Archivio degli autori Fabrizio Fiorelli

18 Gennaio 2023

Carenza farmaci, Schillaci: “30 quelli davvero mancanti”

18 gennaio 2023 – Per la carenza di farmaci “il problema davvero reale è su 30 medicinali. Seguiamo la questione e c’è un tavolo aperto”. E’ quanto ha affermato ieri il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, al termine della sua informativa sul tema in Commissione Affari sociali alla Camera. Sui farmaci mancanti “gli italiani possono stare tranquilli, non serve fare scorte” ha assicurato Schillaci. In Commissione Affari sociali della Camera, il ministro ha osservato che sul tema della carenza dei farmaci “bisogna anche constatare che la comunicazione allarmistica di questi giorni sta generando quella che tecnicamente si chiama ‘carenza di rimbalzo’: l’accaparramento del farmaco da parte dei pazienti, preoccupati di avere a disposizione una scorta di un prodotto che sembrerebbe ‘a rischio’, rafforza il picco di domanda, e crea ulteriori tensioni nell’approvvigionamento”.

“L’11 gennaio scorso – ha ricordato – ho convocato un tavolo di lavoro permanente sull’approvvigionamento dei farmaci per definire la reale entità del fenomeno” carenze “e indicare proposte risolutive”. Tavolo allargato anche “ai Nas e ai medici di medicina generale”. Quello che emerge è che, ha fatto notare il ministro, “una sovrapposizione di fenomeni di natura diversa (aumenti di costi legati alla situazione internazionale, picco di domanda per i farmaci ‘stagionali’, polarizzazione su poche molecole delle scelte terapeutiche proposte dai prescrittori per le malattie di stagione, coda delle difficoltà produttive legate alla pandemia da Covid) sta creando tensione nell’approvvigionamento di alcuni medicinali specifici, fondamentalmente antiinfiammatori, antinfluenzali e antibiotici”. Visto il quadro corrente, ha annunciato Schillaci, “oltre a supportare le iniziative di comunicazione tese a chiarire la reale situazione delle carenze, si è già valutato di procedere, dopo questa fase di ‘crisi mediatica’, a una revisione dell’impianto della lista dei farmaci carenti, già discussa e concordata in sede di Tavolo Tecnico Indisponibilità presso l’Agenzia italiana del farmaco Aifa, con gli attori interessati: si provvederà ad espungere dalla lista principale tutti i farmaci di non significativa importanza. In questo quadro, sarà anche possibile definire e promuovere d’intesa con tutta la rete ulteriori iniziative formative e informative che aiutino ad aumentare l’accesso agli strumenti già disponibili (equivalenti, galenica, importazione). In prospettiva, inoltre, sono stati proposti anche altri interventi strutturali rispetto al tema degli aumenti di costi indotti dalla tensione internazionale: la rivalutazione dei prezzi dei farmaci al di sotto della soglia dei 5 euro, che sono a maggiore rischio di perdita di remuneratività, è ad esempio tra questi”.

11 Gennaio 2023

Alcol: ok UE a Irlanda per etichetta con avvertenze sanitarie

11 gennaio 2023 – L’Irlanda potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. La norma è stata notificata a giugno da Dublino a Bruxelles, che – con il periodo di moratoria che è scaduto a fine dicembre 2022 – ha confermato che le autorità nazionali possono adottare la legge.
Il via libera arriva nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che considerano la misura una barriera al mercato interno, e l’annuncio della stessa Commissione di iniziative comuni sull’etichettatura degli alcolici nell’ambito del piano per battere il cancro. Con la decisione di Bruxelles l’esempio irlandese potrebbe essere seguito da altri Paesi. Per Dublino, il forte consumo di alcolici è un’emergenza sanitaria nazionale e giustifica etichette che dovranno contenere: un avvertimento sui danni del consumo di alcol, un monito sul suo legame diretto con tumori mortali, la quantità di alcol in grammi (invece che in percentuale), le calorie, un pittogramma (uguale a quello già in uso) sui rischi per la gravidanza, e un link a un sito web su alcol e salute. Diversi Paesi si sono opposti alla misura, perché crea frammentazione nel mercato interno ed è sproporzionata, soprattutto in vista di un confronto a livello Ue in materia. Nel piano per battere il cancro del 2021, la Commissione ha annunciato proposte per ridurre il “consumo dannoso” di alcol, tra cui proprio l’etichettatura obbligatoria con elenco degli ingredienti, dichiarazione nutrizionale e avvertenze per la salute. Su quest’ultima questione nel febbraio 2022 l’Europarlamento si è spaccato, raggiungendo un faticoso compromesso dicendo sì a maggiori informazioni sulle bottiglie ma senza riferimenti ad avvertenze sanitarie. Il via libera alla norma irlandese crea tuttavia le premesse perché altri Paesi possano adottare un’etichetta del genere, come raccomandato anche dall’OMS.

10 Gennaio 2023

Studio: mangiare sano allunga la vita, qualunque sia la dieta

10 dicembre 2022 – Mangiare sano, qualunque sia lo stile alimentare che ci piace, allunga la vita. Lo rivela uno studio condotto da Frank Hu, della the Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston. Lo studio ha coinvolto un campione enorme, il cui stato di salute è stato monitorato per ben 36 anni. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine.

I partecipanti con un livello elevato di adesione ad almeno uno di quattro modelli alimentari sani considerati, ad esempio la dieta mediterranea, avevano meno probabilità di morire durante il periodo di studio per qualsiasi causa, in particolare per malattie cardiovascolari, cancro o malattie respiratorie, rispetto alle persone che non mangiavano sano. I ricercatori hanno utilizzato i dati sanitari raccolti in 36 anni per 75.230 donne e 44.085 uomini. Tutti i partecipanti erano sani all’inizio dello studio e hanno compilato questionari sulla dieta ogni quattro anni. Le loro informazioni sono state valutate in base a quattro modelli alimentari (Healthy Eating Index 2015, Alternate Mediterranean Diet, Healthful Plant-based Diet Index e Alternate Healthy Eating Index). Tutti condividono componenti alimentari chiave, tra cui consumo di cereali integrali, frutta, verdura, noci e legumi, seppur con alcune differenze tra ciascun modello alimentare. Gli indici assegnano un punteggio (da uno a 10) al livello di fedeltà verso ciascuno degli stili alimentari raccomandati (ad esempio mediterraneo o vegetariano). Un punteggio più alto ad almeno uno degli indici è stato associato a un minor rischio di morte prematura per tutte le cause e per malattie cardiovascolari, cancro e malattie respiratorie. Punteggi più alti al modello di dieta mediterranea era associato a un minor rischio di morte per malattie neurogenerative. Le attuali linee guida dietetiche Usa raccomandano molteplici modelli alimentari sani che possono essere adattati alle tradizioni e alle preferenze alimentari individuali. Una versione aggiornata delle linee guida viene pubblicata ogni cinque anni dai Dipartimenti della Salute e dei Servizi Umani (HHS) e dell’Agricoltura (USDA) degli Stati Uniti. “I nostri risultati saranno preziosi per il Comitato consultivo per le linee guida dietetiche 2025-2030, che si sta formando per valutare le prove attuali relative ai diversi modelli alimentari e agli esiti sulla salute”, ha concluso Hu.

9 Gennaio 2023

ISS: influenza e sindromi simil-influenzali ancora in calo

9 gennaio 2022 – Prosegue il calo del numero di casi di sindromi simil-influenzali in Italia. Nella 52esima settimana del 2022 (dal 26 dicembre 2022 al 1 gennaio 2023), infatti, l’incidenza scende a 12,2 casi per mille assistiti (era 13,7 nella settimana precedente).

E’ quanto rende noto l’ultimo rapporto Influnet stilato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). I casi stimati di sindrome simil-influenzale, rapportati all’intera popolazione italiana, sono stati circa 719.000, per un totale di circa 6.850.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza. In calo l’incidenza in tutte le fasce di età tranne che negli anziani in cui si osserva un lieve aumento. Risultano comunque più colpiti i bambini al di sotto dei cinque anni di età in cui l’incidenza è pari a 34,6 casi per mille assistiti (42,2 nella settimana precedente). Nella fascia di età 5-14 anni l’incidenza è di 15,85 per mille assistiti, nella fascia 15-64 anni è di 10,96 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni si attesta a 7,24 casi per mille assistiti. Il numero di sindromi simil-influenzali è sostenuto, oltre che dai virus influenzali, anche da altri virus respiratori, tra i quali il virus respiratorio sinciziale, nei bambini molto piccoli, e il SARS-CoV-2. Scendono a due le Regioni (Valle d’Aosta, Abruzzo) in cui l’incidenza ha superato la soglia di massima intensità. Durante la settimana 52/2022 sono stati segnalati, attraverso il portale InfluNet, 1.432 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete InfluNet e, tra i 1.284 analizzati, 281 (21,9%) sono risultati positivi al virus influenzale. In particolare, 276 sono risultati di tipo A (190 di sottotipo H3N2, 35 H1N1pdm09 e 51 non ancora sottotipizzati) e 5 di tipo B. Nell’ambito dei suddetti campioni analizzati, 108 (8,4%) sono risultati positivi per SARS-CoV-2, mentre 331 sono risultati positivi per altri virus respiratori, in particolare: 270 (21%) RSV, 34 Rhinovirus, 11 Metapneumovirus, 8 Adenovirus, 4 Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2 e 4 virus Parainfluenzali.

22 Dicembre 2022

Covid, l’oncologo: “Bene la proroga sull’obbligo di mascherine in ospedali e Rsa’

22 dicembre 2022 – “Condivido pienamente quanto annunciato dal ministro della Salute Schillaci sull’obbligo di indossare le mascherine in ospedali, strutture sanitarie e Rsa, in scadenza il 31 dicembre e che sarà riprorogato, almeno fino a primavera. Viviamo in una fase di passaggio di gestione di una doppia pandemia, Covid e influenza, per questo motivo dobbiamo proteggere le categorie più fragili, in particolare i malati oncologici”. Così Carmine Pinto, presidente Federation of Italian Cooperative Oncology Groups, ieri a margine della conferenza stampa sul colangiocarcinoma che si è tenuta alla Camera dei Deputati dopo che la Commissione Bilancio ha approvato l’emendamento per aumentare il fondo per i test Next-generation sequencing (Ngs).

“Il mantenimento di misure di protezione, in particolare l’uso delle mascherine – sottolinea ancora l’oncologo – è essenziale in questa fase per ridurre l’impatto delle infezioni negli ospedali e tra pazienti, senza dimenticare il personale sanitario. Oggi abbiamo un problema enorme, con turni che cominciano a saltare all’interno di reparti di oncologia e di ematologia perché medici, infermieri, assistenti e tecnici sono a casa colpiti dal Covid o dall’influenza. Quindi questa proroga ci fa respirare anche a livello organizzativo”. Secondo Pinto, “andranno valutate bene anche tutte le misure per gli accessi negli ospedali e nelle Rsa, soprattutto nei reparti di oncologia e di ematologia: dobbiamo fare in modo che questi ambienti diventino a tutti gli effetti covid-free e influenza-free affinché la sanità pubblica possa fare bene il suo lavoro”. Dunque, chiosa l’oncologo, “la proroga annunciata dal ministro ha un duplice vantaggio: protegge i pazienti e il personale medico-infermieristico già ridotto al lumicino alla vigilia delle festività natalizie per la contemporanea circolazione di più virus”.

19 Dicembre 2022

Tumori: nel 2022 in Italia stimati 390.700 nuovi casi, +14.100 in 2 anni

Roma, 19 dicembre 2022 – Nel 2022, in Italia, sono stimate 390.700 nuove diagnosi di cancro (nel 2020 erano 376.600), 205.000 negli uomini e 185.700 nelle donne. In due anni, l’incremento è stato di 14.100 casi. Il tumore più frequentemente diagnosticato, nel 2022, è il carcinoma della mammella (55.700 casi, +0,5% rispetto al 2020), seguito dal colon-retto (48.100, +1,5% negli uomini e +1,6% nelle donne), polmone (43.900, +1,6% negli uomini e +3,6% nelle donne), prostata (40.500, +1,5%) e vescica (29.200, +1,7% negli uomini e +1,0% nelle donne). La pandemia ha determinato, nel 2020, un calo delle nuove diagnosi, legato in parte all’interruzione degli screening oncologici e al rallentamento delle attività diagnostiche, ma oggi si assiste alla ripresa dei casi di cancro come in altri Paesi europei. Che rischia di peggiorare, se non si pone un argine agli stili di vita scorretti: il 33% degli adulti è in sovrappeso e il 10% obeso, il 24% fuma e i sedentari sono aumentati dal 23% nel 2008 al 31% nel 2021. Dall’altro lato, va letta positivamente la ripresa dei programmi di screening, tornati nel 2021 ai livelli prepandemici, in particolare quello mammografico raggiunge la copertura del 46%, per il colon-retto del 30% e per la cervice uterina del 35%. Alla riattivazione dei programmi di prevenzione secondaria corrisponde un incremento del numero di interventi chirurgici per cancro del colon-retto e della mammella, anche in stadio iniziale. E nell’assistenza oncologica assume un ruolo di primo piano la vaccinazione anti Covid. Il rischio di morte, tra le persone con storia di cancro e positività all’infezione da SARS-CoV-2, è 2-3 volte superiore tra quelle non vaccinate rispetto alle vaccinate.
è il censimento ufficiale, giunto alla dodicesima edizione, che descrive gli aspetti relativi alla diagnosi e terapia delle neoplasie grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori), Fondazione AIOM, Osservatorio Nazionale Screening (ONS), PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), PASSI d’Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPeC-IAP), raccolto nel volume “I numeri del cancro in Italia 2022”, presentato oggi in una conferenza stampa a Roma, al Ministero della Salute, con l’intervento del Ministro, Prof. Orazio Schillaci.
“L’aumento a 390.700 del numero assoluto dei casi nel 2022 pone interrogativi per i quali attualmente non ci sono risposte esaurienti – afferma Saverio Cinieri, Presidente AIOM -. Queste stime per l’Italia per il 2022 sembrano indicare un aumento del numero assoluto dei tumori, in gran parte legato all’invecchiamento della popolazione, in apparente contrasto con l’andamento decrescente dei tassi di incidenza osservato se, ipoteticamente, si considera invariata l’età dei cittadini. Questi dati aggiornati invitano sempre di più a rafforzare le azioni per contrastare il ritardo diagnostico e per favorire la prevenzione secondaria e soprattutto primaria, agendo sul controllo dei fattori di rischio a partire dal fumo di tabacco, dall’obesità, dalla sedentarietà, dall’abuso di alcol e dalla necessità di favorire le vaccinazioni contro le infezioni note per causare il cancro, come quella contro l’HPV”.
“Il volume costituisce un supporto di grande valore per il Servizio Sanitario Nazionale, per il Ministero della Salute e, indubbiamente, per i pazienti oncologici, ai quali, mai come adesso, è necessario offrire le pratiche migliori di prevenzione, cura e assistenza – spiega il Ministro della Salute, Prof. Orazio Schillaci, nella prefazione del libro -. Come emerge dall’analisi, a seguito di decenni caratterizzati da notevoli progressi, la pandemia di Covid-19 ha determinato una battuta d’arresto nella lotta al cancro, causando in Italia, nel complesso, un forte rallentamento delle attività diagnostiche in campo oncologico, con conseguente incremento delle forme avanzate della malattia. Questi ritardi sicuramente influiranno sull’incidenza futura delle patologie neoplastiche. Inoltre, per quanto riguarda i fattori di rischio comportamentali, i dati raccolti durante il biennio 2020-2021 segnano un momento di accelerazione per lo più in senso peggiorativo. Si tratta di un dato che non può non destare preoccupazione se si considera che il 40% dei casi e il 50% delle morti oncologiche possono essere evitati intervenendo su fattori di rischio prevenibili, soprattutto sugli stili di vita”.
È infatti necessario sensibilizzare i cittadini sulle regole di prevenzione primaria. “I dati PASSI sugli stili di vita confermano la non ottimale aderenza dei cittadini ad uno stile di vita sano – afferma Maria Masocco, Responsabile scientifico dei sistemi di sorveglianza PASSI e PASSI d’Argento, coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità -. Dall’analisi delle serie storiche dei fattori di rischio comportamentali, emerge che non ci sono stati grandi miglioramenti negli ultimi 15 anni e, ad eccezione dell’abitudine al fumo di sigaretta che continua la sua lenta riduzione da oltre un trentennio, il consumo di alcol a rischio, la sedentarietà e l’eccesso ponderale, complessivamente, peggiorano o restano stabili. Non solo. In piena pandemia, durante il biennio 2020-2021, questi trend hanno subito modifiche per lo più in senso peggiorativo. L’impatto della pandemia sugli stili di vita è più visibile nel 2020 e sembra, in parte, rientrare nel 2021. Ma gli sforzi per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione primaria non devono fermarsi”.
Come emerge dall’indagine che ha coinvolto10 anatomie patologiche per i tumori della mammella e 12 per il colon-retto, il numero di carcinomi della mammella operati nel 2020 è risultato inferiore del 4,7% (-151 casi) rispetto al 2019, per poi risalire nel 2021 (+ 441 casi, +14,5%). Nel 2020, il numero di carcinomi del colon-retto operati è risultato inferiore del 10,8% (-238 casi) rispetto al 2019, mentre è cresciuto di 233 casi (+11,9%) nel 2021 rispetto al 2020. “Questa edizione contiene l’aggiornamento al 2021 dell’indagine contenuta nella scorsa edizione sull’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 sugli interventi chirurgici dei tumori della mammella e del colon-retto – evidenzia Guido Mazzoleni, Azienda Sanitaria di Bolzano, Registro Tumori di Bolzano, Referente SIAPeC-IAP -. I risultati aggiornati fanno emergere, in generale e per entrambi i tumori, un aumento dei casi operati nel 2021 rispetto al 2020 e un incremento della percentuale dei tumori pTis, cioè in stadio iniziale, nel 2021 rispetto agli anni precedenti, sia nella mammella che nel colon-retto, a conferma di una ripresa degli screening oncologici. Va, inoltre, segnalato un aumento in entrambe le neoplasie delle categorie N0 e N1a, verosimile indicatore di una presa in carico più precoce dei tumori diagnosticati”.
Nel 2021 si osserva, infatti, un ritorno ai dati pre-pandemici anche per quanto riguarda la copertura dei programmi di prevenzione secondaria. Per la mammografia il valore medio italiano, che nel 2020 si era attestato al 30%, nel 2021 ritorna in linea (46,3%) con i valori di copertura (cioè la proporzione di donne che hanno effettuato la mammografia sul totale della popolazione avente diritto) del periodo 2018-2019. Per lo screening colorettale (ricerca del sangue occulto nelle feci) il valore complessivo si attestava intorno al 30%, per ridursi al 17% nel 2020 e risalire al 30% nel 2021. Lo screening cervicale presentava valori pre-pandemici intorno al 38-39%, un calo al 23% nel 2020 e un livello di copertura del 35% nel 2021. “Questi dati ci consegnano un Paese a due, se non a tre velocità, ma anche con notevoli capacità di rispondere alle emergenze – sottolinea Paola Mantellini, Direttrice Osservatorio Nazionale Screening -. La maggior parte delle attività di screening non è stata ferma durante la pandemia, ma il Covid-19 ha messo in risalto ancora di più le fragilità di questi programmi, già evidenti in epoca pre-pandemica. L’obiettivo non è recuperare i ritardi indotti dall’emergenza sanitaria, ma ottenere livelli di copertura ottimali che, in determinate aree del Paese e per alcuni programmi, non si sono raggiunti nemmeno prima della pandemia. Perché più i livelli di copertura saranno elevati, maggiore sarà la nostra capacità di diagnosticare la malattia in fase precoce. È infatti importante segnalare che, all’interno di ogni singola macro-area, ci sono Regioni con maggiore capacità di ripresa ed altre in evidente difficoltà anche nel 2021”.
Un capitolo del libro è dedicato all’impatto del Covid sui pazienti con tumore. “In Italia, la pandemia ha causato un aumento della mortalità dei pazienti oncologici, soprattutto nei maschi, in età avanzata, con tumore diagnosticato da meno di 2 anni e nelle neoplasie ematologiche – spiegano Fabrizio Stracci, (Presidente AIRTUM) e Diego Serraino (Direttore, SOC Epidemiologia Oncologica e Registro Tumori del Friuli Venezia Giulia, Centro di Riferimento Oncologico, IRCCS, Aviano) -. È fondamentale che i pazienti fragili, tra cui rientrano quelli oncologici, si vaccinino. Infatti uno studio su tutti i residenti in Friuli Venezia Giulia e nella provincia di Reggio Emilia ha evidenziato che il rischio di morte tra gli individui con storia di cancro e di positività all’infezione da SARS-CoV-2 è 2-3 volte superiore tra i non vaccinati rispetto ai vaccinati”.
A fronte dei 2 milioni e mezzo di cittadini che vivevano in Italia nel 2006 con una pregressa diagnosi di tumore, si è passati a circa 3,6 milioni nel 2020, il 37% in più di quanto osservato solo 10 anni prima. L’aumento è stato particolarmente marcato per coloro che vivono da oltre 10 o 15 anni dalla diagnosi. Nel 2020, circa 2,4 milioni di persone (65% del totale) hanno ricevuto la diagnosi da più di 5 anni, mentre 1,4 milioni (39% del totale) da oltre un decennio. Sono oltre un quarto (27%) le persone guarite tra quelle che vivono dopo una diagnosi di tumore.
“Nella stragrande maggioranza dei casi, una persona libera da malattia oltre i 10 anni dal termine del trattamento può, in assenza di recidiva, essere considerata guarita – conclude Giordano Beretta, Presidente Fondazione AIOM -. Fanno eccezione a questa regola alcuni tumori in cui il tempo di guarigione è più lungo e le neoplasie insorte nell’età infantile e adolescenziale, in cui possono bastare 5 anni. Il fatto che una persona, a cui è stata diagnosticata una patologia oncologica, possa essere considerata guarita rappresenta un radicale cambiamento di paradigma, che diventa anche un elemento motivante per l’adesione agli screening, una volta che si sia compreso che la guarigione è tanto più facile quanto più precoce è la diagnosi. In Italia i pazienti oncologici guariti, però, rischiano ancora di incontrare concrete difficoltà quando, ad esempio, cerchino di stipulare un’assicurazione sulla vita o richiedano un mutuo o un finanziamento bancario. Ecco perché è fondamentale attuare, anche in Italia, una legge sul ‘Diritto all’Oblio’, seguendo l’esempio di altri Paesi europei”.

16 Dicembre 2022

Tumori: da vaccini mRna possibile svolta in 5 anni

16 dicembre 2022 – Dopo essere stata la migliore arma contro la pandemia da Covid-19, la tecnologia basata sull’Rna messaggero potrebbe portare in pochi anni a una svolta nella lotta contro i tumori. Uno studio di Fase II, che ha sperimentato l’utilizzo di un vaccino mRNA di Moderna (denominato al momento mRNA-4157/V940) in combinazione con il farmaco immunoterapico pembrolizumab su 157 pazienti con melanoma allo stadio 3 o 4 già sottoposti a interventi chirurgici, ha dimostrato infatti di ridurre del 44% il rischio di recidiva rispetto alla sola immunoterapia.

Se verranno confermati, i risultati rappresenteranno “un’importante notizia anche contro tutti gli altri tumori”, spiega Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’Istituto Pascale di Napoli. Infatti, spiega l’esperto, a differenza dei vaccini utilizzati contro il Covid, uguali per tutti, questo “innovativo trattamento” si basa su “terapie personalizzate”. Nel dettaglio, “si prende il tumore, che è stato resecato, lo si processa e attraverso un algoritmo si selezionano 34 mutazioni presenti nel tumore di quel paziente, realizzando quindi un vaccino personalizzato. Di queste 34 proteine mutate viene fatto l’mRna messaggero che viene inoculato nel paziente. Il nostro sistema immunitario viene quindi istruito a riconoscere come estranee 34 proteine specifiche del paziente”. Il principio, spiega Ascierto, è “lo stesso anche per gli altri tumori, proprio perché si lavora sulla personalizzazione del trattamento”. Ecco perché se i risultati sul melanoma saranno confermati sarà una buona notizia anche per tutti i pazienti oncologici. Nel caso del melanoma, precisa l’oncologo, “bisogna sottolineare che è un risultato di riduzione ulteriore”, che si va ad aggiungere ai progressi già ottenuti con l’immunoterapia, ad esempio “con la terapia con pembrolizumab e nivolumab, che già ha ridotto il rischio di recidiva del 50%”. Lo studio di Fase III, che sperimenterà la nuova terapia su un numero più alto di pazienti, partirà nel 2023 e valuterà i suoi effetti anche su altri tipi di tumori. Per avere i risultati definitivi servirà qualche anno: “In genere dal momento in cui inizia l’arruolamento al primo dato possono passare dai 3 ai 5 anni”, spiega Ascierto. Il presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’Istituto Pascale di Napoli sottolinea, infine, che “se i risultati saranno confermati, testimonieranno ancora una volta quanto la ricerca sia fondamentale”.

13 Dicembre 2022

Cancro: altezza e adipe e altezza influenzano il rischio di ammalarsi

12 dicembre 2022 – Il rischio di ammalarsi di cancro è influenzato dalla quantità di grasso in eccesso e dall’altezza. Inoltre, la conformazione corporea può determinare a quale tipo di neoplasia si è più suscettibili. È quanto emerge da uno studio coordinato dall’International Agency for Research on Cancer (IARC) pubblicato sul British Journal of Cancer che ha messo in relazione 4 conformazioni del corpo con il rischio di sviluppare tumori. “L’adiposità generale, generalmente definita da un elevato indice di massa corporea, è un fattore di rischio confermato per diverse neoplasie”, scrivono i ricercatori. Anche “l’altezza raggiunta una volta diventati adulti è un fattore di rischio per almeno otto diversi tipi di cancro tra cui pancreas, colon-retto, endometrio, ovaio, prostata, rene, pelle e seno”. Utilizzando i dati dello studio EPIC, un progetto di ricerca che ha seguito oltre 500 mila europei, i ricercatori hanno valutato il rischio di cancro in quattro tipologie di persone: quelle caratterizzate da un’elevata quantità di grasso corporeo; quelle alte e magre; quelle alte con molto grasso addominale; quelle con un peso elevato dovuto, però, non al grasso ma alla massa muscolare. Il team ha scoperto un aumento del rischio di cancro per le persone con le prime tre conformazioni corporee. Nel primo gruppo è stato osservato un aumento del rischio di 10 tipologie di cancro, in particolare dell’endometrio, dell’esofago, del fegato, dei reni; nel secondo gruppo l’aumento del rischio riguardava soprattutto 5 tumori, in particolare quello della tiroide, del seno e il melanoma; il terzo è stato associato all’aumento del rischio di ammalarsi di 12 tipi di cancro, specie quelli della laringe, dell’esofago, dello stomaco, della tiroide. Per i ricercatori, “queste nuove conoscenze potranno aiutare a definire le strategie di prevenzione dei tumori”.

7 Dicembre 2022

Agenas: nel 2021 lieve risalita ricoveri,500 mila più del 2020

7 dicembre 2022 – Nel 2021 sono stati registrati ben 501.158 ricoveri in più rispetto al 2020, ma restano comunque meno rispetto ai livelli pre pandemia Covid: 1 milione e 200 mila ricoveri in meno rispetto al 2019, che si sommano a 1 milione e 700 mila non effettuati nel 2020. E’ quanto emerge dai risultati del Programma Nazionale Esiti (Pne), presentato oggi al ministero della Salute dall’Agenzia Nazionale dei servizi sanitari regionali (Agenas). L’edizione 2022 ha cercato di cogliere e valutare l’impatto del Covid-19 sul sistema dei servizi, analizzando i cambiamenti rispetto al periodo prepandemico, con particolare riferimento alle specifiche aree cliniche. Sono stati considerati 194 indicatori (a fronte dei 184 del 2021), di cui 171 relativi all’assistenza ospedaliera e 23 relativi all’assistenza territoriale in termini di ospedalizzazione evitabile, esiti a lungo termine, e accessi impropri in pronto soccorso. I dati fanno riferimento all’attività assistenziale effettuata nell’anno 2021 da 1.377 ospedali pubblici e privati e dimostrano “una tenuta delle cure ospedaliere, in particolare per la tempestività di accesso a cure urgenti e la ripresa di alcuni interventi oncologici come quelli per il tumore della mammella”. “I risultati – commenta Enrico Coscioni, presidente Agenas – confermano come la pubblicazione dei dati sia uno strumento fondamentale di governo del sistema per migliorare la qualità delle cure, intervenendo su criticità assistenziali ed evitando il ripetersi delle problematiche”. L’obiettivo, ha conclude “è valutare il percorso di cura dei pazienti, rendere le misure sempre più puntuali e individuare con miglior precisione le strutture più virtuose, da prendere come punti di riferimento per il miglioramento”.

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