cellule tumorali più forti accumulano in grandi quantità, e che può quindi distruggerle dall’interno. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature, si deve al gruppo di ricercatori guidato dall’Istituto francese Curie, il Centro Nazionale della Ricerca Scientifica (Cnrs) e l’Istituto nazionale francese per la ricerca sulla salute e la medicina (Inserm). I primi test su animali hanno mostrato una significativa riduzione della crescita tumorale, ed è ora necessario passare a test clinici sull’uomo per capire se queste molecole potranno andare ad integrare le terapie attualmente disponibili.

I ricercatori coordinati da Raphaël Rodriguez sono partiti dalle straordinarie proprietà delle cellule tumorali più persistenti: queste, grazie ad una proteina presente in superficie, riescono a immagazzinare grandi quantità di ferro, che le rende più aggressive e capaci di sopravvivere alle cure standard. Ma questo punto di forza può trasformarsi in una debolezza: l’elevata presenza di questo elemento, infatti, rende le cellule più vulnerabili alla cosiddetta ferroptosi, un processo di morte cellulare avviato proprio dal ferro, che provoca l’ossidazione e la degradazione dei grassi che formano le membrane. Questa reazione si propaga poi nella cellula, fino ad ucciderla. Gli autori dello studio hanno quindi messo a punto una nuova classe di piccole molecole che attivano la ferroptosi: queste molecole possiedono un frammento che gli permette di accumularsi nelle cellule e un altro che invece si lega al ferro, rendendolo più reattivo. Fento-1, questo il nome del composto, è stato inoltre disegnato per essere fluorescente, e ciò ha permesso ai ricercatori di osservare il suo comportamento e confermare la sua modalità di azione.

8 Maggio 2025

Studio: giovani donne più a rischio di cancro, colpa di alcol e fumo

8 maggio 2025 – “È fondamentale riconoscere le giovani donne come una nuova popolazione a rischio oncologico”: è questo l’allarme lanciato nel convegno organizzato dall’osservatorio Mohre insieme all’Intergruppo parlamentare Stili di vita e riduzione del rischio tenutosi oggi a Roma. Grazie a un’analisi condotta nel 2024 dai ricercatori dell’Università di Tor Vergata, è stato infatti rilevato come l’incidenza di alcuni tipi di cancro sia notevolmente aumentata nella popolazione femminile più giovane. Ad esempio, i casi di tumore del pancreas nelle donne tra i 18 e i 34 anni sono cresciuti del 6,22% rispetto al +4,4% nei maschi della stessa età. Anche altri tumori mostrano la stessa tendenza: il cancro dello stomaco (+2,37%), il mieloma (+2,82%) e il tumore del colon-retto (+6,18%).

I responsabili di questo trend allarmante sono principalmente gli stili di vita sbagliati, in primis il fumo e l’alcol. “Negli ultimi decenni è cresciuta la dipendenza da tabacco tra le donne, causando un aumento della mortalità femminile per il tumore del polmone, della vescica e della mammella”, ha spiegato Maria Rita Noviello, oncologa. Per quanto riguarda il consumo di alcolici, è stato rilevato come il secondo bicchiere incrementi del 27% il rischio di cancro al seno. “Aperitivi e happy hour contribuiscono all’assunzione di maggiori quantità di alcol che l’organismo femminile non può metabolizzare”, osserva Emanuele Scafato, direttore dell’osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità. Ma i rischi peggiori derivano dalla coniugazione di queste due cattive abitudini: “L’accoppiata di fumo e alcol aumenta il rischio di ammalarsi di tumori della testa e del collo e dell’esofago – ha spiegato Fabio Beatrice, direttore del board scientifico del Mohre – inoltre, quando il consumo di fumo e alcol è combinato, le probabilità di sviluppare il tumore della bocca aumentano di 35 volte”.

7 Maggio 2025

OMS: le disuguaglianze riducono le aspettative di vita fino a 33 anni

7, maggio 2025 – Le cause profonde della cattiva salute non risiedono solo nel sistema sanitario, ma affondano le radici in fattori sociali come povertà, disuguaglianze educative, mancanza di lavoro dignitoso, abitazioni precarie e discriminazioni. Lo denuncia il nuovo Rapporto mondiale sui determinanti sociali dell’equità nella salute dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), secondo cui questi fattori possono ridurre l’aspettativa di vita anche di decenni. Tanto che nel paese con la più bassa aspettativa di vita, una persona vive in media 33 anni in meno rispetto a chi nasce nel paese con quella più alta.

Ben 3,8 miliardi di persone nel mondo non hanno alcuna copertura di protezione sociale, con impatti diretti e duraturi sulla salute. “Il mondo in cui viviamo è profondamente diseguale”, ha dichiarato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Dove nasciamo, cresciamo, viviamo e lavoriamo ha un impatto diretto sulla nostra salute, ma il cambiamento è possibile”. Secondo il rapporto, la giustizia sociale è alla base delle diseguaglianze sanitarie. L’accesso a cure e condizioni di vita dignitose segue un gradiente sociale: più si vive in un’area deprivata, più sono bassi reddito e livello di istruzione, e peggiori sono le condizioni di salute. Colpiscono in particolare le popolazioni emarginate e discriminate, come i Popoli Indigeni.

Nonostante una riduzione globale del 40% della mortalità materna dal 2000 al 2023, il 94% dei decessi riguarda ancora i paesi a basso reddito. In molti paesi ricchi, le donne appartenenti a minoranze etniche o indigene sono ancora tre volte più a rischio di morte in gravidanza o parto. L’Oms lancia quindi un appello per interventi sistemici: ridurre le diseguaglianze di reddito, affrontare le discriminazioni strutturali e investire in protezione sociale sono passi chiave per migliorare la salute globale.

6 Maggio 2025

Influenza: stagione finita, colpiti oltre 16 milioni di italiani

6 maggio 2025 – Si chiude la stagione da record dell’influenza. Pubblicato l’ultimo report della sorveglianza epidemiologica delle sindromi simil-influenzali in Italia con un dato “mai raggiunto nelle precedenti stagioni influenzali” di 16.129.000 italiani colpiti nel periodo 2024-2025. Lo sottolinea l’ultimo bollettino del sistema di sorveglianza RespiVirNet pubblicato dall’Istituto superiore di sanità (Iss).

“Con la diciassettesima settimana (dal 21 al 27 aprile) i casi stimati sono stati circa 221mila”, prosegue l’Iss e in quest’ultima settimana “l’incidenza delle sindromi simil-influenzali (Ili) in Italia si mantiene sotto la soglia basale con un livello pari a 3,7 casi per mille assistiti (4,9 nella settimana precedente)”, sottolinea il bollettino. Durante la settimana dal 21 al 27 aprile, la percentuale dei campioni risultati positivi per influenza “risulta pari a 3,7%, in ulteriore diminuzione rispetto alla settimana precedente (5,6%).

Durante la stagione 2024/2025, sul portale RespiVirNet non è stato segnalato nessun campione positivo per influenza di tipo A ‘non sottotipizzabile’ per i virus influenzali stagionali e/o appartenente ad altro sottotipo (esempio A/H5).

5 Maggio 2025

FOCE: la crescita della spesa farmaceutica è inevitabile

5 maggio 2025 – “I dati recentemente diffusi dall’Agenzia italiana del farmaco che indicano un aumento della spesa farmaceutica nel 2024 rientrano nella normalità: infatti, mi preoccuperei del contrario e cioè che la spesa farmaceutica non aumentasse, perchè questo significherebbe che non vengono forniti ai cittadini i farmaci innovativi decisivi nella cura di varie patologie incluse quelle a più alta incidenza come i tumori”. Lo afferma il presidente della Federazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi (Foce), Francesco Cognetti, sottolineando come l’Italia presenti, al contrario, un aumento della spesa “contenuto rispetto ad altri Paesi”. Il motivo alla base di questa crescita più contenuta, rileva Cognetti, “si deve però al fatto che purtroppo molti dei farmaci innovativi continuano a pervenire ai pazienti in grosso ritardo, e questo a causa dei tempi centrali di verifica e per le procedure di rimborso che continuano ad essere superiori rispetto alla maggior parte dei Paesi europei”. In realtà, chiarisce l’esperto, “esistono dei sistemi che potrebbero favorire un più rapido accesso a tali farmaci, come la legge 648 del 1996 che consente il rimborso del farmaco per quei medicinali innovativi già autorizzati in altri Paesi. Tuttavia l’utilizzo di questa norma è molto limitato ed il percorso da seguire molto difficile. C’è inoltre il fondo Aifa del 5%, ma riguarda solo l’impiego di farmaci orfani o per le malattie rare”.

Inoltre, “già le aziende farmaceutiche con l’uso compassionevole mettono a disposizione i farmaci più importanti per coprirne a loro spese i tempi lunghi di approvazione centrale e regionale con i relativi Prontuari. Ma il sistema dell’uso compassionevole non può essere infinito. I cittadini più abbienti poi – aggiunge – anche tramite le loro assicurazioni possono sostenere l’acquisizione dei farmaci in categoria Cnn, fase C non negoziata e cioè pagati a prezzo pieno, e questa è un’altra grossa discriminazione in tema di salute”. Dunque, conclude il residente Foce, “siamo preoccupati per gli attuali ritardi nell’accesso ai farmaci innovativi nel nostro Paese e chiediamo l’abolizione dei prontuari regionali e che vengano instaurati meccanismi di accesso più rapidi”. Secondo gli ultimi dati Aifa, la spesa stimata per le sole indicazioni innovative per il periodo gennaio-dicembre 2024 al netto dei Payback è pari a 819,8 milioni di Euro. Tale spesa è interamente coperta dal fondo (1.300 milioni di euro). Nel 2024, la spesa farmaceutica complessiva ha toccato quota 23.226,7 milioni di euro, in crescita del 6,7% rispetto al valore registrato nel 2023.

2 Maggio 2025

Cancro: donne soffrono di più durante e dopo le terapie

2 maggio 2025 – Le donne che sopravvivono a diverse forme di tumori soffrono più intensamente degli uomini sia durante le terapie sia per le loro conseguenze. In particolare i rischi di depressione sono più alti del 58% tra le donne e quelli di soffrire di fatica intensa e a volte paralizzante risultano 1,5 volte più frequenti nelle donne rispetto agli uomini che hanno affrontato terapie analoghe.

Lo indica la ricerca presentata alla conferenza della American Association for Cancer Research da Simo Du, del New York city hospital Jacobi. Lo studio si basa su diversi sondaggi condotti oltre 1.500 persone che avevano superato il tumore. Le risposte ottenute, ha detto Du, possono applicarsi a 25 milioni di persone che hanno superato 20 forme di tumore, fra i quali qyelli di seno, prostata, colon e utero. Du ha osservato che le donne che hanno avuto un tumore “soffrono conseguenze molto reali e tangibili” ai trattamenti, che colpiscono la loro qualità di vita anche una volta entrate in remissione.

30 Aprile 2025

Tumori: la doppia biopsia, liquida e su tessuto, migliora la sopravvivenza

Chicago, 30 aprile 2025 – Nell’ambito del modello mutazionale, guidato dai Molecular Tumor Board, i pazienti con tumori avanzati raggiungono una sopravvivenza significativamente migliore quando ricevono una terapia personalizzata basata sul rilevamento della stessa alterazione genomica sia con la biopsia su tessuto che con quella liquida, rispetto alla terapia personalizzata basata su un solo tipo di biopsia. In particolare, nel gruppo di pazienti con concordanza dei due esami, il controllo di malattia (PFS) a dodici mesi si è triplicato, passando dal 9,1% dei pazienti trattati con la terapia convenzionale al 27,2% ottenuto con la terapia a bersaglio molecolare. Questi risultati sono stati ulteriormente confermati dall’analisi della sopravvivenza globale nel gruppo dei pazienti trattati con terapia a bersaglio molecolare: 11,05 mesi nei pazienti con concordanza dei due test, 9,9 mesi nel gruppo con sola biopsia solida positiva e 4,05 mesi in quello con sola biopsia liquida positiva. Sono i principali risultati di una analisi del significato della profilazione genomica nello studio multicentrico di fase II ROME Trial, presentato all’American Association for Cancer Research (AACR) Annual Meeting 2025, in corso a Chicago.

“La profilazione genomica – spiega Paolo Marchetti, Direttore Scientifico dell’IDI-IRCCS di Roma e Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata (FMP) – è utilizzata nell’oncologia di precisione per aiutare a identificare alterazioni specifiche in un tumore, che possono essere il bersaglio di una terapia. Sebbene i test possano essere eseguiti utilizzando un campione di sangue o di tessuto, non è ancora chiaro quale metodo debba essere preferito nella pratica clinica e in quali circostanze specifiche”.
Le biopsie tissutali prelevano un campione direttamente dal tumore, ma richiedono una procedura chirurgica invasiva. Poiché il campione viene prelevato da un’area specifica del tumore, il test potrebbe non rilevare mutazioni presenti in altre parti del tumore. Le biopsie liquide richiedono solo un campione di sangue, ma potrebbero non rilevare mutazioni da tumori che non rilasciano abbastanza DNA nel flusso sanguigno. Queste differenze nelle modalità di raccolta dei campioni possono portare a risultati discordanti.

“Lo studio della discordanza delle alterazioni molecolari tra biopsie tissutali e liquide è fondamentale per l’oncologia di precisione, specialmente nel modello mutazionale – afferma il Prof. Marchetti, che ha presentato iI risultati dello studio al Congresso AACR -. Le caratteristiche del tumore in sedi diverse possono facilitare l’identificazione di diversi bersagli clinici perseguibili, ma le attuali strategie bioptiche spesso non riescono a cogliere questa eterogeneità”.

Tra novembre 2020 e agosto 2023, 1.794 pazienti adulti con tumori solidi avanzati o metastatici, in seconda o terza linea di trattamento, sono stati arruolati nel ROME Trial, studio accademico, indipendente, svolto con il patrocinio dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, l’Istituto Superiore di Sanità e la Fondazione per la Medicina Personalizzata. Ogni paziente ha fornito campioni per biopsie liquide (FoundationOne Liquid CDx) e tissutali (FoundationOne CDx). Sui campioni è stato eseguito il sequenziamento di nuova generazione e i risultati sono stati analizzati da un Molecular Tumor Board per valutare la concordanza e la discordanza in base alle alterazioni considerate attivabili (‘actionable’, cioè bersaglio di trattamenti specifici). La concordanza è stata definita come il rilevamento delle stesse alterazioni significative in entrambi i tipi di biopsia. La discordanza indica il rilevamento in un solo tipo di biopsia. Il board ha identificato 400 pazienti con alterazioni che potrebbero essere oggetto di una terapia personalizzata.

In questi 400 pazienti, le biopsie liquide e tissutali hanno identificato le stesse alterazioni attivabili nel 49,2% dei casi (197 pazienti, gruppo T+L), mentre alterazioni attivabili sono state identificate esclusivamente nella biopsia su tessuto nel 34,7% dei casi (139 pazienti) ed esclusivamente nella biopsia liquida nel 16% (64 pazienti). In entrambi i bracci i pazienti sono stati randomizzati a ricevere la terapia personalizzata o lo standard di cura in base alla scelta del clinico che ha presentato il caso.
La sopravvivenza globale (OS) mediana è risultata di 11,05 mesi nel gruppo T+L che ha ricevuto la terapia personalizzata rispetto a 7,7 mesi nel gruppo standard di cura, con una riduzione del 26% del rischio di morte per i pazienti del gruppo T+L. La sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana è stata di 4,93 mesi rispetto a 2,8 mesi, con una riduzione del 45% del rischio di progressione nel gruppo T+L.

Al contrario, il beneficio di sopravvivenza della terapia personalizzata è stato meno pronunciato o assente nei pazienti con risultati discordanti. Complessivamente la sopravvivenza globale è risultata più alta nel gruppo T+L (11,05 mesi), seguito dal gruppo con la sola biopsia tessutale (9,93 mesi) e dal gruppo con la sola biopsia liquida (4,05 mesi). La sopravvivenza libera da progressione ha seguito una tendenza simile, con la PFS maggiore nel gruppo T+L (4,93 mesi) rispetto a 3,06 mesi nel gruppo con la sola biopsia tessutale e 2,07 mesi nel gruppo con la sola biopsia liquida.

Inoltre, il tasso di OS a 12-mesi è risultato del 47,8% nel gruppo T+L che ha ricevuto la terapia personalizzata e del 38,8% nel gruppo con lo standard di cura, mentre i tassi di PFS a 12 mesi sono stati del 27,2% e 9,1%, rispettivamente. Tra i pazienti T+L, il tasso di risposta obiettiva è stato del 20% nel braccio con la terapia personalizzata rispetto all’11,8% nel braccio con lo standard di cura.

“Gli esiti migliori osservati nei pazienti con risultati bioptici concordanti evidenziano il potenziale degli approcci combinati di profilazione molecolare per ottimizzare la selezione dei pazienti per terapie personalizzate”, afferma il Prof. Marchetti. “La concordanza può essere legata al fatto che il tumore esprime la stessa alterazione genomica in siti metastatici diversi. Espandere le analisi per tenere conto di altri fattori, come il sottotipo di malattia, le sedi metastatiche e la tipologia della biopsia, potrebbe aiutare a definire un nuovo percorso diagnostico più efficace”.

I casi discordanti sono stati attribuiti alle discrepanze riscontrate nel rilevamento delle alterazioni molecolari (43,3%), elevato carico mutazionale del tumore (35%) e instabilità dei microsatelliti (1%), oltre al fallimento del test (21%). I due pathway con i tassi di discordanza maggiori sono stati PI3K/PTEN/AKT/mTOR e ERBB2. “Abbiamo presentato dati importanti, – prosegue il Prof. Marchetti – come dimostrato dall’interesse del Comitato organizzatore del Congresso 2025 dell’American Association of Cancer Research, con oltre 22.000 partecipanti, e sono già stati programmati studi di conferma”. “Molto interessanti le valutazioni biologiche, che derivano da questi dati e che rappresentano le premesse per i futuri approfondimenti: dalla eterogeneità tumorale, alle limitazioni nel rilevamento delle amplificazioni genomiche, dalle bassa concentrazione di DNA circolante in alcuni tumori alle peculiari caratteristiche biologiche di alcuni tumori. È necessario sviluppare strategie per affrontare la discordanza, ad esempio adottando ulteriori metodi di profilazione molecolare o migliorando la sensibilità e la specificità delle tecnologie esistenti – aggiunge il Prof. Marchetti -. Il nostro gruppo lavorerà anche per convalidare questi risultati in una coorte multicentrica utilizzando una profilazione integrata di biopsia liquida e tissutale con nuove piattaforme di analisi, integrate dall’impiego di sistemi di intelligenza artificiale”. “Affrontando le problematiche della discordanza e sfruttando i punti di forza di entrambe le modalità di biopsia, le strategie future potranno affinare gli algoritmi dell’oncologia di precisione e migliorare i risultati clinici per i pazienti con tumori avanzati, arrivando, in un futuro relativamente vicino, a ridurre quanto più possible o ad eliminare del tutto la necessità della più invasiva biopsia sul tessuto tumorale”, conclude il Prof. Marchetti.

29 Aprile 2025

In Italia in un anno 7mila vittime causate dall’amianto

29, aprile 2025 – La strage dell’amianto continua, 7 mila vittime lo scorso anno in Italia, 60 mila in 10 anni. E il nostro paese, superando Germania e Francia, ha il triste record europeo per decessi da mesotelioma, il male invisibile. Più di 200 mila mila sono i decessi per malattie correlate nel mondo, dati rilevati con preoccupazione dall’Onu che secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto possono essere sottostimati perché non considerano gli Stati ‘canaglia’ che omettono di segnalare e registrare i casi di malattia e morte per amianto, e dei decessi per esposizione ambientali.
Oggi si celebra la giornata per ricordare le vittime di questa sostanza ed Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, riferisce: “Sono stati 7 mila i morti solo nel nostro paese nell’ultimo anno, e il bando globale dell’amianto che semina morte è ancora una utopia. Sono numeri che non appartengono al passato. Sono volti, storie, famiglie spezzate oggi. Molti non sapevano, altri sono stati ignorati. Troppi sono stati sacrificati nel nome del profitto. Non è più ammissibile che ci governi la lobby dei produttori del minerale killer e che le bonifiche vadano a rilento, nonostante la chiara presa d’atto di tutte le Istituzioni”. Il mesotelioma maligno è un tumore raro che colpisce prevalentemente gli uomini. In Italia rappresenta lo 0,8 per cento di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo e lo 0,3 per cento di quelli diagnosticati nelle donne. Il 90 per cento dei mesoteliomi è dovuto all’esposizione ad amianto, materiale utilizzato soprattutto negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso. Poiché intercorrono di solito alcuni decenni tra l’esposizione e l’eventuale insorgenza del mesotelioma, ci si attende che il numero di diagnosi continuerà a salire nei prossimi anni per raggiungere il picco tra la seconda e la terza decade degli anni Duemila. Tutti i casi di mesotelioma vengono segnalati al Registro nazionale mesoteliomi. L’Italia ha messo al bando l’amianto nel 1992.

“Ma l’amianto non ha ancora messo al bando l’Italia – aggiunge Bonanni -. Questa giornata nazionale non è solo memoria. È un grido. Un richiamo alla responsabilità, alla bonifica, alla giustizia per le vittime e alla tutela di chi oggi vive, lavora, studia in luoghi contaminati. In questa giornata, ricordiamo i caduti invisibili dell’amianto. E riaffermiamo un impegno: mai più profitto sulla pelle delle persone. Mai più silenzio. Mai più vittime”. L’indice di mortalità è di circa il 93% dei casi. Ogni anno ci sono 10mila nuove diagnosi, in prevalenza uomini, per motivi professionali, operai negli stabilimenti o nei siti militari e in particolare nelle regioni a maggior rischio. Lombardia, Piemonte, Liguria e Lazio che rappresentano oltre il 56% dei casi segnalati. Secondo le statistiche dell’Oms sono circa 125 milioni i lavoratori in tutto il mondo ancora esposti alla sostanza cancerogena, e più di 107mila che muoiono ogni anno a causa dell’amianto. Per quanto riguarda l’Italia nel 2024, sono presenti “40 milioni di tonnellate di amianto all’interno di un milione di siti e micrositi, di cui 50mila industriali, e 42 di interesse nazionale. La situazione è ancora più drammatica – aggiunge l’Osservatorio – in quanto il pericoloso cancerogeno è presente anche negli edifici di 2.500 scuole (stima 2023), all’interno delle quali sono esposti più di 352.000 alunni e 50.000 soggetti del personale docente e non docente. Ancora, 1.500 biblioteche ed edifici culturali compresi almeno 500 ospedali (stima per difetto perché la mappatura Ona è ancora in corso), hanno componenti in amianto nelle strutture e negli impianti tecnici, in particolare termici, elettrici e termoidraulici”.

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