Archivio degli autori Fabrizio Fiorelli

10 Luglio 2026

Tumori: 6 pazienti su 10 ricevono almeno un ciclo di radioterapia

10 luglio 2026 – Tra i trattamenti anticancro la radioterapia risulta essere una dei più utilizzati. Si calcola infatti che circa il 60% dei pazienti oncologici sia sottoposto ad almeno un ciclo di questa terapia durante l’intero percorso di cura.

Consiste nell’uso di radiazioni ad alta energia permette di colpire e distruggere le cellule tumorali, con l’ulteriore obiettivo di danneggiare il meno possibile quelle sane. La radioterapia può essere utilizzata da sola oppure prima o dopo l’intervento chirurgico. La radioterapia preoperatoria (o trattamento neoadiuvante) viene eseguita prima dell’intervento per ridurre le dimensioni del tumore. La radioterapia postoperatoria (o trattamento adiuvante) può essere consigliata dopo l’operazione, per aumentare le probabilità di eliminare ogni residuo della malattia.

I principali effetti collaterali sono paragonabili a quelli provocati dai farmaci chemioterapici: vomito, nausea, diarrea, stanchezza cronica, tosse e dolore a livello toracico. Durante le sedute possono comparire sulla pelle forti arrossamenti, simili a quelli provocati da un eritema solare. Questa irritazione cutanea si chiama radiodermite, che può a volte far sospendere il trattamento. I medici consigliano ai pazienti di portare vestiti non aderenti ed evitare camicie dal collo stretto e cravatte. Le donne sottoposte a irradiazione della mammella non devono indossare il reggiseno, perché lo sfregamento delle spalline e delle bretelle può irritare la pelle. Al termine dei trattamenti si può avere difficoltà a deglutire o a bere bevande molto calde o fredde.

9 Luglio 2026

Tumori: allarme OMS: senza interventi urgenti i nuovi casi rischiano di raddoppiare entro il 2050

9 luglio 2026 – Senza un intervento urgente i nuovi casi annui di tumore rischiano quasi di raddoppiare entro il 2050. E’ il monito lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) alla luce delle previsioni contenute nel Global Status Report on Cancer 2026, diffuso oggi. Già adesso, evidenzia l’agenzia Onu per la salute, milioni di persone stanno affrontando le conseguenze fisiche, emotive e finanziarie di un cancro, malattia che miete ogni giorno oltre 26mila vittime. Ad allarmare sono le proiezioni che suggeriscono un’impennata dei numeri nell’arco di circa 25 anni. Con circa 20,6 milioni di nuove diagnosi e quasi 10 milioni di decessi all’anno, il cancro rimane la seconda causa di morte a livello globale, dopo le malattie cardiovascolari. E se non si riuscirà a modificare questo trend si prevede che i casi annuali saliranno a quasi 35 milioni entro il 2050. Invertire la tendenza, spiega l’Oms, “richiederà un cambiamento fondamentale verso un approccio incentrato sulla persona, che risponda ai bisogni sanitari e alle esperienze di vita delle persone colpite e delle comunità.

Il report, elaborato dall’Oms con l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), fornisce un’analisi completa dei progressi compiuti in aree chiave come l’impegno politico, la prevenzione del cancro – in particolare il controllo del tabagismo e i programmi di vaccinazione – e gli investimenti nelle cure. Tuttavia, dal documento emergono non solo i passi avanti, ma anche persistenti e crescenti disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione, alla diagnosi, al trattamento e alle cure di supporto, con milioni di persone che rimangono senza i servizi di cui hanno bisogno. L’analisi mostra che, mentre nei Paesi ad alto reddito l’87% delle donne con tumore al seno sopravvive a 5 anni dalla diagnosi, nei Paesi a basso reddito la percentuale scende al 42%. Meno di 1 Paese su 3, inoltre, include attualmente la cura del cancro nei propri pacchetti di copertura sanitaria universale.

“Il cancro è una malattia profondamente personale che tocca quasi tutti noi. Ma la sopravvivenza non dovrebbe mai dipendere dal luogo di nascita o dal reddito di una persona”, ha ammonito il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Le disuguaglianze documentate in questo rapporto non sono inevitabili; sono la conseguenza di scelte e possono essere invertite attraverso un’azione più incisiva e unitaria”.

8 Luglio 2026

Tumori eredo-familiari: in italia oltre 26mila casi l’anno

8 luglio 2026 – Ogni anno in Italia si registrano più di 26.700 casi di tumori eredo-familiari che colpiscono persone con varianti genetiche responsabili di un aumento del rischio oncologico. In totale sono oltre 1 milione e 250mila le persone portatrici di queste sindromi ereditarie. Per migliorare e uniformare la pratica clinica, verso queste neoplasie, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha pubblicato le Linee Guida “Sindromi di Predisposizione Ereditaria ai Tumori: Tumori associati ai geni della ricombinazione omologa”. Sono le prime ed uniche disponibili in Italia e che hanno visto la partecipazione diretta di due rappresentanti dei pazienti (aBRCAdabra ETS e Fondazione Mutagens ETS).

“Tutte e 40 le Linee Guida prodotte dall’AIOM si pongono l’obiettivo primario di offrire sull’intero territorio nazionale la “migliore cura” possibile – sottolinea Antonio Russo, Coordinatore delle Linee Guida AIOM Sindromi di Predisposizione Ereditaria ai Tumori -. In Italia i pazienti con sindrome ereditaria di predisposizione ai tumori rappresentano il 2% dell’intera popolazione. Si stima interessino oltre 200mila famiglie e la loro incidenza risulta in crescita. Con questo nuovo documento ci rivolgiamo sia ai pazienti che a persone sane che vivono con varianti patogenetiche. Le più “famose” sono quelle a carico dei geni BRCA1 e BRCA2 che da sole interessano più di 387mila individui di entrambi i sessi. Sono coinvolte principalmente nei tumori della mammella e dell’ovaio ma anche in quelli dello stomaco, pancreas e prostata. Una variante genica, trasmessa per via ereditaria, può essere presente anche in altri membri della stessa famiglia. Devono quindi essere identificati il prima possibile, come soggetti con rischio oncologico alto o moderato, e avviati a opportuni programmi di prevenzione”. “Nel carcinoma mammario la mastectomia bilaterale di riduzione del rischio è un’opzione da considerare per le portatrici di BRCA1 e BRCA2 – aggiunge Lorena Incorvaia, Consigliera Nazionale AIOM e Segretaria delle Linee Guida AIOM Sindromi di Predisposizione Ereditaria ai Tumori -. Infatti ad oggi risulta essere l’unica strategia in grado di abbattere il rischio primario di sviluppo di malattia di almeno il 90%. La rimozione di tube e ovaie può ridurre il rischio d’insorgenza di tumori ovarici dell’80-90% mentre la mortalità diminuisce del 77%. Non esistono invece evidenze scientifiche a favore del trattamento chirurgico, per la diminuzione del rischio, della neoplasia prostatica. L’innovazione e la tecnologia hanno portato a test genetici estremamente precisi ed in grado di evidenziare la presenza, o meno, di varianti patogenetiche. Nelle Linee Guida come Società Scientifica stabiliamo, per ogni singola patologia oncologica, i criteri di accesso alla consulenza genetica. La ricerca negli ultimi anni ha prodotto numerose evidenze che abbiamo raccolto e riordinato per migliorare l’assistenza”.

“Gli uomini e le donne che presentano una variante patogenetica vivono grosse difficoltà nella vita quotidiana a causa di una grande difformità di approccio tra specialisti e tra Regioni – afferma Ornella Campanella, Presidente dell’Associazione aBRCAdabra ETS -. Il nostro auspicio è che questa Linea Guida, a lungo desiderata, possa finalmente consentire di superare le opinioni del singolo professionista o quello del singolo centro e a promuovere nella collettività quel cambio di passo culturale finora caratterizzato solo dello stigma e dalla paura. Intercettare una persona portatrice, e in modo particolare una donna all’interno di una famiglia, permette di metterla in sicurezza offrendo percorsi di sorveglianza specifici e chirurgie di riduzione del rischio, le uniche in grado di diminuire il rischio di sviluppare il cancro. Nei geni è scritta la nostra storia ma non il nostro destino. Questo significa poter trasformare una pesante eredità in una straordinaria opportunità di prevenzione e di cura che non deve essere sprecata in alcun modo”. “Un tumore su dieci in Italia è collegato alle sindromi ereditarie – aggiunge Salvatore Testa, Presidente Fondazione Mutagens ETS -. Nonostante le ampie conoscenze acquisite, le raccomandazioni delle Società Scientifiche e la continua approvazione di nuovi farmaci personalizzati la maggioranza delle persone ad alto rischio genetico non viene identificata. In questo modo i pazienti non riescono ad accedere alle nuove opportunità terapeutiche mentre i familiari sani non partecipano a percorsi di prevenzione primaria e secondaria. Bisogna garantire sempre l’accesso ai test genetici in modo capillare e sull’intero territorio nazionale. Va poi aumentata più in generale la consapevolezza sui tumori ereditari tra malati, caregiver e anche fra il personale sanitario. Per questo riteniamo particolarmente importanti le Linee Guida AIOM e la nostra partecipazione al processo di produzione”.

“Tra gli obiettivi specifici del documento vi è anche la promozione di decisioni condivise tra clinico e paziente – concludono Russo e Incorvaia -. Infine è particolarmente importante riuscire a garantire anche un supporto psicologico adeguato a tutte le persone con sindromi di predisposizione ereditaria. I tumori ereditari oggi risultano più curabili rispetto al recente passato e siamo anche in grado di intervenire più tempestivamente grazie alle conoscenze acquisite. Si tratta della prima edizione delle Linee Guida ed è dedicata alle neoplasie associate ai geni della ricombinazione omologa. Quindi non copre l’intero spettro delle sindromi ereditarie di predisposizione ai tumori. Il Consiglio Direttivo AIOM ha già approvato la prosecuzione e l’aggiornamento delle Linee Guida, con l’inclusione di ulteriori sindromi ereditarie di rilevante interesse clinico, sulla base dell’evoluzione delle evidenze scientifiche e delle priorità assistenziali”.

7 Luglio 2026

Cancro: Mastella, AIOM “Diagnosi cambia la percezione di sé e del futuro”

7 luglio 2026 – “Quando una persona riceve una diagnosi oncologica, indipendentemente dal ruolo pubblico, sociale o professionale che ricopre, entra in una dimensione profondamente diversa: quella del paziente. È un passaggio che modifica la percezione di sé, del tempo, delle priorità e del futuro perché la malattia oncologica investe la persona nella sua interezza: corpo, mente, relazioni familiari, vita sociale e progettualità”.

E’ quanto afferma Rossana Berardi, Presidente Eletto AIOM (Associazione italiana di oncologia medica) dopo l’annuncio di Clemente Mastella: “Ho un tumore, devo decidermi se operarmi o insistera con la terapia”. “Come oncologa – spiega Berardi – mi capita frequentemente di incontrare persone molto autorevoli, che rappresentano un punto di riferimento per altri, ma che nel momento della diagnosi e del percorso terapeutico manifestano una fragilità nuova, spesso inattesa. Questa è una reazione profondamente umana di fronte all’incertezza, alla paura della sofferenza, alla possibilità della morte e alla necessità di prendere decisioni cliniche difficili. In oncologia, le scelte terapeutiche possono essere complesse e richiedono una valutazione multidisciplinare accurata. Decidere se procedere con un intervento chirurgico, proseguire con una terapia medica, modificare una strategia o attendere una risposta al trattamento non può mai essere ridotto a una scelta solitaria”, precisa la specialista. “Ogni decisione deve basarsi sulle caratteristiche biologiche della malattia, sullo stadio, sulle condizioni generali del paziente, sulle comorbidità, sugli obiettivi di cura e anche sui valori e sulle preferenze della persona”.

 

6 Luglio 2026

Inghilterra: il servizio sanitario premia chi cammina 30 minuti al giorno

6 giugno 2026 – Il servizio sanitario pubblico dell’Inghilterra, Nhs England, ha annunciato un’iniziativa per premiare i cittadini che camminano almeno trenta minuti al giorno. Il progetto “una maratona al mese” punta a raccogliere 100 mila iscritti tramite un’apposita applicazione sugli smartphone con cui si deve completare in trenta giorni la distanza della corsa podistica più rinomata, poco più di 42 chilometri. Gli utenti, a partire dal prossimo anno, potranno quindi registrare le proprie camminate online e chi completerà la sfida avrà diritto a ricompense, fra cui incentivi e sconti.

L’iniziativa è sviluppata in collaborazione con sir Brendan Foster, campione di mezzofondo e fondatore della Great North Run, incaricato da Nhs England di dar vita a una campagna per far camminare di più le persone. “Sono conosciuto per la corsa, ma qui l’ambizione è molto più semplice. Vogliamo solo che la gente cammini”, ha dichiarato Foster. Il progetto fa parte del piano decennale per la salute in Inghilterra. Una persona è considerata fisicamente inattiva se pratica meno di 30 minuti a settimana di attività di intensità moderata. Secondo un’indagine di Sport England, nell’ultimo anno quasi un quarto degli adulti inglesi, circa 12 milioni di persone, rientrava in questa categoria, risultando quindi a rischio, se si considera che l’inattività fisica è associata a un decesso su sei.

3 Luglio 2026

Cancro: nell’UE ogni anno 2,7 milioni di nuove diagnosi

3 luglio 2026 – I tumori rappresentano un crescente problema di salute pubblica nei Paesi dell’Unione Europea. Solo nel 2024 sono stati diagnosticati in totale circa 2,7 milioni di casi di cancro (pari a 5,1 diagnosi al minuto). Dal 2000 l’incidenza annuale è cresciuta dell’oltre 28% sia tra gli uomini che fra le donne. E’ quanto evidenzia il documento Good practices for delivering high value cancer care in EU countries redatto dall’ OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).

Secondo le ultime previsioni entro il 2040 in tutta l’Unione si registreranno più di 3,2 milioni di casi annui di tumore. L’incremento sarà quindi del 18% rispetto alle stime del 2022. Al momento la spesa sanitaria, legata al cancro, rappresenta già il 7% della spesa sanitaria totale nell’UE. Tuttavia permangono margini per offrire una migliore assistenza oncologica, a beneficio sia dei pazienti che dei sistemi sanitari nazionali.

Sempre secondo l’OCSE le pratiche cliniche per il trattamento del cancro variano molto da un Paese all’altro dell’UE. Per esempio, la percentuale di mastectomie parziali (interventi meno invasivi e che garantiscono tassi di sopravvivenza analoghi a quelli delle mastectomie totali) oscilla tra il 79% in Spagna e il 50% in Romania e Polonia. Oppure le diagnosi di tumore della prostata, in fase iniziale tra pazienti over 75, variano dal 53% dei Paesi Bassi all’81% del vicino Lussemburgo. Questo riflette le differenze nei programmi di screening e di prevenzione oncologica secondaria. Sono diversità che causano diagnosi tardive, per alcuni pazienti, oppure diagnosi non necessarie con conseguenti trattamenti inutili e sprechi per il sistema sanitario.

2 Luglio 2026

Fondazione AIOM: “52mila firme per aumentare costo sigarette, ora tocca alla politica”

2 luglio 2026 – “C’è grande soddisfazione per la collaborazione nata tra Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Aiom accomunate anche dall’eredità scientifica di Umberto Veronesi. Durante gli ultimi quattro mesi di laoro, intensi e impegnativi, ci siamo spesi senza sosta. La campagna ‘5 euro contro il fumo’ ha raccolto ben 52.911 firme, che alla fine della scorsa settimana abbiamo depositato presso la Segreteria del Senato. Ora la responsabilità passa alla politica, chiamata a esaminare e discutere il provvedimento. Noi ovviamente continueremo a fare pressione. Nei prossimi giorni in base ai lavori parlamentari, l’Aula sarà informata del deposito del testo. Da questo momento quella che era una proposta di iniziativa popolare diventa a tutti gli effetti un disegno di legge”. Lo ha detto Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom (Associazione italiana oncologia medica), nei giorni scorsi durante una conferenza sul tema a Roma.

“Restiamo fiduciosi che venga compresa l’urgenza di intervenire, soprattutto per tutelare le giovani generazioni dall’aumento del consumo dei prodotti alternativi e dal rischio del consumo duale – ha sottolineato Perrone – Continueremo a seguire l’iter parlamentare e a sollecitare il sostegno delle istituzioni e dell’opinione pubblica affinché la proposta diventi legge. L’auspicio è che tutti i partiti approvino all’unanimità in entrambe le Camere il disegno di legge. Questo è quello che noi speriamo e la presidente Meloni, che ha pubblicamente detto di aver smesso di fumare, in questo senso ci sta dando una mano”.

1 Luglio 2026

Tumori, l’oncologo: “Test genomici aiuto diagnostico e prognostico cancro seno”

1 luglio 2026 – “In Lombardia i test genomici sono utilizzati in modo molto ampio all’interno delle Breast Unit, quindi possiamo essere assolutamente soddisfatti rispetto all’obiettivo che volevamo raggiungere: garantire alle nostre pazienti di avere questo ulteriore ausilio diagnostico e prognostico rispetto alla patologia di cui soffrono. Sottolineo l’importanza dell’utilizzo di questo test all’interno delle Breast Unit perché è esattamente in quella sede che può avvenire una discussione multidisciplinare e un uso appropriato del test”. Così Giancarlo Pruneri, direttore del dipartimento di Diagnostica avanzata della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano, professore del dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia dell’università di Milano, all’incontro ‘Genomics at work: the evolution of the patient journey in early breast cancer’.

“La Lombardia – continua Pruneri – fu la prima regione che valutò necessario il rimborso per questi test e quindi fece queste valutazioni pilota dell’utilizzo dei test all’interno delle Breast Unit. Clinica e scienza, in questo ambito dell’oncologia di precisione, sono un obiettivo comune: uno supporta l’altro – osserva – Il primo obiettivo che cerchiamo di raggiungere è quello di verificare se possiamo utilizzare i test genomici nella biopsia per anticipare il risultato rispetto a quello che è il patient journey all’interno delle nostre istituzioni. Avere un risultato già presente e disponibile per la discussione all’interno della Breast Unit nel team multidisciplinare può essere molto utile – sottolinea l’esperto – sia per la gestione del caso clinico da parte della Breast Unit stessa, sia perché riduce, come abbiamo visto da dati presentati in letteratura, l’ansietà dei pazienti. Conoscere è importante sia per il team che cura il paziente, ma prevalentemente e soprattutto per la paziente: avere la conoscenza dei dati rispetto ai quali viene stabilito un trattamento è fondamentale”.

30 Giugno 2026

“5 Euro Contro il Fumo”: oltre 52mila le firme raccolte

Roma, 30 giugno 2026 – “La campagna “5 euro contro il fumo” deve arrivare al più presto in Parlamento. Chiediamo che la legge d’iniziativa popolare, per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, sia quanto prima calendarizzata in Senato e discussa in Aula. Ha raccolto in quattro mesi oltre 52mila firme (quasi 3.000 in più rispetto a quelle richieste dalla Costituzione). Ed ha riscosso un enorme consenso della comunità medica e scientifica italiana. Lo dimostrano le adesioni di più di 90 tra società scientifiche, associazioni, fondazioni e strutture sanitarie attive sull’intero territorio nazionale. Un successo senza precedenti che testimonia la chiara volontà dei cittadini e degli operatori sanitari per ottenere la riduzione consistente del numero di fumatori”. È questa la richiesta avanzata alle Istituzioni da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi ETS e Fondazione AIOM, promotori della campagna 5 Euro Contro il Fumo, avviata il 20 gennaio 2026, nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi a Roma. “La nostra iniziativa ha riscosso un grande successo – affermano Francesco Perrone (Presidente Fondazione AIOM); Daniele Finocchiaro (Consigliere Delegato di Fondazione AIRC); Giulia Veronesi (Membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi ETS) e Massimo Di Maio (Presidente AIOM) -. Le firme sono state ufficialmente consegnate al Senato ed entro 3 mesi, secondo quanto previsto dal regolamento, ci aspettiamo l’esame del disegno di legge e la calendarizzazione della sua presentazione in Assemblea. La palla ora passa alle Istituzioni per un provvedimento che riteniamo ineludibile: il fumo rappresenta una delle principali cause di malattia e mortalità prevenibile nel nostro Paese. Ogni anno si stimano circa 93mila decessi attribuibili al tabagismo, con effetti rilevanti sull’incidenza di tumori, patologie cardiovascolari-metaboliche e malattie respiratorie croniche. L’impatto economico e sociale è di straordinaria entità: i costi complessivi derivanti dal consumo di tabacco e nicotina, fra spese dirette, perdita di produttività e danni ambientali, superano i 23 miliardi di euro l’anno”.

“In Italia il prezzo medio delle sigarette ammonta a circa 6 euro ed è molto basso rispetto al resto d’Europa – sottolinea Silvano Gallus, Responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di Vita dell’Istituto Mario Negri -. Nonostante gli aumenti, registrati negli ultimi anni, il prezzo reale al netto dell’inflazione è addirittura diminuito. Di conseguenza si sono ridotte anche le entrate fiscali da accise che incidono per circa il 60% del totale del costo dei tabacchi tradizionali. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità-OMS e la Banca Mondiale il forte aumento del prezzo rappresenta la via maestra da seguire, così come hanno dimostrato l’esperienza in Francia e in Irlanda. Importante è che il provvedimento sia per tutti i prodotti fumo correlati, come le sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato. Non si sono dimostrati efficaci nel favorire la cessazione stabile e il loro utilizzo non fa altro che aumentare, anziché ridurre, la probabilità di fumare. Gli studi scientifici evidenziano come nel contesto reale non favoriscono la cessazione del fumo”.

Sempre secondo l’OMS il fumo di tabacco è la più grande minaccia per la salute a livello globale. Sono oltre 8 milioni le persone che, nell’intero Pianeta, perdono la vita ogni anno per i danni causati dal tabagismo. Si calcola che il 70% dei fumatori inizia prima dei 18 anni di età e addirittura il 94% prima dei 25 anni.

“Nonostante le norme sempre più restrittive, oltre 10 milioni di persone nel nostro Paese fumano regolarmente – sottolinea Perrone –. Spaventa soprattutto la grande diffusione tra i giovanissimi. Più del 10% degli under 19 è tabagista e di questi uno su dieci consuma già più di mezzo pacchetto al giorno. Per contrastare il fumo, soprattutto tra gli adolescenti, è indispensabile aumentare in modo rilevante il costo di tutti questi prodotti. È una strategia efficace così come hanno evidenziato, negli ultimi anni, gli esempi positivi di altri Paesi. In Italia possiamo ridurre del 37% il numero di fumatori se diventerà legge la nostra proposta che permetterà anche di reperire nuove risorse economiche grazie al gettito derivante dall’accisa che chiediamo sia vincolato al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale”. “I dati scientifici in nostro possesso parlano chiaro: le abitudini si consolidano da giovanissimi e rischiano di diventare un fattore di rischio a lungo termine per la salute. Come Fondazione AIRC – aggiunge Finocchiaro – consideriamo allarmante la diffusione, soprattutto tra gli adolescenti, di e-cig e tabacco riscaldato, dispositivi spesso erroneamente percepiti come meno pericolosi. Finanziare la ricerca oncologica significa anche promuovere una cultura della prevenzione. Per questo chiediamo di aumentare il prezzo di tutti questi prodotti: le evidenze raccolte ci confermano essere lo strumento più potente che abbiamo oggi per disincentivarne il consumo. La nostra proposta non è contro i fumatori, ma a tutela della salute pubblica. L’adesione delle principali società scientifiche e le oltre 52mila firme raccolte ne confermano lo straordinario valore: ora auspichiamo un intervento rapido ed efficace da parte del Senato”. “Il fumo non è solo responsabile di numerose neoplasie ma è anche il principale fattore di rischio per le malattie respiratorie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) – spiega Veronesi -. Favorisce poi l’insorgenza di patologie cardiovascolari e metaboliche. Una persona che fuma tutta la vita ha il 50% di probabilità di morire per una malattia fumo-correlata. Per tutti questi motivi abbiamo lanciato la nostra campagna e siamo assolutamente convinti della necessità di combattere il tabagismo utilizzando anche un forte disincentivo economico. Un costo più elevato di tutti i prodotti da fumo, in linea con le direttive europee, spingerà molti cittadini a fumare meno o a smettere”. “Il tumore del polmone è paradigmatico circa il pericolo rappresentato dalle sigarette ed è, infatti, responsabile dell’85-90% di tutti i casi registrati in Italia – sostiene Di Maio -. Ma, per esempio, è anche il fattore di rischio a cui sono riconducibili la metà dei carcinomi della vescica. Inoltre, è collegato ad altre neoplasie come quelle alla faringe, al cavo orale, al rene, al pancreas, al fegato o allo stomaco. Esistono poi ovviamente altri stili di vita associati a rischi per la salute, come l’uso di alcol, la sedentarietà o l’eccesso di peso. Anche questi vanno contrastati attraverso iniziative sia legislative che di sensibilizzazione della popolazione. Era importante partire dal fumo, ma non intendiamo certo fermarci qui”.

“Riponiamo grande fiducia nei confronti delle Istituzioni della Repubblica – concludono Perrone, Finocchiaro, Veronesi e Di Maio -. E come già successo per la legge sul diritto all’oblio, chiediamo un impegno forte e responsabile del Senato che permetta una discussione della legge in tempi rapidi, e la sua approvazione con il voto unanime di tutte le forze parlamentari”.

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Breast Unit

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