Archivio degli autori Fabrizio Fiorelli

27 Giugno 2025

Cancro: l’OMS classifica nuovi virus come cancerogeni

27, giugno 2025 – Si allunga la lista dei virus che possono causare il cancro. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, che fa parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha completato una nuova analisi secondo la quale il virus dell’epatite D e il poliomavirus delle cellule di Merkel sono agenti certamente cancerogeni. Il primo è collegato al tumore del fegato, il secondo a un tumore aggressivo della pelle. Sono invece necessari ulteriori studi sul citomegalovirus: ci sono sospetti che possa essere collegato alla leucemia linfoblastica acuta nei bambini, tuttavia, al momento le prove sono limitate. L’agenzia Iarc aveva già analizzato in precedenza il virus dell’epatite D e il poliomavirus, ma il giudizio non era astato conclusivo. Per i virus dell’epatite D si era concluso che non c’erano prove della sua capacità di causare tumori (gruppo 3 nella classificazione Iarc). Per il poliomavirus, invece, c’erano indizi, ma insufficienti a confermare la cancerogenicità nell’uomo e per questo la classificazione era stata di probabile cancerogeno (gruppo 2A). La nuova valutazione trasferisce entrambi tra gli agenti nel gruppo1, quello per cui ci sono prove sufficienti per dimostrare la cancerogenicità per l’uomo. Per il citomegalovirus, invece, si tratta della prima valutazione. Il virus per il momento è stato inserito nella classe 2B riservata a quegli agenti per cui esistono “prove limitate di cancerogenicità per l’uomo e prove meno che sufficienti nei modelli animali”.

26 Giugno 2025

Tumori, la metà dei decessi è dovuta a cause evitabili

26, giugno 2025 – Circa metà di tutti i decessi per tumori nel mondo sono dovuti a fattori di rischio potenzialmente modificabili: tabacco, agenti infettivi, sovrappeso e obesità, dieta scorretta, inattività fisica. È il dato che emerge dal ‘Cancer Atlas’ realizzato dall’American Cancer Society. Il fumo è il principale fattore di rischio prevedibile. Causa almeno 17 tumori e, da solo, è responsabile di circa un quinto dei decessi per cancro nel mondo: circa 2 milioni. Di questi, oltre 1,2 milioni sono dovuti al tumore al polmone. Al secondo posto gli agenti infettivi: per gli uomini, soprattutto, l’Helicobacter pylori e il virus dell’epatite B, responsabili di tumori dello stomaco e del fegato. Per le donne, soprattutto il Papillomavirus, causa soprattutto del tumore della cervice uterina. Per tutti e tre gli agenti sono disponibili strategie di prevenzione molto efficaci. Seguono l’alcol e l’eccesso di peso corporeo: entrambi causano circa il 4% ciascuno di decessi per cancro. In particolare, obesità e sovrappeso sono responsabili di una quota compresa tra l’1% dei decessi per cancro nei paesi a basso reddito fino al 7-8% di quelli ad alto reddito. In particolare, il grasso in eccesso è correlato al 40% dei decessi per tumore dell’utero, del 19% di quelli del rene, del 18% di quelli dell’esofago. Un peso importante rivestono anche le radiazioni ultraviolette, responsabili del 90% dei casi di melanoma e di più di 59 mila decessi annui attribuiti a questo tumore. “Una quota sostanziale di tumori in ogni paese può essere prevenuta attuando misure di prevenzione”, ha affermato in una nota Ahmedin Jemal, a capo del dipartimento Surveillance & Health Equity Science dell’American Cancer Society. “Tuttavia, queste misure non sono attuate in modo ottimale in molti paesi a causa della mancanza di volontà politica”, conclude.

25 Giugno 2025

OMS: progressi contro il fumo ma ancora 7 milioni di vittime

25 giugno 2025 – Oltre 6 miliardi di persone nel mondo sono oggi protette da almeno una delle misure per ridurre il consumo di tabacco. Nel 2007, questa copertura era garantita a solo 1 miliardo di individui. “Ma ci sono ancora toppe lacune” e “oltre 7 milioni di persone ogni anno perdono la vita per il fumo, a cui si aggiunge un milione di vittime per fumo passivo”. A evidenziare risultati e criticità è il rapporto ‘Global Tobacco Epidemic 2025’, presentato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a Dublino, durante la Conferenza mondiale sul controllo del tabacco.

Le misure finora introdotte includono il monitoraggio del consumo, la protezione dal fumo passivo, il supporto per smettere di fumare, le avvertenze sanitarie sui pacchetti, il divieto di pubblicità e l’aumento della tassazione. Secondo il documento, quattro Paesi (Brasile, Mauritius, Paesi Bassi e Turchia) hanno adottato tutte le misure previste, mentre altri sette sono vicini al completamento del pacchetto. Restano tuttavia forti disparità perchè 40 Stati non applicano alcuna misura in linea con gli standard Oms e più di 30 consentono ancora la vendita di sigarette prive di avvertenze sanitarie obbligatorie, che comunque sono state introdotte in 110 Paesi rispetto ai soli 9 del 2007. Sul piano fiscale, negli ultimi tre anni, solo tre Stati hanno aumentato le accise sul tabacco in linea con le raccomandazioni Oms. Un altro punto critico riguarda le sigarette elettroniche. Sebbene 133 Paesi abbiano adottato regolamentazioni specifiche, oltre 60 non hanno norme adeguate. Il rapporto segnala anche un rallentamento nelle campagne mediatiche contro il tabacco: dal 2022, ben 110 Paesi non ne hanno avviata nemmeno una.

24 Giugno 2025

OMS: nel 2025 crollo del 40% delle risorse per la sanità globale

24 luglio 2025 – Il mondo va verso la più grave emergenza finanziaria sanitaria degli ultimi decenni, con la previsione di un crollo del 40% negli investimenti globali nel settore nel 2025 e una perdita di circa 10 miliardi di dollari rispetto ai 25 miliardi del 2023. A denunciarlo è Kalipso Chalkidou, direttrice dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per il finanziamento, intervenendo nel corso della conferenza stampa delle agenzie umanitarie tenutasi a Ginevra. Secondo le stime dell’agenzia delle Nazioni Unite, gli aiuti sanitari globali potrebbero scendere a 15 miliardi, il livello più basso registrato nell’ultimo decennio. I tagli annunciati da Stati Uniti, Unione Europea e altri grandi donatori stanno già producendo effetti devastanti nei Paesi a basso reddito, specialmente nell’Africa subsahariana. In Malawi, ad esempio, i programmi sostenuti dagli Usa coprono il 30% della spesa sanitaria; in Mozambico e Zimbabwe circa il 25%.

Una riduzione dei finanziamenti internazionali, avverte Chalkidou, paralizzerebbe interi sistemi sanitari già fragili, in contesti segnati da debito pubblico crescente, infrastrutture carenti e pressioni demografiche. La situazione è aggravata dal fatto che, in molti Paesi poveri, la spesa sanitaria pro capite interna è rimasta inferiore agli aiuti esterni sin dal 2006. Un sondaggio Oms, ha aggiunto Chalkidou, mostra che “diversi Paesi stanno registrando interruzioni nei servizi che non si vedevano dai picchi verificatisi durante la pandemia di Covid-19”: ospedali con prestazioni ridotte, programmi di prevenzione sospesi. Di qui l’appello: “è urgente rafforzare le entrate interne con sistemi fiscali equi, tassazione su alcol e tabacco e dialogo con banche multilaterali per ottenere finanziamenti sostenibili a lungo termine”. La prossima occasione per passare all’azione concreta sarà la Conferenza internazionale sul finanziamento per lo sviluppo a Siviglia.

23 Giugno 2025

ISTAT: nel 2022 mortalità resta più alta rispetto a pre-Covid

23 giugno 2025 – Nel 2022 la mortalità in Italia non era ancora tornata ai livelli pre-Covid. Lo rileva l’ultimo report sulle cause di morte pubblicato dall’Istat che mostra come il numero complessivo di decessi sia stato di 721.974, in aumento del 2% rispetto al dato del 2021 e di quasi 85 mila unità più alto della media 2018-2019. Le cause di morte più frequenti sono le malattie del sistema circolatorio (222.717 decessi) e i tumori (174.566). In forte riduzione rispetto al 2021 (-34%) Covid-19, che comunque, con 51.630 decessi, è stata ancora la terza causa di morte. “Nel 2022, il tasso standardizzato di mortalità per tutte le cause, pari a 90,4 decessi ogni 10mila abitanti, risulta ancora marcatamente più elevato (9,6%) rispetto alla media del biennio 2018-2019 e ha un valore molto simile a quello rilevato nel 2021 (89,9)”, rileva l’Istituto di Statistica. “La stabilità del tasso tra il 2021 e il 2022 indica che l’incremento del numero di decessi osservato tra questi due anni (circa 15 mila casi, pari a un aumento del 2%) è spiegato principalmente dall’invecchiamento della popolazione”.

Tra le cause di morte per cui si registra un aumento, spiccano le malattie infettive (+14%), le malattie genito-urinarie (+9,2%), le demenze (+7,2%). Tra le cause respiratorie, è forte l’aumento del tasso per polmoniti e influenza (+23,8%) e per le malattie croniche delle basse vie respiratorie (+8,5%). Il rapporto mostra una crescita del tasso di mortalità tra le donne, mentre scende leggermente tra gli uomini: questo fenomeno sta contribuendo ad assottigliare la differenza di mortalità tra i due sessi, che resta ancora a vantaggio delle donne. Confermate le differenze geografiche: la mortalità per tutte le cause è generalmente più elevata al Sud e nelle Isole rispetto al resto del Paese, per effetto soprattutto dei tassi più elevati per le malattie circolatorie e il diabete. Quest’ultimo, in particolare fa registrare un tasso quasi doppio al Sud e nelle Isole, dove si registrano valori rispettivamente di 4,7 e 4,5 morti per 10 mila abitanti rispetto ai 2,2 e 2,7 del Nord e del Centro.

20 Giugno 2025

Tumori: “Le linee guida AIOM riferimento per clinici e istituzioni 39 documenti per migliorare appropriatezza e qualità di vita”

Bologna, 20 giugno 2025 – L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) è la società scientifica italiana che produce il maggior numero di Linee Guida. Sono 39 quelle che portano la ‘firma’ di AIOM, inserite nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità. Si tratta di documenti scientifici fondamentali per la pratica clinica di migliaia di specialisti e per garantire l’appropriatezza. Supportano le decisioni dei clinici, riducendo le differenze territoriali nell’assistenza e migliorando la qualità di vita dei pazienti. Le Linee Guida AIOM sono state stilate con l’impegno di circa 950 professionisti e il coinvolgimento di 75 diverse Società Scientifiche. Dal 2013 a oggi, in totale sono stati scaricati dal sito aiom.it oltre 4 milioni e 300mila documenti in pdf. Alle Linee Guida è dedicata la XXIII Conferenza Nazionale AIOM, che si apre oggi a Bologna.

“Le Linee Guida – spiega Francesco Perrone, Presidente AIOM – mirano a uniformare la pratica clinica, producendo raccomandazioni basate sull’evidenza scientifica, per favorire un approccio omogeneo e di alta qualità in tutto il territorio. Nel 2024, in Italia, sono state stimate 390.100 nuove diagnosi di cancro, cioè oltre 1.000 ogni giorno. È fondamentale, per gli specialisti, avere a disposizione strumenti che favoriscano l’appropriatezza dei trattamenti e degli esami diagnostici e strumentali, anche alla luce del continuo incremento dei costi delle cure anticancro. L’aumento dei guariti e dei pazienti cronici rappresenta un successo dell’oncologia, dall’altro lato però va affrontata la crescita della domanda di assistenza. Per garantire la sostenibilità del sistema, è opportuno evitare l’eccessiva frammentazione con unità di cura dedicate a singole neoplasie. Ci confrontiamo ogni giorno con i problemi legati alla mancanza di risorse e personale. Ecco perché non sono sostenibili modelli organizzativi dedicati a patologie d’organo”.Terapie sempre più efficaci hanno portato a grandi risultati in termini di sopravvivenza per molte neoplasie. In Italia oggi vivono 3,7 milioni di cittadini dopo la diagnosi di tumore. Quindici anni fa, nel 2010, erano 2,6 milioni. “Anche per questo – continua il Presidente Perrone – abbiamo deciso di realizzare una Linea Guida specifica, dedicata proprio ai ‘lungoviventi’, in cui affrontiamo anche i temi della gestione della fatigue, dei disturbi del sonno o della sessualità. È importante che gli oncologi si interessino alle conseguenze non solo fisiche, ma anche psicosociali legate alla diagnosi di tumore, che hanno un forte impatto sulla qualità di vita”.

“AIOM mette a disposizione dei clinici e delle Istituzioni strumenti che mirano ad aumentare l’uniformità delle scelte cliniche e l’appropriatezza – afferma Massimo Di Maio, Presidente eletto AIOM -. Ovviamente, con poche risorse e carenza di personale, diventa molto difficile tradurre in maniera ottimale nella pratica clinica le raccomandazioni contenute nelle Linee Guida. Il rischio è che quanto scritto resti solo sulla carta. AIOM ha sempre creduto in questi documenti, che hanno un valore formativo per tutti gli specialisti coinvolti. Non solo. Permettono di ridurre le disparità territoriali nelle cure, anche rispetto a scelte strategiche perché oggi, in molti casi, servono approcci integrati nella malattia in stadio precoce”. “Un esempio emblematico è quello relativo alla terapia neoadiuvante, cioè prima dell’intervento chirurgico – sottolinea Massimo Di Maio -. Ci sono tumori, come quello dello stomaco e della vescica, dove da anni le Linee Guida contengono una raccomandazione forte sull’efficacia della chemioterapia pre-operatoria ma, nonostante ciò, l’applicazione concreta di questo approccio in Italia non è stata finora sempre ottimale in tutte le realtà. Oggi, inoltre, vi è la chiara evidenza dell’importanza del trattamento preoperatorio anche in altri tumori, ad esempio nel carcinoma del polmone, grazie alla chemioimmunoterapia. La discussione multidisciplinare sull’opportunità di questo approccio deve avvenire prima dell’intervento chirurgico. Alcune raccomandazioni, pertanto, riguardano scelte cliniche che, quando non prese in considerazione, corrispondono a una perdita di chance per il paziente. Le Linee Guida contribuiscono a fare cultura all’interno dei gruppi multidisciplinari e a promuovere un cambiamento organizzativo e scientifico del rapporto tra gli specialisti, che può migliorare la storia naturale della malattia e la pratica clinica”.
“Le Linee Guida inserite nel Sistema Nazionale devono essere aggiornate ogni due anni e hanno valore legale – continua Francesco Perrone -. Quando il gruppo di esperti esprime una raccomandazione, vengono scelti gli endpoint, cioè i risultati, in cui può rientrare, ad esempio, anche la qualità di vita. Negli ultimi anni la comunità oncologica ha mostrato sempre più interesse a questo tema, che spesso è incluso tra le evidenze”.

Alle tradizionali Linee Guida AIOM di patologia, si affiancano numerosi documenti su argomenti ‘trasversali’. Ad esempio, sono state realizzate, tra le altre, Linee Guida sulla cardio-oncologia, sul supporto nutrizionale, sulla vaccinazione dei pazienti oncologici, sulla preservazione della fertilità e sull’assistenza psico-sociale. Tra gli aspetti critici affrontati nella XXIII Conferenza Nazionale AIOM, vi è anche il ruolo dei dati provenienti dalla pratica clinica quotidiana, la ‘real world evidence’, per le Linee Guida. “Gli studi clinici randomizzati, utilizzati per l’approvazione dei nuovi farmaci – conclude il Presidente Perrone -, non possono coprire tutti gli aspetti, le comorbilità o le sottopopolazioni. Da qui la complementarità con gli studi ‘real world’, condotti su pazienti della pratica clinica quotidiana, non selezionati. Queste sperimentazioni sono le uniche in grado di produrre dati sull’intero percorso assistenziale, a partire dagli aspetti organizzativi e gestionali del paziente, che non sono colti nei trial registrativi. L’Europa sta progressivamente andando verso un utilizzo più frequente della ‘real world evidence’. Servono politiche che prevedano procedure di rimborso vincolate alla produzione di evidenze di ‘real world’, perché consentirebbero alle società scientifiche di definire meglio le Linee Guida, migliorando la loro capacità di informare i clinici, i pazienti e le Istituzioni sull’efficacia e la qualità del trattamento”.

19 Giugno 2025

Tumori: oltre il 20% dei pazienti sviluppa complicanze al cuore

19, giugno 2025 – Circa il 20-30% dei pazienti oncologici sviluppa complicanze cardiologiche, acute o croniche, durante o dopo i trattamenti antitumorali. Negli ultimi dieci anni, la cardio-oncologia ha registrato un vero e proprio boom scientifico: nel 2010 si contavano appena 7 articoli pubblicati sull’argomento, mentre nel 2020 il numero è salito a 371, con un incremento superiore al 5.000%. Un dato che riflette la crescente attenzione internazionale verso una disciplina che sarà al centro, il 20 e 21 giugno, del primo Congresso Europeo di Cardio-Oncologia, organizzato dalla European Society of Cardiology (Esc).

L’Italia si posiziona oggi al secondo posto nel mondo per numero di pubblicazioni scientifiche in questo campo, e non a caso è stata scelta proprio Firenze come sede del congresso. Tra i protagonisti ci sarà la Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che parteciperà portando il proprio modello integrato di diagnosi e cura. L’Unità di Cardiologia dell’Istituto, guidata da Alberto Paolo Barosi, ha infatti implementato un sistema che consente una gestione rapida ed efficace del rischio cardiologico nei pazienti oncologici. Oggi, circa il 30-40% dei pazienti seguiti presso l’Unità proviene da fuori regione, e l’obiettivo è duplice: proteggere la salute cardiaca durante i trattamenti oncologici e ridurre al minimo i tempi di attesa e i disagi logistici. Per farlo, l’Istituto ha concentrato in una sola giornata tutti gli accertamenti cardiologici necessari al prericovero, ottimizzando così i tempi decisionali e clinici. Il congresso Esc sarà anche l’occasione per discutere le nuove frontiere della disciplina: dalla valutazione del rischio cardiaco pre-trattamento alla prevenzione della cardiotossicità, fino alla modifica delle terapie oncologiche.

18 Giugno 2025

Tumore seno, più mastectomie ma nuove tecniche meno invasive

18, giugno 2025 – Attualmente la mastectomia rappresenta circa il 30-40% degli interventi che vengono eseguiti nei centri certificati di senologia. Ma grazie all’innovazione e alla ricerca, diventano disponibili nuove tecniche altrettanto efficaci ma meno invasive. Questa una delle questioni trattate nel IX Congresso Anisc (Associazione nazionale italiana senologi chirurghi), che si conclude oggi a San Giuliano Terme (Pisa), dopo tre giorni di incontri tra specialisti del settore.

“L’incidenza della mastectomia è in leggero aumento per le migliori performance diagnostiche radiologiche, la maggior consapevolezza dei rischi legati alla predisposizione genetica ed è resa meno mutilante grazie alle tecniche di chirurgia plastica ricostruttiva – afferma Secondo Folli, presidente di dell’Anisc -. Tuttavia , la richiesta di mastectomia da parte delle pazienti è aumentata nell’erronea convinzione che l’asportazione della mammella malata e anche di quella sana possa aumentare le chance di guarigione”.

“Rispetto al passato, in cui il trattamento del tumore della mammella era in prima istanza chirurgico, oggi nel 30% dei casi il primo approccio risiede nella chemioterapia – immunoterapia neoadiuvante – spiega Manuela Roncella, Presidente del Congresso, Coordinatore delle Breast Unit Regione Toscana e direttore della UOC di Senologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana Ospedale S. Chiara di Pisa -, la cui efficacia consente al chirurgo di eseguire interventi meno invasivi. Inoltre oggi, per casi selezionati, la chirurgia senologica moderna offre alternative efficaci e sicure, in grado di preservare il seno e di impattare in modo minore sulla qualità di vita, con tempi di ripresa molto più rapidi”.

17 Giugno 2025

Schillaci: “Oggi solo 5% Fns va a prevenzione, vogliamo aumentarlo”

17 giugno 2025 – “Scegliere la prevenzione significa scegliere il futuro. La salute è l’unico diritto che la nostra Costituzione definisce fondamentale e l’Italia vanta un sistema sanitario tra i più solidi e solidali del mondo. Un patrimonio che siamo impegnati a conservare e a rafforzare per le generazioni di oggi e di domani. Ma ciò richiede un nuovo approccio che valorizzi maggiormente la prevenzione per vivere più a lungo in buona salute e per assicurare sostenibilità al nostro sistema sanitario, in un’ottica di modernità, mantenendo saldi i principi di universalità, equità e uguaglianza. Dobbiamo investire di più. Oggi solo il 5% del Fondo sanitario nazionale è destinato alle attività di prevenzione. Vogliamo aumentare questa percentuale e in questa direzione va anche il lavoro che stiamo portando avanti con il Mef, grazie alle nuove regole di bilancio europee, affinché la spesa per la prevenzione sia considerata a tutti gli effetti un investimento”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo intervento ieri mattina all’apertura degli Stati generali della prevenzione a Napoli. “E’ evidente che fare leva sulla prevenzione significa, nel lungo termine, ridurre i costi dell’assistenza, liberando risorse da investire in innovazione e ricerca che, grazie agli enormi progressi compiuti, permette di curare malattie un tempo ritenute incurabili”, ha aggiunto.

Gli Stati generali della prevenzione a Napoli per dare un messaggio forte e chiaro: la prevenzione è un investimento e non una spesa. Vogliamo meno cittadini malati per poter curare tutti meglio e in tempi più rapidi”. Ha aggiunto Schillaci a margine dell’inizio degli Stati generali della prevenzione. “C’è un problema culturale e dobbiamo far capire alla popolazione quanto sia importante avere la propria salute nella giusta considerazione, adottare dei corretti stili di vita, aderire agli screening che il Ssn mette gratuitamente a disposizione – ha aggiunto – ci vuole n cambio di passo e dobbiamo farlo tutti insieme”. “Il Sud nell’adesione agli screening ha un differenziale inaccettabile con il Nord, ecco perché siamo qui a Napoli oggi. Noi vogliamo che tutti i cittadini abbiano le stesse possibilità di cura”.

“Abbiamo chiesto all’Istituto Piepoli di sondare un campione rappresentativo di popolazione interessata dai programmi di screening. Il primo dato che mi ha colpito è che 1 su 5, soprattutto al Sud, non sa che sono gratuiti. Tra chi ha ricevuto l’invito, una quota importante di persone ha deciso di non fare il test: circa 1 su 5. E sceglie di non farlo soprattutto perché non ha avuto tempo o ritiene di stare bene e, in assenza di disturbi, preferisce non sottoporsi allo screening. In tanti, indicano esplicitamente un po’ di pigrizia. E’ qui che dobbiamo moltiplicare gli sforzi e aumentare la consapevolezza nei cittadini che bisogna prendersi cura di sé anche quando si è in salute. Anche sul fronte degli stili di vita si può e si deve fare di più”, ha aggiunto.

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